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Intervista esclusiva a Ottavia Molinari, fondatrice di Molinari Legal Consultancy

26 Febbraio 2010 - Autore: Redazione


Ottavia Molinari è nata a Padova il 2 Gennaio 1968.
Laureata in Legge presso l’Università degli Studi di Bologna, ha conseguito un Master in Legge nel campo dell’Informazione Tecnologica e Diritto delle Telecomunicazioni presso l’Università di Strathclyde a Glasgow, U.K. ed inoltre membro associato del Chartered Institute of Arbitrators di Londra .
Negli anni 1996-1999 matura importanti esperienze professionali negli Emirati Arabi Uniti presso uno dei più importanti studi legali del medio oriente Al Tamimi & Company praticando sia ad Abu Dhabi e Dubai. Nell’Ottobre del 1999 fonda l’omonimo studio legale a Dubai ottenendo l’abilitazione di poter esercitare l’attività di Consulenza Legale da parte della Ruler’s Court di Dubai.
Oggi lo Studio Molinari Legal Consultancy, composto da un team di professionisti italiani residenti, rappresenta lo storico studio legale di matrice italiana operante negli Emirati e Golfo ed è considerato il principale Studio Legale riferimento per l’imprenditoria italiana negli Emirati Arabi Uniti nonostante sia anche utilizzato anche da molte società internazionali europee operanti nell’area tra Europa, Medio Oriente ed Africa.
Ottavia Molinari ha intensamente esercitato assistenza legale e seguito importanti transazioni nel campo del diritto commerciale, societario, costruzioni ed immobiliare per un numero variegato di enti pubblici e privati, società commerciali e industriali, imprenditori d’affari e multinazionali, esperienza questa che ha portato ad avere una vasta e profonda conoscenza della legislazione locale regionale nelle diverse aree dei settori di economia predominate negli Emirati Arabi Uniti e paesi limitrofi del Golfo. Per diversi anni ha inoltre ricoperto la posizione di Legale di Fiducia del Consolato Italiano a Dubai, E.A.U.
Dal 2006 ricopre la posizione di Presidente dell’Italian Business Council Dubai & Northern Emirate (
www.ibcdubai.ae) associazione senza scopo di lucro che opera sotto l’ombrello della Camera di Commercio e Industria dell’Emirato di Dubai per lo sviluppo delle relazioni tra l’Italia e gli Emirati e che funge da centro di riferimento, aggregazione ed informazione per le aziende Italiane che intendano operare e stabilirsi nell’ambito territoriale dell’ Emirato di Dubai ed Emirati del Nord. Scopo principale dell’associazione è operare in favore dello sviluppo delle relazioni economiche, culturali e sociali tra l’Italia e gli UAE.
Ottavia Molinari ha inoltre conseguito un Diploma in Gradazione dei Diamanti rilasciato dall’Istituto Gemmologico Internazionale (IGI) di Anversa per meglio seguire il mercato dei diamanti uno dei settori dominanti dell’economia borsistica regionale.
E’ iscritta all’International Bar Association (IBA) di Londra.


Lei è fondatrice dello studio Molinari Legal Consultancy con sede a Dubai. Ci può illustrare la storia e le aree di attività dello studio?

