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Intervista esclusiva a Giordano Lombardo, Group Chief Investment Officer di Pioneer Investments

11 Luglio 2011 - Autore: Redazione


Dal marzo 2010 è il responsabile di tutta la Divisione degli Investimenti a livello globale di Pioneer Investments.

Prima di ricoprire questo ruolo è stato Deputy CEO di Pioneer Global Asset Management S.p.A., a partire dal Dicembre 2004, con la responsabilità della gestione di tutte le attività di Pioneer Investments. Giordano Lombardo fa parte del Gruppo UniCredit da più di 15 anni e oltre al suo attuale ruolo, ricopre altri incarichi all’interno delle Società del Gruppo Pioneer Investments, tra i quali quello di Presidente di Pioneer Investment Management SGRpA. Dal marzo 2010 è stato nominato Vice Presidente di Assogestioni.
 
 
E’ importante avere una industria italiana del risparmio gestito?
 
E’ sicuramente importante perché può rappresentare un veicolo per allineare gli interessi degli individui, con quelli più macro del Paese. Lo sviluppo economico di una nazione passa anche attraverso la corretta allocazione del risparmio e in questo senso un’industria italiana del risparmio gestito può sicuramente contribuire a migliorare la stabilità finanziaria del sistema.
La recente crisi finanziaria ha dimostrato come l’elevato stock di risparmio privato delle famiglie italiane rappresenti un fondamentale elemento di stabilizzazione, una sorta di paracadute, sia in una logica di finanze pubbliche sia di consumi privati.
 
 
L’età media della popolazione aumenta di anno in anno, dispone di una maggiore tecnologia e di un flusso d’informazioni più veloci e reperibili. Come si è evoluta la figura del risparmiatore negli ultimi decenni?
 
La maggiore disponibilità di informazioni non ha contribuito a far aumentare la diffusione dei fondi comuni tra i risparmiatori, soprattutto tra i giovani. Da un recente studio di Assogestioni sul profilo della clientela dei fondi comuni si evince come nell’ultimo decennio vi sia stato un generale invecchiamento dei sottoscrittori ad un tasso superiore a quello della popolazione italiana e ciò dimostra come vi sia ancora un insufficiente ricambio generazionale. Inoltre l’investimento in unica soluzione rappresenta ancora la modalità di sottoscrizione prevalente (oltre il 70%) e dimostra come la cultura dell’accumulazione graduale del risparmio sia ancora da sviluppare. Così come il concetto di risparmio di lungo termine non appare ancora diffuso visto che il tempo medio di detenzione di un fondo si colloca intorno ai 2 anni e 9 mesi e solo il 15% dei fondi viene detenuto per periodi superiori ai 6 anni. Infine, negli ultimi anni vi è stato un lento riequilibrio tra i sessi. Oggi le donne rappresentano il 42% dei sottoscrittori. Inoltre, in Italia il tema della diversificazione non è ancora molto diffuso poiché i portafogli dei risparmiatori sono ancora molto concentrati su titoli di Stato o strumenti di liquidità di breve termine.
 
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Continua su Family Office n.2 - 2011
http://www.editricelefonti.it/familyoffice
 



            

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