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Intervista esclusiva a Paolo Ivancevich, Amministratore Unico di Captha

18 Giugno 2010 - Autore: Redazione


Manager esperto dei servizi finanziari, ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità gestionale in primarie realtà bancarie italiane. Ha cominciato la sua carriera nella Banca Nazionale dell’Agricoltura, assumendo successivamente la carica di Responsabile di Finanza ed Estero, rispettivamente, in Banca del Salento, Carimonte Banca, Banco di Sicilia e Banco di Napoli. In tali contesti è stato autore di numerose innovazioni, sia nelle attività di mercato sia, in particolare, nel personal finance, nonché protagonista dello sviluppo degli Istituti di Credito in cui ha lavorato, contribuendo, in alcuni casi, al superamento della fase di crisi e al successivo rilancio. Nel corso degli anni ha ricoperto, inoltre, numerose cariche in SIM, SGR e banche controllate, sia in Italia che all’estero. L’esperienza si è consolidata nell’incarico di Amministratore Delegato in Diners Club Europe, prima di dare vita con altri Partner all’iniziativa Captha, di cui assume attualmente il ruolo di Amministratore Unico.


Un centro di competenza multifunzionale per crescere e rilanciare le imprese di domani


Paolo Ivancevich, a quali bisogni risponde Captha? A quale pubblico si rivolge e cosa la distingue dalle altre societĂ  di formazione professionale?

Captha ha deciso di inserirsi nel mondo della formazione scegliendo di non essere soltanto una società di formazione. Non ci interessava essere una società prodotto, perché avrebbe significato replicare il modello delle società già presenti sul mercato. Tanto più che il mercato della formazione è un mercato maturo e con barriere all’ingresso pressoché nulle. Innanzitutto, abbiamo fatto una scelta di focalizzazione di settore: Finance e Banking, su cui potevamo esprimere una competenza distintiva. In secondo luogo, abbiamo osservato che al bisogno di formazione si accompagnano altri bisogni , come la conoscenza del contesto in cui si vuole operare, l’opportunità di entrare in contatto con le aziende, la possibilità di orientare in maniera efficace la propria carriera o la vita professionale, la possibilità di entrare in contatto con le persone giuste. Ci siamo, quindi, presentati come un “centro di competenza”, all’interno del quale è possibile trovare informazioni, offerte di lavoro, opportunità di crescita e di visibilità, iniziative, contatti diretti con le persone del mondo della finanza e, ultima ma non ultima, una formazione qualificata e specializzata.


Una delle vostre ultime innovazioni è il Corso Captha in Strumenti di Base per Investire in Borsa. La pratica dell’investimento borsistico è stata fortemente minata dalla crisi economica e ad oggi prevale un atteggiamento di forte scetticismo e diffidenza nei confronti di questo settore. Come vi siete adeguati a tale mutata predisposizione? Prenderete in considerazione problematiche quali le critiche all’etica, alla trasparenza e alla chiarezza degli istituti finanziari e ai rischi connessi all’investimento?

L’intero settore finanziario è stato attraversato da una crisi senza precedenti, da cui non sarà facile uscire. Però, la finanza rimane uno dei pilastri della moderna economia e trova, e continuerà a trovare, molto interesse nelle giovani generazioni e in chi già vi opera. Quello che abbiamo osservato è un momentaneo spostamento di interessi e di attenzione. Ad esempio, è diminuita la domanda di formazione specializzata orientata al business, come l’Investment Banking, mentre è aumentata fortemente la richiesta di corsi specialistici di controllo o di tutela, come il Risk Management o il Legal Banking. La sensibilità verso l’etica in finanza, così come verso la trasparenza, è aumentata di molto. I nostri Master e i temi trattati sui nostri siti web hanno sempre dato grande risalto a questi aspetti, tanto che l’AEI, Associazione Europea degli Investimenti – Ente no profit, finalizzato allo sviluppo dell’etica nella finanza-, ci ha selezionati per promuovere tramite noi questa cultura. Anche se, esprimendo una mia opinione personale, il forte decadimento dell’etica in finanza è figlia di un decadimento generale della nostra società. Quindi, il processo di “guarigione” dovrebbe partire da interventi di più grande respiro sociale, che incidano in maniera significativa sui comportamenti individuali e sociali. Captha vuole svolgere il suo ruolo ed ha scelto come claim “The new financial generation”, che sottintende “un nuovo modo di fare finanza”.


La crisi ha reso più difficile l’investimento in master e corsi di formazione. Avete risentito del nuovo clima? La situazione economica vi ha portati a modificare alcune scelte e proposte formative? Avete notato mutamenti nei vostri clienti e nel modo di comportarsi delle aziende presenti nel mercato?

