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Intervista esclusiva a Edmiro Toniolo, direttore di Villa Corvini

24 Giugno 2010 - Autore: Redazione


Una villa del Settecento per rilanciare le imprese del domani

62 anni, artigiano per 26 anni nel settore tessile, dal 1996 è socio insieme al figlio di una srl che si occupa di servizi internet. E’ presidente della Confartigianato Alto Milanese dal 1989 per 8 anni e successivamente per altri 8 anni fino al 2009. Presidente per 18 anni, dal 1987 fino al 2005, di Artigianfidi Legnano, il consorzio di garanzia fidi per le imprese artigiane, ha ricoperto incarichi nella giunta di Confartigianato Lombardia oltre ad essere uno dei fondatori di Artigiancredit Lombardia - oggi confluita in Federfidi. E’ fondatore con altre 3 associazioni lombarde di Elfi Lombardia, l’Ente di formazione regionale dell’artigianato lombardo. Dal 2005 ricopre la carica di amministratore unico del Centro Servizi Villa Corvini di Parabiago, la società consortile partecipata dal Comune di Parabiago, dalla Fondazione Clerici lombardia, dalla Confartigianato Alto Milanese e da Confindustria Alto Milanese.


 
Edmiro Toniolo, come nasce Villa Corvini?

L’idea del recupero di Villa Corvini è emersa nel 1997 da parte degli amministratori del Comune di Parabiago quando richiesero l’intervento della Comunità Europea per l’utilizzo dei fondi strutturali trovandosi il Comune di Parabiago nell’asse del Sempione, inserita in Obiettivo 2 e classificata a forte declino industriale. Venne allora presentato un progetto di recupero di Villa Corvini, una villa settecentesca abbandonata e prossima al degrado totale. Una volta completato il restauro nell’anno 2000 la struttura venne destinata a Centro Servizi per piccola e media impresa, delle quali il nostro territorio è particolarmente ricco, essendo anche uno dei poli calzaturieri orientato al prodotto di alta qualità.


Quali servizi offrite e cosa vi distingue dalle altre società di consulenza imprenditoriale presenti sul mercato?

Fin da subito il Centro Servizi, per espressa volontà del Comune di Parabiago - che è il socio di maggioranza, si è caratterizzato per una serie di servizi alle imprese di piccole dimensioni. Questo taglio è determinato anche dal fatto che tra i soci della società di gestione vi sono anche le associazioni di categoria di riferimento sul territorio, Confindustria e Confartigianato, oltre ad un primario operatore nel campo della formazione - la Fondazione Luigi Clerici. Negli anni il Centro ha sviluppato il proprio intervento attraverso il sostegno alle imprese con servizi nel settore amministrativo, gestionale e creditizio; sostegno effettuato attraverso le realtà che compongono la compagine sociale o in stretta sinergia con altre realtà del territorio, come ad esempio Euroimpresa Legnano, sviluppando una serie di relazioni ed iniziative che hanno permesso alle imprese che si rivolgono a Villa Corvini di trovare, per quanto possibile, risposte ai loro problemi. Credo di poter dire che il Centro Servizi si differenzia da realtà analoghe per il principio ispiratore che lo sostiene: non mettere a disposizione servizi indifferenziati uguali per tutti ma organizzare la propria attività di volta in volta sulla base delle richieste che pervengono; in altre parole non ci si organizzato sull’offerta ma si concentra la propria attività sulla domanda. Possiamo farlo in quanto la nostra è una struttura piccola e molto snella in grado di dimensionarsi all’occorrenza avvalendosi di figure dedicate.


Come la peculiarità del tessuto economico di Parabiago e dell’Alto Milanese ha condizionato il vostro sviluppo?

Il tessuto economico di riferimento sono certamente la piccola impresa, il commercio e l’artigianato, del quale il nostro territorio è particolarmente ricco. Sapendo come in tali settori ci sia una certa resistenza ad avvalersi di servizi esterni all’impresa, abbiamo dovuto modellare di conseguenza la nostra attività. Si tratta di un territorio, tuttavia, ad alta vocazione imprenditoriale ed abbiamo quindi orientato la nostra attività verso il sostegno diretto agli aspiranti imprenditori. Ho visto il servizio di consulenza nella fase di avvio dell’impresa essere molto apprezzato ed utile, nonostante negli ultimi anni siano stati giustamente abbattuti molti ostacoli e vincoli alla voglia di nuova impresa. Se, da un lato, questo alleggerimento burocratico ha di fatto facilitato la costituzione di nuove imprese, dall’altro ha esposto il neo imprenditore a rischi di insuccesso ben maggiori rispetto al passato per la scarsa ma indispensabile analisi di fattibilità preventiva nella costituzione di una nuova impresa.
 L’evoluzione del settore calzaturiero poi, per il quale il Centro Servizi era stato pensato ed organizzato nella fase iniziale, con le alterne vicende subite dal settore negli anni ci ha portato ad allargare l’attività entrando nell’area della formazione nel 2003, anno in cui ci siamo accreditati come Ente di formazione in Regione Lombardia.


