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L'ITALIA AL QUARTO POSTO NEL MONDO PER SURPLUS COMMERCIALE CON L'ESTERO, ESCLUSA L'ENERGIA

30 Settembre 2014 - Autore: Redazione


Per variazione assoluta del saldo commerciale con l’estero, nel primo semestre 2014, l’Italia ha raggiunto il primo posto tra i Paesi UE: rispetto allo stesso periodo del 2013, il nostro Paese ha registrato un aumento del saldo commerciale pari a 5,5 miliardi di euro, il doppio della Germania.

Non solo. Per la prima volta nella storia recente, nel primo trimestre 2014, il surplus commerciale dell’Italia con l’estero – esclusa l’energia - ha proiettato il nostro Paese al quarto posto assoluto al mondo, dietro Germania, Cina e Corea del Sud. Secondo tale criterio, l’Italia risulta oggi in classifica prima del Giappone.

Sono queste alcune delle principali evidenze della terza edizione dell’Osservatorio GEA-Fondazione Edison, presentata oggi a Milano da Marco Fortis, Vicepresidente della Fondazione Edison, in occasione del convegno “Dinamiche e prospettive del commercio estero italiano”.

Creato da GEA (società di consulenza strategica che dal 1965 accompagna le imprese italiane nella loro crescita e nell’evoluzione manageriale) e Fondazione Edison allo scopo di garantire uno strumento di analisi innovativo delle dinamiche e delle prospettive dell’export italiano, l’Osservatorio GEA-Fondazione Edison prevede analisi aggiornate ogni anno dei mercati per ciascun settore produttivo italiano e supporta la definizione di interventi e strategie riguardanti i rapporti commerciali tra Italia e resto del mondo da parte di decisori pubblici e privati.

“I dati della edizione 2014 dell’Osservatorio evidenziano come, diversamente da quanto rilevato anche in momenti recenti dalla Commissione Europea, l’Italia si trovi non solo in posizioni di leadership in diverse classifiche riguardanti la competitività delle imprese, ma anche in una posizione di forte solidità nel contesto di mercato globale che si è creato dalla nascita dell’euro”, ha affermato Marco Fortis, Vicepresidente della Fondazione Edison. “Nell’ambito del G-7, ad esempio, l’Italia è il Paese che, insieme alla Germania, è riuscito a mantenere più saldamente  la propria quota sul mercato mondiale di manufatti dalla nascita dell’euro”.
 
Nel primo trimestre 2014, il surplus commerciale dell’Italia con l’estero esclusa l’energia, pari a 25 miliardi di dollari, ha superato quello del Giappone, portando il nostro Paese al quarto posto assoluto al mondo dietro Germania, Cina e Corea del Sud. Negli ultimi 12 mesi terminati a marzo 2014, l’avanzo italiano con l’estero esclusa l’energia resta quinto al mondo (con 114 miliardi di dollari) preceduto ancora di poco da quello giapponese, ma l’exploit del primo trimestre 2014 è per l’Italia davvero storico e beneaugurante per il futuro.

Altrettanto significativo è il fatto che, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, la quota di mercato dell’Italia nell’export mondiale di manufatti, è quella che ha tenuto di più tra i Paesi del G-7, dopo quella tedesca, dalla nascita dell’euro. Non solo. Tra il 2010 e il 2013 l’Italia ha fatto registrare il più alto miglioramento in valore assoluto della bilancia commerciale complessiva tra i Paesi dell’UE-28, pari a +60 miliardi di euro, con un passaggio da un passivo di 30 miliardi nel 2010 ad un attivo di pari entità nel 2013. Questo trend si è confermato nei primi 6 mesi del 2014, durante i quali la bilancia commerciale italiana è migliorata di altri 5,5 miliardi di euro rispetto all’analogo periodo del 2013, il più forte incremento in valore assoluto nell’UE-28.
Il rafforzamento della bilancia commerciale italiana è una chiara evidenza del crescente successo sui mercati internazionali dei prodotti di eccellenza del “made in Italy”, rappresentati dai settori manifatturieri delle 4A - Automazione, Abbigliamento, Arredocasa, Alimentari. Particolarmente significative le performance nell’export del macrosettore dell’automazione-meccanica-plastica-gomma, che dal 2009 al 2013 hanno marcato una crescita ancora più sostenuta di quella dei settori delle altre 3A.
Nel 2012, considerando una base di riferimento di più di 5.000 beni scambiati a livello mondiale, secondo l’Indice Fortis-Corradini©, l’Italia deteneva la prima, seconda o terza miglior bilancia commerciale al mondo in ben 932 prodotti che hanno generato una bilancia totale attiva con l’estero a favore del nostro Paese di 177 miliardi di dollari.
Anche quest’anno l’analisi dell’Osservatorio GEA-Fondazione Edison si è focalizzata sui mercati più importanti per l’Italia: i TREC - Turchia, Russia, Emirati Arabi Uniti e Cina, i “nostri” Next 11 (Brasile, Hong Kong, Arabia Saudita, Messico, Algeria, Corea del Sud, India, Tunisia, Egitto, Libia e Israele) - e i Future 22 (Singapore, Sudafrica, Ucraina, Thailandia, Iran, Marocco, Albania, Serbia, Libano, Indonesia, Venezuela, Malaysia, Qatar, Argentina, Taiwan, Cile, Nigeria, Kuwait, Kazakistan, Giordania, Colombia, Iraq) - i paesi emergenti di media dimensione per l’Italia che mostrano uno sviluppo particolarmente dinamico con tassi di crescita interessanti per il nostro export.