La crisi, inevitabilmente, colpisce tutti i settori, in particolare quelli che nelle scelte di investimento vengono considerati non indispensabili, o rimandabili, come la formazione o la consulenza. Captha, per fortuna, è una società giovane e in crescita che non ha subito interruzioni nel suo trend, anche se, molto probabilmente, senza la crisi avrebbe potuto fare di più. Certamente, come ho detto prima, il focus nell’offerta formativa si è spostato su alcuni temi caldi, ma, in generale, l’atteggiamento non è stato negativo. Per esempio, dal punto di vista degli individui, è emerso il convincimento che in una fase di crisi del sistema la scelta di specializzarsi è vincente, sia per trovare nuove posizioni all’interno dell’azienda in cui si lavora, sia per ricollocarsi più facilmente in caso di fuoriuscita. Ancora, molte persone che hanno perso il lavoro, hanno preferito utilizzare il periodo di difficoltà del mercato per frequentare un master e darsi una specializzazione. Anche le aziende, le banche in particolare, hanno spostato l’attenzione formativa su temi più sensibili, spinte sia da motivi di mercato che da motivi strategici. La crisi, infatti, non solo ha messo a nudo le problematiche sul controllo del rischio e della compliance, ma, per effetto del mutato quadro di mercato, con il margine di interesse ai minimi storici e una disaffezione strutturale verso i prodotti finanziari da parte della clientela, ha spinto molto nella direzione di formare persone capaci di sviluppare una relazione stabile col cliente e di fare il cross-selling e l’up-selling di tutti i servizi bancari. Inoltre, la crisi ha messo in evidenza i limiti di un modello strategico orientato prevalentemente a soddisfare gli azionisti e il management, esaltando il R.O.E. e il valore di Borsa. Oggi, è in atto una rivalutazione dell’importanza della soddisfazione dei clienti e dei dipendenti. Questo si tramuta in scelte e azioni rivolte a migliorare la motivazione interna e a migliorare il livello di servizio, soprattutto nella consulenza alla clientela, con l’obiettivo di recuperare un patrimonio di fiducia e di fedeltà in gran parte dissipato.


Captha collabora spesso con banche ed enti finanziari, ad esempio Unicredit, nell’organizzazione di giornate e percorsi di avvicinamento ed inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Oggi le banche sono disposte come una volta ad aprire le proprie porte a stagisti e corsi di formazione o vi è maggiore chiusura? Può spiegare meglio quali sono le proposte con cui Captha favorisce il contatto dei propri clienti con la realtà lavorativa?

Nella fase più acuta della crisi, le banche hanno attuato un stop quasi totale delle assunzioni e, addirittura, non prendevano nemmeno ragazzi in stage. Successivamente, però, hanno utilizzato la crisi per avviare un ricambio generazionale nei loro quadri, introducendo persone giovani e preparate, e selezionandole con criteri molto più selettivi rispetto al passato. La nostra attività di placement ha molto beneficiato di queste iniziative, in quanto la partecipazione ai nostri Master rappresentava e rappresenta una sorta di marchio di qualità. Ad esempio, una grande banca si è rivolta a noi in via esclusiva per la selezione dei giovani da inserire in stage. Inoltre, la nostra scelta di non occuparci esclusivamente di formazione favorisce in misura efficace l’introduzione dei partecipanti ai nostri Master in azienda. Infatti, non solo abbiamo forti relazioni con le aziende, banche in particolare - grazie all’attività di advisory e alle collaborazioni che sviluppiamo sul sito web di Captha, attraverso le guide, gli speciali e altre iniziative - ma attraverso il nostro sito JOIF (www.joif.it) creiamo anche le condizioni per cui, al di là dei nostri Master, ci sia l’incontro tra le aziende e i giovani talenti interessati al mondo bancario e finanziario.


Captha ha, inoltre, organizzato svariate volte il conferimento di premi ai propri allievi: il Premio di Laurea 2009, la Borsa di Studio al merito, e molti altri. Queste scelte sembrano rientrare nel valore, da voi stessi piĂą volte sottolineato, che Captha conferisce al criterio del merito. Ritenete che ad oggi la carriera lavorativa ed il successo imprenditoriale in Italia seguano logiche meritocratiche? In che modo il conferimento di premi contribuisce alla diffusione di una simile cultura? Come scegliete le modalitĂ  dei premi e i criteri di selezione dei candidati?

Le nostre iniziative vanno nella direzione di creare opportunità per chi ha talento. E per opportunità intendiamo non solo la possibilità di vincere un premio, sia esso in denaro, in corsi formativi o in viaggi di apprendimento, ma intendiamo anche, e soprattutto, la possibilità di farsi vedere, riconoscere e apprezzare attraverso il proprio lavoro e le proprie capacità. Nell’assegnazione dei premi, cerchiamo di applicare criteri che abbiano il massimo tasso di oggettività. Ad esempio, nei nostri Master abbiamo invertito il concetto di borsa di studio, non più assegnata “ex ante” sulla base del voto di laurea o di un test tecnico/attitudinale, ma attribuita “ex post” sulla base di un “business game” on-line giocato sui temi affrontati durante il corso. Vince la borsa di studio chi ha appreso di più durante le lezioni ed ha le capacità per metterlo in atto rapidamente.


