xm zero
FinanzaeDiritto sui social network
17 Ottobre 2018  le interviste  |  professionisti  |  chi siamo  |  forum  |  area utenti  |  registrati

            




Intervista esclusiva a Francesca Della Valle, artista dello spettacolo e titolare di Ecc, societŕ di comunicazione ed organizzazione eventi

31 Maggio 2010 - Autore: Redazione


Francesca Della Valle nasce a Canosa di Puglia. Dopo una laurea in Lettere e Filosofia ed un periodo di docenza decide di dedicarsi alla carriera artistica ed imprenditoriale, intraprendendo un percorso professionale come cantante, attrice e presentatrice. In questo è aiutata dai precedenti anni di studio come pianista e concertista di musica classica, che le ha reso possibile curare la direzione artistica di molti concerti. Insieme a Mario Merola conduce la trasmissione televisiva “La piazzetta Merola”. Successivamente fonda Ecc, società di Editoria, Comunicazioni ed Eventi. Tra gli ultimi progetti la realizzazione di “ fa’ “, sua griffe di moda, e del suo Musical “Amar’Tango”.


Francesca Della Valle, lei fa il suo ingresso nel mondo del lavoro come insegnante di Lettere, Storia e Comunicazione. Perché la decisione di tentare il mondo dell’impresa con la fondazione di Ecc? Cos’è Ecc e cosa significa per lei?

La Ecc (Editoria, Comunicazioni, Eventi) è stato il coronamento del desiderio di indipendenza e di possibilità di sviluppare delle iniziative “libere” fuori da contesti obbligati quali la scuola o il rapporto di lavoro dipendente.


Come fu l’impatto nella pratica della libera professione? L’apparato burocratico ed il sistema amministrativo italiani l’hanno facilitata od ostacolata nel  corso delle sue molteplici esperienze lavorative?

Burocrazia e sistema amministrativo di certo non agevolano la libera iniziativa, tutt’altro. Sembra che l’unico impegno della burocrazia e della pubblica amministrazione sia quello di “spremere le tasche” di chi si impegna e rischia in proprio tempo, fantasia, fatica e risorse.


I media rappresentano attualmente in Italia un ambito estremamente discusso. Cosa significa, oggi, lavorare nel mondo della comunicazione?

Lavorare nel mondo della comunicazione significa scontrarsi con una cultura educata a ricevere comunicazione in modo passivo ed acritico. Fare comunicazione dovrebbe essere invece informare oggettivamente, convincere correttamente e non trasferire messaggi che si limitano soltanto alla superficie dell’immagine, sia essa di un prodotto industriale, di un evento artistico, di una formazione politica.


E’ vero che si è andati incontro ad uno scadimento generale del livello qualitativo offerto, in particolar modo dal mezzo televisivo?

Purtroppo il mezzo televisivo ha completamente deviato, in qualche modo, il “vero” sistema comunicativo, sostituendo la comunicazione interpersonale con una “messaggistica” a senso unico. Per fortuna internet consente l’interattività che altri media non ci permettono.


Qual è lo stato dell’arte italiana a livello teatrale e cinematografico? Lei l’ha visto cambiare in questi anni? E’ vero che la gente preferisce ormai una comoda fruizione casalinga dello spettacolo, piuttosto che una performance live di tipo teatrale o concertistico?

A parte pochi casi di eccellenza, il panorama teatrale e cinematografico, rispetto al passato, è piuttosto deludente, consideriamo poi  che non ci sono mai fondi per il Teatro di un certo spessore e per i Film che non siano quelli del soliti  “amici di amici”( non è casuale il richiamo a film di noti autori). Di conseguenza la performance live rimane tagliata fuori dalla fruizione del grande pubblico.


Con riferimento, invece, alla sua esperienza personale, qual è la differenza nel lavorare a diretto contatto con il pubblico oppure guardando nel teleobiettivo?

Chi si occupa, come me, di arte e cultura ad ampio respiro, non può non essere affascinata e stimolata dal calore del grande pubblico che, ad un certo punto della propria carriera, ti dà l’input per andare oltre e desiderare  la “totalità” di questo mestiere così intenso, passionale che è l’Arte pura; quella che  nasce solo dalla pancia. Il pubblico reagisce, la telecamera tace!


