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Intervista esclusiva ad Antonio Pellegrino, Presidente del Club Karmann Ghia Italia

26 Gennaio 2010 - Autore: Redazione


Antonio Pellegrino è nato il 26 Gennaio 1960 a Messina.
Coniugato, ha due figli.
Laureato in Scienze Bancarie e Assicurative presso l’Università di Messina
Laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Messina
Dottore Commercialista
Iscritto al Registro dei Revisori Contabili ed all’Albo dei Dottori Commercialisti di Vicenza
Membro delle seguenti Commissioni di Studio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Vicenza:
- Finanza e Controllo di Gestione
- Procedure Concorsuali – Fallimento
- Arbitrato e Conciliazione
Responsabile per il Veneto dell’Aiaf (Associazione Italiana Analisti Finanziari)
Partner e Socio Fondatore dello Studio di Dottori Commercialisti “Pellegrino – Onori & Associati” di Vicenza
Nel mondo delle auto d’epoca:
Presidente Karmann Ghia Club Italia, fondato nel 2007
Socio Onorario Karmann Ghia IG Lippe in NRW - Germania


Oggi incontriamo Antonio Pellegrino, Presidente del Club Karmann Ghia Italia, teso a favorire e promuovere la conoscenza dello storico modello Karmann Ghia e riunirne tutti i proprietari italiani. Ci può illustrare, nello specifico, la storia, le finalità e gli scopi del club?

Nel 2006 dopo aver acquistato una Karmann Ghia cabriolet – non senza incappare in qualche delusione a causa dello scorretto comportamento del venditore - mi resi subito conto che in Italia non era facile reperire corrette informazioni e notizie su questa auto che sembrava davvero dimenticata. Ciò lasciava campo libero ad operatori con pochi scrupoli.
Così con un paio di altri appassionati del modello abbiamo deciso di costituire il Karmann Ghia Club Italia, di censire e catalogare tutte queste auto italiane – a volte anche profondamente alterate - sulla base delle loro caratteristiche originarie, utilizzando a tal fine il Certificato di Identità che, a richiesta, viene rilasciato dal Museo Volkswagen di Wolfsburg. Tale documento è obbligatorio per l’iscrizione delle auto al nostro Club.
Nacque quindi il Karmann Ghia Club Italia (www.karmannghia.it) , Registro Italiano di modello riservato alle Karmann Ghia , che conta oltre 100 soci e del quale abbiamo già richiesto la federazione all’ASI.
Lo scopo ultimo del Club è quindi di recuperare al nostro patrimonio culturale ed automobilistico queste straordinarie vetture che appartengono alle più importanti testimonianze dell”Italian Style” in campo automobilistico e delle quali si era di fatto persa la memoria.
Poche auto prodotte in serie possono infatti anche vantare una tale longevità, atteso che la produzione - avviata nel 1955 - terminò nel 1974 in Europa e nel 1975 in Brasile.
L’azione del Club spazia quindi dalla presenza con proprie aree espositive agli eventi di maggior rilievo del settore (quali Auto e Moto d’Epoca di Padova), agli interventi a convegni, all’organizzazione di raduni di modello ed alla presenza nel sociale in genere.


Recentemente, il Financial Times ha decretato le auto d’epoca come il miglior investimento in tempo di crisi? Condivide l’affermazione? Per quali ragioni secondo lei?

Senz’altro, perché se si tratta di auto che conservano le caratteristiche di originalità - qualità basilare per gli amatori - il semplice trascorrere del tempo ne accresce la rarità ed il pregio e ne impedisce quindi il deprezzamento. Ovviamente occorre scegliere vetture con adeguate caratteristiche di numero delle auto prodotte, design, costruzione e condizioni di conservazione. Si tratta quindi in sostanza di “beni rifugio” che possono essere trasferiti ovunque con relativa facilità e per loro natura le più pregiate hanno il vantaggio di godere di un mercato mondiale. Qualità di non minore importanza e che ne accresce il fascino per i proprietari è quella di essere “fruibili” e quindi utilizzate per partecipare ad eventi spesso unici. Il loro successo è legato all’essere anche dei simboli di status ed al forte legame “emotivo” che frequentemente si stabilisce tra proprietario e auto. In termini di mero investimento resta il fatto che il giusto acquisto può assicurare performance con rendimenti a due cifre e per periodi anche lunghi di tempo.
Stiamo giĂ  lavorando a indici e database di transazioni che consentano di svolgere una seria attivitĂ  di advisory e di dare anche nel nostro paese precise e trasparenti misurazioni di valori e rendimenti.


