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Intervista esclusiva a Corrado M. Cantore, Fondatore e Managing Director di TK Trading Knowledge s.r.l.

5 Ottobre 2010 - Autore: Redazione


Corrado Cantore è nato a Chiusa di San Michele (TO) nel 1948 dove ha studiato conseguendo a Torino nel 1974 una Laurea in Amministrazione Industriale presso la Scuola di Amministrazione Industriale dell’Università di Torino alla quale, nel 1976, si andava ad aggiungere una seconda Laurea in Economia e Commercio conseguita presso la Libera Università degli Studi Sociali LUISS di Roma.

Prima di fondare la SocietĂ  TK Trading Knowledge di cui conserva la carica di Managing Director, ha ricoperto importanti ruoli impiegatizi e dirigenziali presso Fiat a Torino e Alitalia a Roma intervallati da alcuni anni di Consulenza Aziendale presso una societĂ  Inglese.

Corrado Cantore si è occupato per decenni di mercati valutari specie in Alitalia nel ruolo di “Responsabile Ente Gestione Finanziaria a Breve di Gruppo“ laddove svolgeva una missione che “prevedeva di assicurare la corretta gestione degli aspetti finanziari e patrimoniali della liquidità a breve termine del Gruppo Alitalia, operando scelte atte ad ottimizzare gli oneri finanziari e valutari e i proventi sulle eccedenze monetarie garantendo il rispetto delle politiche aziendali “

Nell’esercizio di questa funzione dirigenziale è entrato in contatto nei primi anni 80 con esponenti di Banche Anglosassoni che nelle loro visite in Italia introducevano i primi rudimenti di Analisi Tecnica alla quale si appassionò creando in seguito la Società TK Trading Knowledge indirizzata prevalentemente alla efficace  Analisi Tecnica non Lineare.

Piccolo aneddoto personale: Durante gli anni della Università di Torino, Corrado Cantore ha lavorato per 5 anni presso il Centro Stile Fiat in qualità di designer dove disegnava carrozzerie delle auto a mano libera: l’abitudine allora maturata di tracciare le “linee curve” delle carrozzerie delle auto l’ha portato, anni dopo, nello studio dei grafici dei mercati finanziari a sostituire “trend line” con particolari “linee curve” dallo stesso sviluppate e chiamate Evolventi Paraboliche. Della serie “Impara l’arte e mettila da parte”.


Buon giorno Dr Cantore, dall’Ottobre del 1995 quando lei pubblicò il testo “Modelli di Trading per i Mercati Finanziari – con particolare riferimento alla Borsa Italiana) ad oggi sono trascorsi esattamente 15 anni, 15 anni di rilevanti cambiamenti sui mercati finanziari di tutto il mondo. Secondo la sua esperienza maturata in questo periodo sono ancora validi ora quei principi di comportamento dei mercati finanziari che lei aveva ben descritto una quindicina di anni nel suo il monumentale testo di oltre 600 pagine che abbiamo qui richiamato oppure i mercati finanziari sono completamente cambiati.

Dovrei darle una doppia risposta: da una parte i mercati finanziari sono profondamente cambiati in termini di strumenti finanziari di investimento, sia come strumenti finanziari di investimento in senso stretto quali ETF, ETC, Futures ecc.. , sia come piattaforme di trading che rendono agevole il ricorso a questi strumenti anche ad una ampia platea di operatori privati, ma al contempo non sono per nulla cambiate le tendenze di fondo seguite dagli operatori nell’interagire sui mercati in risposta al modificarsi dei propri stati emotivi che giorno dopo giorno possono cambiare in modo rilevante.

Le tendenze di evoluzione dei mercati si vanno sempre più disallineando da riferimenti di carattere fondamentale per rispondere in maniera sempre più diretta a considerazioni ascrivibili ai comportamenti degli operatori fatti cioè di stati di ansia che portano a situazione cosiddette di “ipervenduto” e a stati di esaltazione emotiva che portano a opposte situazioni di mercato conosciute come situazione di “ipercomprato”. Questa relazione tra stati di ansia e comportamento dei mercati si è sempre verificato in passato e sempre si verificherà in futuro a prescindere dai diversi strumenti operativi ai quali si ricorre nel tempo e continuerà a guidare le evoluzioni de mercati forse in modo anche superiore rispetto il mutare del quadro fondamentale sottostante i mercati stessi.


