cfsrating 2018
FinanzaeDiritto sui social network
17 Ottobre 2018  le interviste  |  professionisti  |  chi siamo  |  forum  |  area utenti  |  registrati

            




La competizione internazionale e le eccellenze italiane – Intervista al Presidente della Nuova Organizzazione d’Imprese Giancarlo Restivo

20 Settembre 2013 - Autore: Impresa Formazione Worldwide Company


L'Associazione Nuova Organizzazione d'Imprese per lo sviluppo dell'imprenditoria Italiana ha sempre avuto la concezione del "Mercato unico". Sin dagli inizi infatti si è spinta e ha spinto i propri associati a dialogare col mercato internazionale, e per questo motivo chiediamo alPresidente Giancarlo Restivo un giudizio sullo status del mercato italiano nella connotazione della spinta verso l'estero.

La competizione sul mercato internazionale è forte, quali sono ad oggi i punti di forza del modello imprenditoriale italiano?
Sicuramente imprenditorialità diffusa, distretti, filiere, reti e territorio sono caratteristiche peculiari ed originali del nostro tessuto imprenditoriale che ci aiutano ad essere competitivi, ma ciò che ha sempre caratterizzato l'"italianità" se così si può dire, è proprio una posizione "passionale", nel senso che l'imprenditore italiano non ha mai iniziato una sua impresa per obiettivi primariamente di business, ma principalmente affettivi, perché aveva una forte passione per la propria "arte". Ecco, proprio così, per l'imprenditore italiano la propria azienda è un'espressione "artistica". Da questo la cura per i particolari e la qualità che ci ha sempre contraddistinto. Un fattore culturale trasmesso attraverso un'educazione che si protrae dal dopoguerra ai tempi più recenti, ma che adesso non deve smettere di essere comunicato.

Nonostante la crisi, il cinismo e l'incertezza diffusa c'è ancora una Italia che riesce a competere sui mercati globali?
Circa 1000 prodotti nazionali sono ai primi posti nell'export mondiale; nella competitività siamo secondi alla Germania, ed i prodotti che si stanno affermando, non appartengono come potrebbe pensarsi alle filiere tradizionali come il tessile e le calzature. Oltre ai settori in cui il "Made in Italy" è sempre stato forte per tradizione come il design, il lusso e il food & wine, siamo presenti con le nostre eccellenze nei settori che vanno dalla meccanica alle tecnologie del caldo e del freddo, alle macchine per lavorare legno e pietre ornamentali, ai fili isolati di rame e agli strumenti per la navigazione aerea e spaziale. Ne parliamo poco nei giornali, ma andate a leggere "I.t.a.l.i.a.-Geografie del nuovo made in Italy", il rapporto realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison che sottolinea proprio questo.

Eppure siamo oggetto di numerose acquisizioni, molti colossi stranieri, finanziari e commerciali vengono ad inglobare grosse fette delle realtà che ci hanno sempre rappresentato.
Il gigante francese Lvmh, che in precedenza aveva già portato oltralpe Fendi, Bulgari, Acqua di Parla, Rossimoda, Emilio Pucci e la famosa pasticceria milanese Cova, recentemente ha acquisito Loro Piana. Ma anche un altro gruppo francese, Kerling Ppr della famiglia Pinault ha rilevato altri nomi storici del Made in Italy come Gucci, Bottega veneta e Brioni. Ma cambiando settore, Pernigotti è stata venduta recentemente ai turchi ed è solo l'ultimo nome di una lunga lista di aziende finite in mano straniera, Parmalat, Galbani, Invernizzi, Algida etc. per non parlare di Lamborghini e Ducati diventate tedesche. Si, la lista è lunga e non vedo del negativo se le aziende rimangono in vita e continuano a dare lavoro. Sono stato testimone del coraggio di investitori stranieri nel mercato italiano ai quali come associazione abbiamo dato una mano, e abbiamo dovuto lottare contro i corporativismi e le restrizioni burocratiche del nostro paese. Sarò sincero, non sono gli investitori stranieri quelli che stanno uccidendo il mercato interno, ma un impianto legislativo/burocratico vetusto, legato a logiche clientelari e poco realista. Ne è un esempio la poca valorizzazione della Legge 11 novembre 2011, n. 180 pubbicata in Gazzetta Ufficiale 14 novembre 2011, n. 265 denominata "Statuto della Imprese" che ad oggi non trova piena attuazione.