Come giudica la situazione attuale del collezionismo di auto d’epoca? Quali sono i motivi che spingono un individuo a collezionare automobili?

Tra l’uomo e l’automobile si è nel tempo stabilito un rapporto speciale e privilegiato quindi non deve stupire che il collezionismo di auto d’epoca sia non solo un fenomeno in crescita ma anche che vada diffondendosi tra classi sociali che prima ne sembravano escluse. La crescita del numero dei raduni, delle fiere specializzate, dei giornali di settore ne è la testimonianza. Anche l’uso eccessivo dell’elettronica nelle auto moderne – che spesso le rende delle “belle senz’anima” – contribuisce a rivalutare le auto prodotte nei decenni precedenti. Non possiamo neanche nascondere il fatto che le sempre più stringenti esigenze della produzione in larga serie vincolano ancor più che in passato la creatività e le possibilità di espressione del design automobilistico.
La passione per l’auto d’epoca, colpisce senza preavviso. Basta magari vederne passare una per diventare appassionati. Il paragone con le belle donne sarebbe scontato.
Capita spesso che, raggiunto un certo benessere economico o quando si verificano importanti cambiamento degli stili di vita, si rimanga a livello inconscio colpiti dal ritrovare quell’auto che avevamo tanto ammirato da bambini o tanto desiderato senza potercerla permettere. E’ così che nasce la passione.
Ed è corretto definirla tale perchè è raro che un appassionato si limiti a possedere una sola auto d’epoca.
La passione “istintiva” poi si arricchisce, grazie all’approfondimento degli aspetti culturali e storici di cui questo mondo è permeato, assurgendo così ad una dignità superiore che non è seconda all’amore per l’arte.


La Volkswagen Karmann Ghia, modello a cui il club è dedicato, rappresentò, nel momento in cui uscì, una “variante sportiva” del famoso Maggiolino. Ci può illustrare in breve, la storia e il valore di questo modello? Chi è il suo collezionista-tipo?

Tutto comincia nel 1950: Wilhelm Karmann senior voleva realizzare una vettura sportiva cabriolet usando telaio e meccanica standard prodotti dalla Volkswagen per il Maggiolino, ma visto il grande successo di vendite di questa auto, il progetto non sembrò inizialmente di particolare interesse per la casa di Wolfsburg.
La svolta avvenne quando Wilhelm Karmann junior – succeduto al padre – ne parlò a Luigi Segre, Direttore Commerciale della Carrozzeria Ghia di Torino e così nell’autunno del 1953 dalla matita di Mario Felice Boano prese vita quello stupefacente coupè che non solo colpì Karmann ma trovò immediatamente consenso presso la Volkswagen di Heinz Nordhoff .
La produzione venne avviata nel novembre 1953.
La bellezza delle forme della carrozzeria fece subito guadagnare alla Karmann Ghia il titolo di “più bella Volkswagen mai costruita”. L’auto aveva uno stile mozzafiato, diverso da quello di tutte le sue contemporanee.
Il punto di forza della Karmann Ghia non erano le prestazioni ma l’eleganza. La macchina non fu mai intesa come un’auto sportiva e venne venduta per le sue reali caratteristiche. Ciò spiega - insieme all’armonia ed all’equilibrio delle linee della carrozzeria - un così lungo successo della vettura nel tempo.
Il lancio avvenne nel 1955 e l’accoglienza fu strepitosa: era davvero un auto da sogno.
Nell’agosto del 1957 venne prodotta la versione cabriolet. La produzione andò avanti con alcuni restyling fino al 1974!
Nel 1959 venne decisa la produzione di un nuovo modello: la Karmann Ghia Typ 34 il cui design venne affidato all’ing. Sergio Sartorelli – Presidente Onorario del nostro Club, recentemente scomparso – vettura di innegabile personalità prodotta dal 1961 al 1969.
A completare la gamma arrivò, per il solo mercato sudamericano, nel 1970, su disegno di Giorgetto Giugiaro la Karmann Ghia Touring Coupé prodotta in Brasile fino al 1975.
Quindi la mano dei nostri stilisti è una peculiarità di tutti i modelli di Karmann Ghia.
I valori effettivi di mercato per coupè e cabriolet delle ultime serie variano dai 10.000 ai 15.000 euro ed i rari scambi delle prime serie c.d. “lowlight” avvengo a cifre anche di 2 volte superiori. E’ facilmente prevedibile una costante crescita di questi valori.
Il collezionista tipo è un professionista, un imprenditore, un dirigente d’azienda o comunque un appassionato delle vetture “aircooled” che ha scoperto questa “meravigliosa creatura” dell’Italian Style e vuole acquistare un’auto dai tratti raffinati e di nicchia.