Qual è il vostro target di riferimento?

Certamente la piccola impresa con servizi su misura che spaziano dalla gestione amministrativa, alle indicazioni per l’accesso al credito, alla gestione d’impresa, al servizio legale di prima domanda, alla gestione di mostre aziendali, meeting ed altri eventi ancora a richiesta.


Qual è il vostro bilancio per il passato 2009 e quali effetti ha avuto sulla vostra attività la crisi economica?

Il 2009 si è caratterizzato per un forte incremento delle attività dirette alle imprese e al territorio più in generale, operando prevalentemente nella formazione divenuta strategica per il superamento dell’attuale stato di crisi del sistema economico imprenditoriale.
Paradossalmente, un anno di crisi come quello appena concluso ci ha visti impegnati come mai in passato nell’organizzare risposte concrete ad istanze sempre più pressanti provenienti dalle imprese che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione in deroga; ci siamo quindi organizzati in fretta al nostro interno ed abbiamo allargato la collaborazione con altri soggetti al fine di poter gestire Doti Formazione, Doti Lavoro e Doti Ammortizzatori Sociali che Regione Lombardia ha messo in campo nel tentativo di arginare la crisi che stiamo vivendo.


Quali sono i vostri obiettivi per il 2010 e come prevedete che si evolverà il vostro mercato?

Sicuramente rafforzare il settore della formazione sarà uno degli impegni prevalenti; già in questi primi mesi del 2010 abbiamo sviluppato significative attività formative, avendo ottenuto da Regione Lombardia l’approvazione di alcuni progetti formativi che ci permetteranno di rispondere appieno alle richieste di formazione per i lavoratori dipendenti. Ritengo che saremo sempre più impegnati a seguire l’evoluzione di questa crisi mettendo a disposizione sempre più attività consulenziali nella gestione di impresa; una necessità questa che è emersa in più occasioni e per la quale siamo già pronti a dare le risposte necessarie con qualificati esperti del settore. Spesso capita di vedere, soprattutto nelle piccole imprese, che gli stessi titolari di impresa non hanno una precisa percezione sull’andamento della loro impresa; viene spesso sottovalutato l’aspetto fiananziario rispetto a quello economico e, in un momento dove ormai si stanno applicando appieno le regole di Basilea 2 e già si inizia a ragionare sull’applicazione di Basilea 3, possiamo ben immaginare cosa significhi per le imprese muoversi nelle attuali difficoltà dei mercati senza una adeguata copertura finanziaria. Per tale ragione riteniamo che organizzare la risposta ad un bisogno, talvolta anche non pienamente espresso, mettendo a disposizione strumenti di misurazione e riclassificazione dei risultati aziendali sia un modo efficace per stimolare il miglioramento delle performance dell’impresa.


Villa Corvini è una delle poche realtà locali ad utilizzare i contributi offerti dal Fondo Strutturale Europeo. Come si è presentata l’occasione di accedere a questa opportunità? E’ vero che sono ancora poche le società italiane che sfruttano i Fondi Europei? Per quale motivo?

L’operazione di ristrutturazione di Villa Corvini con l’allestimento del Centro Servizi è stata possibile oltre dieci anni fa quando l’area dell’Asse del Sempione era in Obiettivo 2; in quegli anni diversi Comuni si sono attrezzati per ottenere i necessari finanziamenti per interventi di varia natura, volti a risollevare le sorti di un territorio a forte declino industriale utilizzando i fondi strutturali messi a disposizione dalla Comunità Europea. Oggi tutta l’area, dopo le pesanti ristrutturazioni degli anni scorsi, è uscita dalla fase di recessione di allora e le imprese si trovano tuttavia ad affrontare nuove sfide, dovendo competere su mercati sempre più selettivi. I fondi europei a sostegno delle imprese hanno cambiato destinazione e finalità; ottenerli oggi è sempre più difficile e la loro gestione sempre più onerosa. Nella logica di un riequilibrio sociale ed economico di tutti gli Stati menbri della UE dopo l’allargamento, possiamo ben immaginare dove sono destinate il grosso delle risorse a sostegno dell’economia. La crisi in essere, poi, non aiuta certo a razionalizzare l’impiego di dette risorse. Un capitolo a parte riguarda la formazione, dove effettivamente sono a disposizione cifre significative provenienti dal Fondo Sociale Europeo ed erogate attraverso le Regioni o lo Stato per finanziare piani formativi aziendali che prevedano attività di aggiornamento e accrescimento delle competenze dei lavoratori, con la finalità di sviluppare la competitività delle imprese. Ritengo che la formazione, se ben fatta e orientata con decisione all’accrescimento delle competenze individuali, può essere sicuramente uno strumento davvero in grado di aiutare il territorio a prepararsi alla ripresa dotandosi di competenze adeguate ai nuovi scenari economici.
 




            

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