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Intervista esclusiva ad Alessandro Delle Cese, Fondatore di ADC Consulting

27 Maggio 2011 - Autore: Redazione


Alessandro Delle Cese si laurea in Economia Aziendale all’Università La Sapienza di Roma nel 1986. La sua carriera professionale inizia però qualche mese prima, a Milano, nell’ambito della Revisione legale dei conti. Nel 1989 è Controller in una multinazionale francese dell’elettronica. Successivamente, opera nel settore del fashion e della cartotecnica, con la qualifica di D.A.F. Nel 1996 approda in una multinazionale del packaging, ove assume la carica di amministratore con delega al Controllo di gestione. Nel 2000 finalmente realizza il suo sogno: intraprendere la libera professione di Dottore Commercialista, avendo acquisito l’abilitazione sin dal 1991. Da subito il suo approccio si rivela innovativo. L’esperienza decennale maturata in azienda, lo rende particolarmente ricettivo alle problematiche e alle necessità degli imprenditori suoi clienti. Nei loro confronti infatti, si pone come un vero e proprio consulente aziendale, capace di proporre soluzioni vincenti, concrete e coerenti.

La sua esperienza l’ha portata a dare una svolta all’approccio tradizionale di questa professione. Come si pone nei confronti dell’imprenditore, soprattutto in un momento critico come quello di adesso?

Le dinamiche economiche internazionali di questi ultimi anni, nonché il livello esasperato di competizione che coinvolge oramai anche i settori più innovativi, stanno modificando, irrimediabilmente, il modo di fare impresa. Oggi le imprese devono saper reagire tempestivamente, convivere con le incertezze del domani, gestire la corsa all’innovazione tecnologica, focalizzarsi sulla riduzione del time-to-market e, come se non bastasse, nel contenere i costi di gestione senza intaccare efficienza e organizzazione. In un contesto così frenetico, diventa indispensabile per le imprese dotarsi di una migliore organizzazione, più dinamica, flessibile ed efficiente, come mai hanno fatto in passato. Gli imprenditori che hanno agito in maniera oculata e tempestiva, non solo sono riusciti a contenere gli effetti della crisi, ma addirittura hanno ampliato le loro opportunità di crescita ed oggi navigano in acque più tranquille.

Parallelamente, anche il ruolo del Dottore Commercialista ha subìto una profonda trasformazione in questi ultimi anni: alle attività tradizionali, se ne sono affiancate altre ad elevata specializzazione e valore aggiunto. Il management chiede oggi al Commercialista maggior supporto nelle analisi strategiche, nell’implementazione di un efficace sistema di controllo, o ancora nella fase di pianificazione finanziaria e fiscale. Dunque, una necessità con priorità assoluta, a cui l’impresa pretende risposte precise e tempestive.

Aver vissuto oltre 10 anni in realtà aziendali diverse e ben organizzate prima di intraprendere la libera professione, è stata per me un’esperienza altamente formativa che mi ha reso particolarmente ricettivo nel comprendere le reali e dinamiche esigenze dell’imprenditore. Saper interagire con il management, risolvere problematiche a volte anche molto complesse, costituiscono un’elevata opportunità di crescita professionale, con altrettanta elevata soddisfazione del Cliente.

ADC CONSULTING, dinamica struttura costituita da Dottori Commercialisti e Avvocati, si presenta al mercato e ai suoi clienti con l’ambizione e la consapevolezza di poter essere un partner affidabile, fornendo soluzioni concrete e coerenti. Partecipare attivamente alla definizione delle strategie aziendali, contribuire a migliorare la redditività aziendale, lavorare a stretto contatto con i manager operativi nel definire gli obiettivi di crescita: questa la nostra mission.


Obiettivo primario di ADC è sen’altro quello di dare valore all’azienda, oltre che a comunicarlo agli stakeholder per migliorarne il giudizio di rating. Con quali strumenti riuscite a farlo?

Nel corso degli anni si è consolidato un modello di sviluppo basato sulla convinzione che, per elevare la redditività dell’impresa, fosse stato sufficiente vendere di più, producendo a basso costo e assicurando l’efficienza in tutti i reparti aziendali. Vero sì, ma solo in parte, poiché si è trascurata la pianificazione degli aspetti finanziari e patrimoniali per una crescita sostenibile, limitandosi a predisporre, nel migliore dei casi, dei budget economici.

A mio giudizio, infatti, non vi può essere controllo economico, se prima non si è pervenuti ad una corretta pianificazione e controllo dei flussi finanziari. La preventiva conoscenza del proprio fabbisogno, consente all’impresa, tra l’altro, di orientarsi verso strumenti di finanziamento più idonei e anche meno onerosi.

Venendo alla Sua domanda, gli strumenti maggiormente utilizzati per comunicare obiettivi e strategie all’esterno, quanto all’interno dell’azienda, restano il budget ed il business plan. Un buon supporto informatico può agevolare l’elaborazione di entrambi i documenti e deve essere flessibile a tal punto da consentire l’analisi di scenari alternativi e complementari. Tali documenti devono essere attendibili e dettagliati, ben redatti e commentati, nonché oggetto di revisione periodica. A questi deve poi far seguito una reportistica appropriata e altrettanto dettagliata, in modo da dimostrare ai terzi l’andamento e la realizzazione degli obiettivi prefissati.


Continua su Family Office n.2 - 2011
http://www.editricelefonti.it/familyoffice



            

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