Quali sono le vetture piĂą richieste in genere dai collezionisti? A quale periodo appartengono?

Premesso che si tratta di vetture prodotte complessivamente in circa 500.000 unità e prevalentemente collocate nel mercato Usa, il che ne spiega la scarsa diffusione in Europa, le c.d. “lowlight” sono le più ambite e vennero prodotte dal 1955 al 1959. Un crescente interesse si registra anche per la typ 34, una vera icona negli Stati Uniti, auto il cui restauro è particolarmente costoso, complesso e difficoltoso .


Una delle prerogative del collezionismo d’auto d’epoca, è che le vetture debbano essere usate. Può offrire un commento in merito? Il suo club favorisce e sviluppa la conservazione e il restauro della Volkswagen Karmann Ghia Typ 14 e Typ 34. In che modo?

Guidare l’auto è parte integrante di questa passione. Guidarla ed osservare gli sguardi di ammirazione della gente.
Il mancato utilizzo delle vetture ne accelera il degrado : un esempio classico è l’usura dei gommini e delle parti non regolarmente sollecitate, che invece un corretto utilizzo consente di evitare.
La mancanza di un uso periodico del mezzo impedisce di rilevare tempestivamente eventuali anomalie e quindi di intervenire per il ripristino del normale funzionamento dell’auto.
Tra i nostri fini istituzionali c’è anche quello di far circolare le esperienze all’interno del Club e di mettere a disposizione dei soci il know-how acquisito da ciascuno, proprio per assisterli in un corretto restauro delle auto che ne preservi o ripristini le caratteristiche originali.
Ho personalmente passato ore al telefono ad assistere un socio alla disperata ricerca delle guarnizioni della typ 34….. ma restituire l’originario splendore ad un’auto e vederla poi partecipare ad un raduno dove può essere ammirata dagli appassionati ci ripaga da tanti sacrifici…
Ma la nostra azione non si ferma qui e nell’interesse di tutti gli altri appassionati di auto d’epoca vogliamo mettere a disposizione del mondo della finanza, di banche ed assicurazioni il nostro know-how per creare linee di business specifiche per questo settore nei segmenti retail, corporate e private. I primi contatti sono già stati avviati e ci auguriamo che il crescente interesse per questa attività - che abbiamo chiamato “Vintage Car Financing & Advisory” - ci permetta di trovare rapidamente i partner più adatti per dare concreto e rapido avvio ad un progetto di successo, in linea con la storia del nostro Club e delle nostre auto.
 




            

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sono un fan karmann ghia. Compliementi

26 Gennaio 2010 ore 15:24:22 - Torlonia

la passione per la auto d'epoco č amore per l'arte, storia e storia industriale

27 Gennaio 2010 ore 15:27:01 - Stefano Raimondi Varadi







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