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La nuova vantaggiosa fiscalità delle Sicav Sif

18 Marzo 2011 - Autore: Walter Panzeri


Con la conversione del decreto numero 225/2010 in legge numero 10/2011, a far data dal primo di luglio 2011 (che coincide con l’entrata in vigore della normativa UCITS IV) verranno modificate le modalità di tassazione applicate  ai fondi comuni di investimento italiani e comunitari.

 

La nuova legge consente la chiusura della procedura d’infrazione aperta a livello comunitario nei confronti dell’Italia, per la mancata applicazione della direttiva UE 2009/65/CE.

 

Questa legge comunitaria prevedeva l’applicazione del regime di tassazione con ritenuta del 12,50% sul guadagnato, anche per gli OICR (organismi d’investimento collettivo) comunitari non armonizzati.

 

Rimane invariata la tassazione riferita allo strumento stesso, che per quanto riguarda i fondi di investimento specializzati (FIS) che rispettano la legge del 13 febbraio 2007 dello stato Lussemburghese, è pari a zero per qualsiasi tipo di proventi esso realizzi, in quanto è prevista solo una tassa annua sulla capitalizzazione pari allo 0,01 percento.

 

Tale vantaggioso regime viene ora esteso agli organismi d'investimento collettivo comunitari non armonizzati, ma a condizione che questi siano assoggettati a forme di vigilanza nei loro Paesi d’origine. 

 

Pertanto, mentre sino al 30 giugno 2011 i proventi percepiti da un investitore persona fisica o ente non commerciale da detti organismi è tassato ordinariamente secondo l'aliquota marginale Irpef o l'aliquota Ires, dal 1 luglio detti proventi sconteranno (solamente) una ritenuta del 12,50% a titolo d'imposta, applicata dall'intermediario che interviene nella riscossione.

 

Rimane confermata, invece, la tassazione integrale dei proventi rivenienti dalla partecipazione di fondi comunitari non vigilati e non comunitari (fondi offshore- BVI), percepiti, in particolare, dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali.

 

In conclusione, l’efficienza delle Sicav Sif sotto numerosi punti di vista, aumenta e oltre alla nuova agevolata fiscalità va aggiunto anche la loro maggior facilità di distribuzione all’interno dei confini europei, incentiverà non solo la creazione di nuovi fondi, ma anche la ridomiciliazione nel Granducato del Lussemburgo di fondi a suo tempo costituiti in alcune giurisdizioni offshore, in quanto le caratteristiche del veicolo lussemburghese consentiranno al promotore di non stravolgere le strategie già esistenti e venire incontro alla domanda di trasparenza e di una mitigata ma pur sempre autorevole sorveglianza, oggi avanzata da clientela privata e istituzionale. 




            

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