La nascita dello studio Molinari Legal Consultancy a Dubai nel 1999 è maturata dopo una ricca esperienza di lavoro triennale presso uno dei più grandi studi legali arabi nell’area medio orientale. In quegli anni è stata sicuramente un’opportunità vincente l’aver ottenuto l’abilitazione di avviare uno studio legale a Dubai in un momento in cui gli Emirati Abai Uniti non erano ancora diventati famosi come lo sono oggi. I primi anni non sono stati assolutamente facili ma l’impegno e la perseveranza hanno fatto sì che lentamente lo studio sia cresciuto ed ad oggi possiamo affermare di aver assistito oltre un migliaio aziende internazionali e imprenditori operanti nell’area ad aprire entità legali, formare joint ventures, seguire la contrattualistica commerciale, dispute commerciali, recuperi crediti, attività di assistenza in campo immobiliare, lavoro, costruzioni, bancario, assicurativo, verifiche, etc. Un’esperienza diretta a 360 gradi veramente fondamentale. Questa intesa attività lavorativa ha fatto si che lo studio si sia saputo perfettamente integrare nell’ambiente lavorativo locale e abbia sviluppato contatti diretti con il tessuto economico e governativo locale. Di grande importanza è che il nostro team sia formato da validi professionisti tutti residenti permanentemente negli Emirati e quindi completamente dedicati ed efficienti nel seguire tutte le pratiche. Al contempo questa maturata esperienza lavorativa ci ha fatto conoscere molto approfonditamente la cultura islamica che influenza così profondamente l’organizzazione delle società islamiche.


Dal prossimo numero, la nostra rivista Family Office lancerà una rubrica fissa sul tema della Finanza islamica, fenomeno in grande crescita. Come giudica le future prospettive di espansione del modello economico islamico in Occidente?

Di fatto le banche islamiche sono quelle che hanno registrato maggior successo negli Emirati e che hanno una crescita costante del 10-15% per anno. Inoltre, proprio per la loro rigorosa operatività, la crisi mondiale ha avuto un impatto molto marginale. Il modello economico islamico in Occidente attrarrà moltissima clientela islamica e non solo. Di per se, la banca islamica ha le stesse finalità di una banca convenzionale ma nello svolgimento della sua attività applicherà rigorosamente i precetti e i dettami contenuti nella Shari’a o Fiqh al-Muamalat (regole islamiche nelle transazioni ). Questo sistema bancario si basa sulla proibizione del tasso di interesse e sulla condivisione del rischio nei rapporti tra banca, destinatario del finanziamento e risparmiatori. Le regole morali seguite da questo tipo di banche e quindi maggior saggezza da parte dei suoi operatori danno una sensazione maggior sicurezza e confidenza ai risparmiatori perché invitati a condividere i rischi con la banca stessa. A mia risultanza ad oggi sono registrate circa 265 banche o istituti finanziari islamici nel mondo con presenze di 8000 filiali e un giro d’affari di oltre 230 billioni di dollari in Asia, Africa, Europa e USA. Di recente si è assistito al fenomeno dove importanti cariche in tali banche siano oggi rivestite da esperti banchieri provenienti dal paesi occidentali. Quindi si deduce che c’è la volontà di rendere questo tipo do banche più vicine al mondo occidentale.


Quali sono, a suo parere, le potenzialità e i limiti della Finanza Islamica?

Un numero sempre maggiore di banche convenzionali sta dimostrando interesse nel modo di operare delle banche islamiche pensando di predisporre sezioni di operatività islamica e quindi questo creerà un fattore di competizione non solo tra le stesse banche islamiche ma tra le banche islamiche e non. Il movimento di migrazione e crescita di popolazioni islamiche nel mondo non è da sottovalutare perché naturalmente queste saranno la primaria fonte di clientela per le banche. Inoltre in genere le banche islamiche sono rinomate per una alta percezione di soddisfazione della clientela anche in riferimento ai servizi e alla tipologia dei vari prodotti offerti. Un limite potrebbe essere quello che il suo tipo di operatività non soddisfa o supporta le attività di avvio necessario di giovani imprenditori e per il fatto che siano in genere abbastanza conservative.


La Finanza Islamica si basa su principi etico religiosi che trovano fondamento nella Sharia. Essa può proporsi come possibile modello etico per l’Occidente? Cosa ne pensa?

Credo che il mondo sia sempre più globalizzato e quindi nel future dovremo essere aperti a confrontarci con altri modelli di finanza islamici e non che ci vengono proposti per studiarne i contenuti e risultati. Alla fine è sempre business.


 




            

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