La sua carriera lavorativa la vede impegnata come figura dello schermo, dello spettacolo, ma allo stesso tempo “imprenditrice e manager” – citando sue parole - “di se stessa”. In cosa si concretizza il suo spirito imprenditoriale? Potrebbe citare alcuni episodi che lei considera esemplificativi della sua carriera in tal senso? Lei non ha mai avuto un suo manager?

Ormai la differenza sostanziale tra artista ed imprenditore è che l’imprenditore è alla spasmodica e continua ricerca di fondi per realizzare soprattutto progetti artistici e culturali. Potrei parlare di micro episodi dove lo spirito imprenditoriale (folle, coraggioso, fantasioso) non si concretizza scontrandosi con la saggia limitatezza  del Ragioniere di una qualche banca. Per quel che riguarda i manager mi sono stati sempre un po’ stretti. Comunque loro sono stati sempre molto contenti. E’ anche per questo ho deciso di fare l’imprenditrice.


Il lavoro di attrice, cantante e presentatrice mette di fronte all’esigenza di provvedere a tutele e garanzie di tipo assicurativo o legale molto particolari. Lei ha mai preso specifici provvedimenti, ad esempio per quanto concerne la sua immagine o la sua attività professionale?

Lei ha presente la canzone di Bennato Il gatto e la volpe? Giuro, non le chiedo di canticchiarmela, non voglio sottoporla ad un  casting. All’inizio della carriera sono stata il topolino. Ora mi appoggio ai più seri professionisti del settore.


Sempre per quanto riguarda l’ambito finanziario, come ha investito i propri soldi nel corso della carriera? Quali riflessioni l’hanno spinta alle sue scelte economiche e finanziarie di tutela e ottimizzazione dei guadagni? Quali sono i beni e gli enti in cui ha preferito concentrare la sua spesa? Le sue prospettive sono cambiate con l’ingresso nell’attuale crisi economica?

Sarò l’ultima degli illusi ma io ho sempre investito il mio agent in attività coerenti con il mio settore. Ultimamente, proprio perché amo le sfide, sto investendo nella produzione televisiva e cinematografica del mio Musical, nato per il Teatro, “Amar’Tango”. Il progetto prevede anche la distribuzione internazionale. Se darà frutti vedrò quali saranno gli enti ed  i beni sui quali investire.


Quanto la sua carriera professionale ha ostacolato, limitato o condizionato la sua vita e le sue scelte private? Quali sono state le decisioni, le rinunce per lei piĂą significative? Quali suggerimenti potrebbe fornire ad una aspirante collega che si appresti a cominciare il suo percorso professionale?

La carriera professionale ha ostacolato solo ciò che non aveva alcuna importanza. Chi crede in ciò che fa non rinuncia, anzi, chi ti ama, ti segue e ti sostiene.
Per  le aspiranti colleghe l’unico suggerimento che potrei dare è non limitarsi a credere che tutto sia possibile. La cultura, l’autostima e la serietà, sono i veri ingredienti che portano al successo personale e professionale.


Lei ha avuto successo in due ambiti – lo spettacolo e il mondo dell’impresa – all’interno dei quali la figura femminile è sempre oggetto di grande dibattito, in quanto ritenuta particolarmente privilegiata nel primo ed osteggiata nel secondo. Concorda con questi giudizi? Quali differenze riscontra in questi due diversi tipi di esperienza? Quali aspetti hanno caratterizzato la sua esperienza in quanto donna? E’ giusto parlare di imprenditoria e carriere al femminile o si tratta di una indebita distinzione di piani? Pensa vi siano delle peculiarità che le donne in particolare possano offrire al mondo dell’economia e dello spettacolo?

La figura femminile non è mai privilegiata. Nel campo dello spettacolo lo è solo se fa la letterina, la velina oppure l’amante, anche occasionale, del potente di turno. Se, nell’ambito dello spettacolo, sei una professionista con titoli, esperienza e serietà, la strada non è una salita, è un’ascensione in solitaria agli 8000m del Tibet, senza corda. Il mondo dell’impresa, secondo gli economisti, vede figure asessuate e considera in senso schumpeteriano l’imprenditore come innovatore al di là del sesso. Secondo me la donna ha una marcia in più: l’intuito!
 

 




            

Per essere sempre aggiornati su interviste e articoli di Della Valle, Francesca iscriviti alla nostra newsletter


Ultimi commenti degli utenti

Nessun commento







cfsrating



Powered by Share Trading
Everlasting