Nel 2013, il peso dell’Italia nell’interscambio commerciale con i Paesi emergenti del mondo è risultato sempre più importante. In termini di attivo commerciale i TREC (Turchia, Russia, Emirati Arabi e Cina) sono per l’Italia più importanti dei BRIC (Brasile, Russia, India e Cina): l’export italiano complessivo verso i TREC è risultato pari a 36,2 miliardi di euro, contro i 28,7 miliardi di export verso i BRIC. L’export verso i “nostri” Next 11 è risultato pari a 39,7 miliardi di euro.

Nei confronti della Turchia, l’Italia detiene la prima, seconda o terza migliore bilancia commerciale al mondo in ben 1.366 prodotti per un controvalore dell’attivo di 9,3 miliardi di dollari. Segue la Russia, verso cui vantiamo 1.000 tra primi, secondi e terzi posti per migliore bilancia commerciale al mondo in altrettanti beni, con un surplus di 8,5 miliardi di dollari. Anche con Algeria, Egitto, Israele, Libia, Tunisia, Albania, Libano, Marocco e Serbia, l’Italia fa registrare con ciascun Paese singolarmente più di 1.000 prodotti con avanzi commerciali tra i tre più alti al mondo. Nel 2013 i primi 37 mercati emergenti hanno visto l’Italia presente con quasi 102 miliardi di euro di esportazioni, di cui 36,2 miliardi verso i TREC.

Il convegno “Dinamiche e prospettive del commercio estero italiano”, che ha visto la partecipazione di un centinaio di aziende italiane, ha consentito un confronto con le esperienze di due importanti e solide realtà del settore farmaceutico operanti in Italia: il Gruppo Menarini, rappresentato dal Presidente Lucia Aleotti, e la società Eli Lilly Italia, rappresentata dal Presidente e Amministratore Delegato Eric Baclet.

Nel corso dell’evento, forte della sua esperienza decennale nel mercato cinese, Antonio Scialletti, General Manager di GEA International, ha presentato la sua visione sulle dinamiche di trasformazione dell’assetto socio-economico della Cina e sulle prossime opportunità per le aziende italiane. “La nuova Cina è costituita da 500 milioni di nuovi consumatori che richiedono i prodotti italiani di qualità nei nostri settore di punta: Alimentare, Abbigliamento, Arredamento. E il nuovo ‘manufacturing’ cinese chiede la migliore tecnologia italiana per completare la sua transizione industriale”.

Infine, Luigi Consiglio, Presidente di GEA, ha contribuito ad ampliare l’analisi delle opportunità di diversa natura che l’export italiano può considerare a fini di crescita ed efficienza, evidenziando l’esigenza di focalizzare comunque gli sforzi e gli investimenti su pochi grandi mercati sviluppati ad alto potenziale, oltre che sui mercati emergenti. “Le opportunità per il Made in Italy in America sono molto superiori a quelle presenti in ogni altra area del mondo. E’ un mercato ancora embrionale e tutto da sviluppare per il nostro Made in Italy, che è oggetto di culto ad ogni livello.La sola ricetta possibile è semplice: investire molto tempo imprenditoriale in quel mercato e adattare l’offerta ai suoi gusti”.
 




            

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