Presidente, infine cos'ha da dire agli imprenditori che vogliono abbracciare l'avventura dell'internazionalizzazione?
Recentemente in una Chat pubblica mi è capitato di parlare con molti dell'argomento. Prima di tutto voglio affermare che tutti i mercati sono validi sulla base del prodotto da esportare, non c'è un mercato più facile di un altro! Tutti innanzitutto esigono competenze imprenditoriali dirette, nel senso che vedono la persona dell'imprenditore direttamente coinvolta. Abbiamo strumenti per finanziare missioni imprenditoriali coraggiose, sopratutto a livello europeo, ma dobbiamo volerlo, non accasciarci dando tutte le colpe al governo. Che poi, di destra o di sinistra lo abbiamo comunque votato noi. Bisogna capire che non siamo più negli anni "80" e "90", quando il mercato si rigenerava. Tutto ciò deve essere principalmente compreso dalla nuova generazione di imprenditori che sta ereditando le imprese dei padri e che ha vissuto l'azienda in un periodo che adesso non esiste e non esisterà più. Mi spiace per loro, non era facile prima, è inutile adesso. Il mercato interno non basta, è in stallo, e pertanto allarghiamo gli orizzonti. Coraggio! E se pensate di non avere la forza, aggreghiamoci. C'è un grande rimprovero che dovremmo farci, un difetto che molti imprenditori dovrebbero correggere: essere incapaci di creare aggregati che durino. Non possiamo indignarci di una classe politica che guarda solo a se stessa se quando siamo all'interno di un consorzio non siamo da meno. Ho visto imprenditori capaci di remare contro il proprio consorzio pur di affermare la propria azienda; questo è illogico e non paga in nessun caso.

Ma quali supporti per chi vuole impegnarsi in questa avventura?
Il Fondo strategico italiano all'interno della Cassa depositi e prestiti non sta dando molte soddisfazioni, ma ringraziamo che esista. Come associazione offriamo la nostra rete di contatti, un network condiviso di relazioni strategiche di cui l'associazione è solo uno strumento, non il fine. Ci tengo a sottolinearlo proprio perché abbiamo da sempre combattuto il vecchio modo di fare associazionismo all'italiana, dove normalmente l'associazione si frappone tra l'azienda e il mercato, facendo da società di servizi. Noi non siamo questo! L'associazione offre strumenti e contatti, ma saranno le imprese a doversi muovere utilizzando secondo le loro capacità le opportunità offerte. La Nuova Organizzazione d'Imprese non vorrà nessun vantaggio (e sembrerà strano), non vuole nessun riconoscimento, ma ripeto che quello dell'associazione è uno strumento e non il fine. Il fine è fare impresa e produrre lavoro. Perciò ci siamo spesi tanto quest'anno, abbiamo promosso il portale www.madeinitalyproduct.com e stretto contatti con delle agenzie per il supporto all'internazionalizzazione che riconosciamo qualitativamente all'altezza. Insomma siamo qui, metteteci alla prova!

 

Dott.ssa Alessandra Parla
Responsabile Ufficio Stampa NOIcomunicazione
della Nuova Organizzazione d'Imprese
www.noicomunicazione.it

 

Articolo sponsorizzato da

Impresa Formazione Worldwide Company

Società di Orientamento Normativo Internazionale




            

Altri articoli scritti da Impresa Formazione Worldwide Company

Ultimi commenti degli utenti

Ciao Il mio nome ? Mr. Fred Peterson fredpetersonworldloan Possiedo Offro prestiti a un tasso di interesse del 3%. se sei veramente. I tuoi dati sono al sicuro con noi, in modo da avere nulla di cui preoccuparsi. E io do tutti i tipi di prestito che si sta cercando, in modo che tutto quello che dovete fare ora ? quello di applicare e ottenere un prestito veloce di oggi. Se siete interessati, vi prego di contattarmi tramite il mio indirizzo e-mail fredpetersonworldloan@yahoo.com. Saluti Fred.

7 Dicembre 2013 ore 23:15:59 - fred

Ciao Il mio nome ? Mr. Fred Peterson fredpetersonworldloan Possiedo Offro prestiti a un tasso di interesse del 3%. se sei veramente. I tuoi dati sono al sicuro con noi, in modo da avere nulla di cui preoccuparsi. E io do tutti i tipi di prestito che si sta cercando, in modo che tutto quello che dovete fare ora ? quello di applicare e ottenere un prestito veloce di oggi. Se siete interessati, vi prego di contattarmi tramite il mio indirizzo e-mail fredpetersonworldloan@yahoo.com. Saluti Fred.

7 Dicembre 2013 ore 23:16:13 - fred







cfsrating



Powered by Share Trading
Everlasting