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Intervista esclusiva a Francesco Daveri - Professore ordinario di Politica Economica, Università di Parma e redattore del sito LaVoce.info

22 Dicembre 2010 - Autore: Redazione


Immigrazione: un capitolo da riscrivere in un’ottica costruttiva


Francesco Daveri insegna Scenari Economici ed è Direttore del Dottorato in Economia dell’Università di Parma. E’ anche docente di Macroeconomia nel programma MBA della Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. Fa parte del Comitato di redazione del sito web LaVoce.info. Ha svolto e svolge attività di consulenza per la Banca Mondiale, la Commissione Europea e il Ministero dell’Economia.
E' ospite di trasmissioni televisive come Porta a Porta e Linea Notte sulla Rai, ad Otto e Mezzo a La7 e a Sky TG24 Economia e di trasmissioni radiofoniche come Radio anch’io e Grazie per averci scelto. E’ spesso intervistato su argomenti di politica economica da vari Tg radio (Radio Tre, Radio Capital) e quotidiani (il Sole 24 Ore, la Stampa, il Riformista, il Foglio). Ha un’ampia e articolata esperienza di speaker aziendale su temi macroeconomici.


Partendo dal presupposto che stiamo attraversando un periodo di crescita economica moderata, quali sono secondo lei le prospettive future? Cosa ci dobbiamo aspettare?

Il periodo di crescita economia moderata in cui si trova l’Italia non è una novità del dopo-crisi ma dura grosso modo dalla metà degli anni novanta. Da quando sono arrivati Internet e l’innovazione finanziaria, l’economia italiana si è avvalsa dell’uno e dell’altra solo in misura limitata e quindi ha cominciato a crescere meno degli altri paesi europei per circa un punto percentuale l’anno. Se non cambiano le cose, non possiamo aspettarci miracoli per il futuro.


Recentemente ha dichiarato che la svalutazione dell’euro è una nota positiva per il nostro mercato. In che modo?

Un’unità di conto che si svaluta avvantaggia i nostri esportatori che vedono tradotti il loro costo del lavoro (in euro) in un numero più piccolo (in dollari). Fino a che non porta a più inflazione, un euro svalutato migliora la nostra competitività rispetto ai nostri concorrenti fuori dall’Unione Monetaria.


Ultimamente, in Italia, sono in forte crescita le esportazioni al contrario delle produzioni interne. Secondo lei quali sono le politiche economiche ideali per poter creare un equilibrio?

Per un paese relativamente piccolo (su scala mondiale) come l’Italia non è obbligatorio riequilibrare export e produzione interna. In un mondo sempre più globale, è anzi forse inevitabile che la quota dell’export sul Pil cresca ancora. Questo però pone un problema: quello di rafforzare le nostre aziende e di formare personale sempre più in grado di competere sul piano globale.
 

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