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Intervista esclusiva a Petter Johannesen, Console Onorario della Namibia

13 Settembre 2010 - Autore: Redazione


Petter Johannesen
 (1949), si laurea in Marketing ed Economia di Mercato Internazionale all’Università di Copenaghen nel 1974 e successive specializzazioni in Management, Psicologia e Scienze Commerciali all’Università di Oslo. Per 15 anni diplomatico di carriera, percorso conclusosi con l’incarico di Consigliere per gli Affari Commerciali dell’Ambasciata di Norvegia in Italia.
Successivamente ha maturato una intensa attivitĂ  professionale a livello internazionale presso importanti istituzioni pubbliche ed aziende multinazionali quali;
Fiat Ferroviaria;• Girmi;• Statoil; • Olivetti; Kværner; • Fjellstrand; • Tomra;• Hydro Aluminium; • Microdesign
Per 10 anni è stato Segretario Generale dell’Unione delle Camere di Commercio Estere in Italia e Consigliere della Camera di Commercio Italo-Norvegese.
E’ stato lettore di letteratura norvegese all’Università statale di Milano.
Attualmente ricopre i seguenti incarichi: Console Onorario della Repubblica di Namibia in Italia(www.lanamibia.it)
Vice Presidente Esecutivo di ASSONORVEGIA, l’Associazione che riunisce gli interessi della Norvegia in Italia.(www.assonorvegia.com)
Attivo in tante realtà economiche e associative italiane ed è in vari consigli di amministrazioni di aziende e istituzioni in Italia e Norvegia.
E’ Ministro dell’Ambiente di Antarcticland (www.antarcticland.org)
Ha condotto alcuni programmi su RAI 1.
E’ coautore del libro L’Africa Australe, edito da Ciscra.
E' ideatore e Capo spedizione della Spedizione artica OLTRE Beyond the Edge 2008/2009. (www.oltre.mobi)
Oggi si occupa, in qualità di Advisor e Consigliere di Eco Energy Holding (www.eco.as), gruppo industriale norvegese che produce sistemi energetici eco sostenibili. Inoltre è advisor della Solving Efeso Consulting (www.solvingefeso.com)
E’ Cavaliere e Commendatore della Repubblica Italiana.


Oggi incontriamo Petter Johannesen, Console onorario della Namibia. Ci può illustrare il suo percorso professionale ed il suo attuale ruolo di Console onorario della Namibia?

Certo, mi sono laureato in scienze economiche all’università di Copenaghen, specializzazione Marketing, dopodiché vinco il concorso per entrare in diplomazia norvegese, dato che parlavo l’italiano e vengo mandato a Milano per dirigere l’ufficio commerciale dell’ambasciata di Norvegia. Sono rimasto a Milano per 9 anni, poi il ritorno in Norvegia; dopo un breve periodo in un grande gruppo industriale Kongsberg come Direttore Marketing, vengo rimandato a Milano come Consigliere Commerciale della stessa Ambasciata di Norvegia. Dal 1990 dopo avere lasciato il Ministero ho iniziato una mia attività professionale indipendente. Essere Console Onorario di un paese come la Namibia è impegno di carattere rappresentativo, non abbiamo tanti namibiani che ci impegnano in altri modi.


Lei è anche Vicepresidente di ASSONORVEGIA, l’Associazione che riunisce gli interessi della Norvegia in Italia. Quali sono le principali finalità di tale Associazione e in che modo si definisce il suo ruolo?

Assonorvegia è una associazione di interessi, noi proviamo ad essere vicini agli interessi dei norvegesi in Italia, ci occupiamo di creare momenti di incontro e di socializzazione.


Nel portale del consolato si legge che “La Namibia vanta una posizione geografica invidiabile, una sorta di porta di ingresso per le imprese straniere che intendono entrare nel mercato sudafricano in costante crescita.” Quale commento può offrire in merito e quali sono i settori più interessanti nei quali un’impresa italiana può investire?

La Namibia si trova nell’area SADC, Southern Africa Development Countries, e nell’area SACU (South African Custom Union) che è l’area doganale Sud Africana. In questa situazione la Namibia si pone come porta d’ingresso per tutta l’area Sub Sahariana. La Namibia potrebbe essere lo sbocco per tante attività manifatturiere, trasformazione di minerali e materie prime, produzione e/assemblaggio di prodotti interessanti per il mercato, e tante altre iniziative.


Le attività di estrazione del settore diamantifero rappresentano un mercato molto importante per la Namibia. Esse sono svolte per la quasi totalità dalla Namdeb Diamond Corporation (Namdeb), società posseduta al 50% dal Governo della Namibia e per l’altro 50% dalla De Beers Centenary. Come giudica l’attuale situazione di tale settore e quale potrà essere il suo rendimento in futuro?

Il settore diamantifero è un settore molto difficile da descrivere, non ci sono dati concreti e definiti sull’andamento di questo settore, oltre il 40 % della produzione mondiale viene commercializzato illegalmente, e questo strano scenario influisce nell’andamento del settore. Credo che i diamanti così come l’oro molto più ufficialmente siano prodotti cosiddetti di rifugio, e così saranno in futuro.


La Svezia rappresenta il singolo Stato che concede la maggior quantità di finanziamenti alla Namibia. Come si colloca l’Italia in questo ambito? Vi sono buone prospettive per uno sviluppo della cooperazione tra i due Stati, in particolare nel settore agroalimentare? Cosa ne pensa?

L’Italia ha una modesta presenza in Namibia, hanno chiuso l’Ambasciata e aperto il Consolato Generale Onorario d’Italia. Non sono al corrente di progetti di cooperazione italiani in Namibia, ma indubbiamente ci potrebbero essere delle opportunità non solo nel settore agroalimentare ma anche in quello ittico/acquacoltura…


Recentemente, alcuni ricercatori africani hanno lamentato la perdita di posti di lavoro a causa dell’impiego di molti lavoratori cinesi nei progetti di costruzione del continente, così come la concorrenza di prodotti cinesi importati venduti a basso costo nei negozi. Quale è il suo pensiero in merito? Gli investimenti cinesi in Africa e, in particolare, in Namibia risultano molto “aggressivi”?

I cinesi sono straordinariamente operosi, i governi africani hanno ceduto alle lusinghe delle autoritĂ  cinesi, e hanno lasciato ampi spazi alle imprese cinesi in africa, specialmente nei settori strategici come le costruzioni, e la manifatturiera. In Africa hanno bisogno di imprese e imprenditori che hanno voglia di fare, i cinesi con le loro logiche e strutture sono stati convincenti. Noi europei non abbiamo colto questa occasione e adesso dobbiamo convivere con una invasione cinese in Africa.


Quale posizione occupano gli investimenti in energie rinnovabili all’interno della politica economica della Namibia? Vi sono prospettive di crescita?

L’Africa è un continente con incredibili risorse naturali, tra cui il sole, i venti ed in alcuni paesi l’acqua. L’energia rinnovabile deve diventare una risorsa che deve essere sfruttata meglio, tutti i paesi africani sono disponibili ad aprire le proprie società a chiunque abbia desiderio di entrare in questi settori, dobbiamo avere un po’ di coraggio e credere nei nostri mezzi, non sempre nei mezzi altrui.
 




            

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