Mi scusi, ma mi pare di capire con questa lettura del comportamento dei mercati, lei giungerebbe a classificare anche i fatti traumatici dei mercati finanziari del 2008 più come un effetto derivante dall’eccesso di pessimismo che albergava negli operatori e non dalla reale situazione di collasso del quadro macroeconomico con l’avvio di una recessione che sdi andava allora profilando e dalla quale solo ora si vedono i primi segnali di uscita?

Il mio orientamento non è così massimalista come potrebbe desumersi da una sintetica risposta affermativa alla sua domanda, ma nemmeno molto lontano da quanto da lei detto. Cerco di spiegare questo concetto portandola a riflettere sul fatto che ogni mercato finanziario è sempre composto da una corrente di operatori con attese rialziste sulla evoluzione del mercato, quale esso sia anche non strettamente finanziario, e da una opposta corrente di altri operatori con attese diametralmente opposte e quindi marcatamente ribassiste.

Il sopraggiungere sul mercato di determinati elementi esterni al mercato stesso, favorisce una delle due correnti a prevalere sull’altra; nel 2008 indubbiamente i fatti che allora si andavano presentando e che vedevano ad esempio il fallimento della Banca Lehman Brothers, avvenuto esattamente due anni fa da questi giorni, gettavano luci lugubri sul quadro economico e sociale americano e questo era un fatto incontrovertibile.

Per tornare a quanto andiamo dicendo quegli eventi erano tuttavia anche interpretabili come una occasione d’oro da parte della corrente ribassista per entrare pesantemente sul mercato con la apertura di operazioni al ribasso nella misura che abbiamo visto o, per meglio dire, di cui abbiamo visto l’effetto.


Fortunatamente nella primavera del 2009 la situazione sul fronte macroeconomico migliorava e i mercati azionari si sono presi la rivincita.

Usando il termine “rivincita” lei ha formulato una domanda molto interessante. La “rivincita” non è stata presa di mercati azionari ma piuttosto si è trattato di una sorta di vera rivincita da parte della corrente rialzista sulla corrente ribassista. Nei primi anni 80, quando iniziai ad operare sui mercati finanziari tra gli operatori era abituale una battuta del tipo “Lasciamo che ora sia qualcun altro a guadagnare” che si usava per commentare con un senso di soddisfazione la chiusura di una operazione con buon profitto (in linea con l’atro detto: Vendi Guadagna e Pentiti) e qualcosa del genere avvenne nella primavera del 2009.
Le correnti ribassiste ritennero opportuno monetizzare i pingui profitti dei precedenti 12 mesi e con la chiusura delle loro posizioni short favorirono i primi strappi rialzisti che lasciarono in ereditĂ  alle correnti di operatori con una attesa rialzista.

Possiamo dire che vi fu un fisiologico “passaggio di testimone” dalla corrente ribassista ben appagata del proprio operato dei precedenti 12 mesi alla corrente rialzista (che, dobbiamo ricordarci, dopo aver tentato diverse volte nei primi mesi del 2009 a seguire un trend rialzista con esiti sfavorevoli) finalmente dal 9 Marzo poterono seguire questa attesa rialzista e i ribassisti si ritirano in buon ordine, almeno per un po’ di tempo,  in attesa di individuare una nuova occasione di intervento al ribasso. Nulla di diverso da un normale e fisiologico comportamento dei mercati semplicemente più rilevante rispetto altri periodi per via della evoluzione sottostante sul fronte macroeconomico.


Continua nella Guida Forex 2010-2011 http://www.finanzaediritto.it/prodotti/guida-forex-2010---2011-307.html
 
 

 




            

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interessante. Sono appassionato di modelli di trading per mercati finanziari

6 Ottobre 2010 ore 09:06:11 - silver bullet







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