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Intervista esclusiva a Nicola Odone, Presidente di Tedoforo srl

7 Luglio 2010 - Autore: Redazione


Oggi incontriamo Nicola Odone, Presidente di Tedoforo srl. Può illustrarci la storia, le finalità e la filosofia della sua azienda? Come è nata?

Tedoforo nasce alla fine del 2001 in piena fase di sconvolgimento economico finanziario dovuto all’attentato alle Torri Gemelle. Anche il mercato pubblicitario è in subbuglio e necessita di novità.
La televisione la fa da padrona ma le aziende cominciano finalmente a valutare nuovi mezzi di comunicazione. Si pensò quindi di portare in Italia un mezzo che in U.K. e U.S.A esisteva ed era utilizzato da anni: il taxi inteso come tedoforo di messaggi pubblicitari decorati sullo sfondo bianco.


Voi siete specializzati nell’organizzazione di campagne pubblicitarie basate sull’utilizzo di mezzi alternativi ad alta copertura e frequenza, come ad esempio i taxi. In che modo si definisce la gestione e l’organizzazione di tali campagne? Quali risultati è possibile ottenere?

L’organizzazione di una campagna taxi prevede la capacità di rapportarsi con alcune centinaia di tassisti, la stampa di altrettante pellicole adesive e l’installazione, magari su più città. Ci vuole un’organizzazione attenta ed efficiente capace poi di interloquire anche con i Comuni delle varie città per le varie autorizzazioni.
Il risultato è poter offrire ai clienti campagne che sviluppano svariati milioni di contatti nei centri delle più importanti città italiane ad un costo per contatto di un millesimo di euro.


Tra gli altri media a cui fate riferimento vi sono anche gli aeroporti e le bici. Ce ne può parlare?

Con Alitalia lavoriamo fin dall’inizio. Attiviamo corner con monitor e hostess nelle sale vip per mettere i soci del Club Freccia Alata, Ulisse e Magnifica in contatto con prodotti o servizi di alta gamma. All’interno degli aerei Alitalia, sulle tratte scelte dal cliente, possiamo posizionare materiali informativi cartacei di qualsiasi genere, sulle sedute.  Possiamo anche stampare messaggi sulle carte di imbarco, insomma, catturare target medio alti che, in quel momento, non possono scappare. Lo chiamiamo: target in cattività.
Altro tema è quello di Adverbike, le biciclette che circolano nei parchi, zone pedonali, davanti ai punti vendita o dove il cliente ci chiede di indirizzarle. I driver trainano un cartello pubblicitario su un carrello posteriore e possono distribuire leaflet ovunque. Direct  o Guerriglia Marketing.


Le ultime campagne a cui vi siete dedicati hanno ottenuto grande successo. Che commenti può fare in merito? Le può illustrare in breve?

Lavoriamo da quasi dieci anni con i big spender italiani: Vodafone, Telecom, Lottomatica, Compass, Telepass, Moschino, Microsoft, Unipol, Edison, Beiersdorf (Nivea), e altre decine di aziende di questo calibro. Se ci scelgono un motivo ci sarà.


Come giudica lo scenario media in Italia e quali sono, a suo parere, i mezzi pubblicitari più efficaci? Quali caratteristiche dei media occorre tenere ben in considerazione?

L’Italia, da un punto di vista media, è pervasa dalla televisione e dai mezzi audiovisivi in genere. Anche il web cresce ma con fatica da noi, al netto del momento meno brillante di altri. Personalmente ho origini decisamente televisive avendo trascorso i miei primi vent’anni di lavoro in quel mondo.
Proprio per questi motivi abbiamo lanciato TAXI VISION, un circuito di monitor nei taxi, ritagliato per le aziende che hanno necessità di parlare ad un target più elevato (coloro che utilizzano il taxi) senza dispersione a costi limitati su supporto video: cosa si può volere di più?


In un periodo di crisi come quello attuale investire in pubblicità è difficile. Le risorse sono scarse e da utilizzare con più oculatezza del solito. Lei cosa ne pensa?

Le risorse sono diminuite un po’ ma sono sempre elevate. Il nostro è un mercato che vale più di otto miliardi di euro. Ho già accennato prima ad un tema ricorrente ed altamente preoccupante per chi investe in comunicazione: la dispersione. I prodotti, oggi, sono moltissimi e sviluppati su diverse gamme, modelli, edizioni e peculiarità. I target si restringono e investire necessita professionalità e attenzione. I mezzi ci sono, bisogna conoscerli e per conoscerli bisogna studiarli con cura. Il mercato si sta adattando alle nuove realtà non tanto post crisi quanto più vicine ai tempi correnti.


Molto spesso le aziende non hanno le idee molto chiare su chi vogliono raggiungere. Quanto costa sbagliare il target?

Quanto dover abbattere l’orso con due pallottole e fare cilecca. Come minimo scappa via, come minimo.
 




            

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