I vostri docenti ed i coordinatori di master si sono espressi svariate volti in commenti alla situazione finanziaria attuale e nell’elaborazione di scritti concernenti l’argomento. Dunque Captha non è solo un ente di formazione ma anche un team di esperti ed un luogo di ricerca ed elaborazione del sapere finanziario?

Noi pensiamo che lì dove si concentrano, per effetto delle attività formative e culturali svolte, capacità di pensiero e di opinione, queste debbano essere messe a disposizione di tutti. In questo senso, Captha, attraverso le sue attività e le sue iniziative, può disporre di un patrimonio interessante. L’idea è stata di creare un contenitore qualificato all’interno di Labyring (www.labyring.com), che è un Financial Business Network, all’interno del quale c’è una sezione “contenuti” – divisa in articoli, presentazioni, tesi, approfondimenti - che viene alimentata liberamente da tutti coloro che vogliono contribuire con le proprie idee e i propri lavori. Il diritto d’autore è garantito dalla licenza Creative Commons, mentre ogni autore può liberamente decidere se consentire o meno il down-load del proprio contenuto. E’ già presente una quantità interessante di pubblicazioni e noi ci auguriamo che, nel giro di qualche anno, Labyring diventi il luogo dove andare a cercare con successo qualsiasi approfondimento su temi economico-finanziari.


Una delle vostre Guide è interamente dedicata al Financial Business Networking. Può spiegare meglio questa attività? Perché ritenete sia tanto importante investirvi? Vi è ricettività in merito o siete in pochi ad averne individuato la rilevanza?

Il web networking è un fenomeno globale di grandissima importanza, che sta modificando in maniera sensibile il modo di comunicare e di interagire delle persone. Il cosiddetto Web 2.0 è quella modalità di utilizzo del web che consente agli individui, attraverso scelte, opinioni, acquisti, etc. di partecipare attivamente a processi complessi di tipo sociale, aziendale o di qualsiasi comunità di persone. Molte aziende si stanno attrezzando per avere una gestione partecipata delle opinioni di tutti coloro che vi lavorano, per canalizzare la grandissima energia che ne può scaturire e per fare scelte più consapevoli e partecipate. I social network – su tutti, Facebook, Youtube, Myspace, Twitter - sono ormai una realtà acquisita della nostra società, che ne viene sempre più permeata e modellata in molteplici aspetti. Alla stessa stregua, i business network stanno assumendo la dimensione di “strumento indispensabile” nel mondo del lavoro, in quanto consentono di ottenere in maniera facile e flessibile – e aggiungerei anche divertente - risultati straordinari in termini di visibilità, di relazioni, di opportunità di lavoro o di business, di risoluzione di problemi, di ricerca, etc.


A proposito di networking Captha si è invece esposta in prima persona approdando di recente in Labyring, social network finanziario ideato proprio da voi. In cosa consiste questo progetto e cosa vi ha spinto a tale scelta? Come gestite la comunicazione nei social network e cosa vi aspettate da questo investimento?

L’idea di Labyring è nata da due principali considerazioni: la prima, come già detto, che il web 2.0 e il web networking si sarebbero sviluppati in misura esponenziale e avrebbero segnato il nuovo modo di interagire sia nel social che nel business. La seconda, che Captha, attraverso le sue attività di advisory, di formazione e di iniziative sul web, in campo bancario e finanziario, aveva già creato attorno al suo brand una community molto focalizzata. E’ venuto, pertanto, naturale pensare alla realizzazione di un business network verticale, specializzato sul mondo della finanza. Il nostro convincimento era anche che al fianco dei network generalisti dovessero, prima o poi, svilupparsi dei network specializzati sui grandi settori di attività. Il mondo della finanza è un mondo abbastanza grande, con una popolazione mediamente colta, orientata alla tecnologia, che considera le relazioni un asset importante. Tra l’altro, il nostro accordo strategico con eFinancialCareers, uno dei primi recruiters on-line al mondo, prevede di dare al progetto un respiro internazionale. Le nostre aspettative a cinque anni sono di realizzare per Labyring 100.000 iscritti in Italia e un milione nel mondo. In generale, la nostra scelta strategica e di investimento è quella di creare attraverso Formazione e Informazione (Captha), Recruiting e Orientamento (Joif), Business Networking (Labyring) un sistema integrato di offerta di servizi rivolto a chi opera, vuole operare o è solo interessato al mondo allargato della finanza. Il ritorno che ci aspettiamo dai nostri investimenti è di diventare tra qualche anno un centro di attrazione per il mondo finanziario, con persone di alta professionalità e servizi di eccellenza, con revenues interessanti e con un tasso di crescita del valore adeguato alle ambizioni dell’iniziativa.

 

 




            

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Ultimi commenti degli utenti

mi piace la vostra idea del networking ciao

21 Giugno 2010 ore 17:57:46 - Manuela Ricola







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