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Intervista esclusiva a Anders Stengaard Jensen, Manager Saxo Bank Italia

24 Settembre 2010 - Autore: Redazione


Anders Stengaard Jensen, in Saxo Bank da 4 anni, ha fatto private sales e sales trading, e ha seguito in particolare le opzioni su Forex in periodi. Da 1° gennaio 2009 lavora per Saxo Bank in Italia nel nuovo ufficio a Milano.
 

Come mai sempre più persone molto abbienti (i c.d. UHNWI) investono nel mercato forex?

Vedo una serie di motivi per i quali il prodotto risulta attraente per gli individui UHNWI. Il Forex è il mercato più grande in assoluto, e pertanto consente l’investimento di importi anche molto elevati senza particolari problemi che si avrebbero in mercati meno liquidi. La stessa liquidità assicura inoltre che ci siano meno “distorsioni irrazionali”, se vogliamo, riscontrabili in altri mercati. Gli UHNWI tipicamente hanno un profilo internazionale, e il mercato forex è un mercato su cui si può operare non solo con l’analisi tecnica, ma anche seguendo l’evolversi della situazione macroeconomica.
 

Conviene fare trading sul Forex? Quali sono vantaggi e svantaggi?

I vantaggi principali di questo mercato sono l’estrema liquidità e i bassi costi delle contrattazioni - questi due concetti sono strettamente legati. Chi proviene da altri mercati come azioni e futures normalmente pensa in termini di commissioni quando stabiliscono il costo di una contrattazione, ma sarebbe forse più corretto osservare la “perdita totale” di chi compra e rivende subito uno strumento finanziario per poter paragonare i costi delle contrattazioni su diversi mercati. Questo costo sul mercato forex normalmente è costituito da uno spread tra i prezzi denaro e lettera, mentre invece su altri mercati è costituito sia da uno spread che da commissioni. Nel suo nuovo libro, Renato di Lorenzo evidenzia come questa perdita (“transaction cost”) su EURUSD è di circa lo 0,015%, mentre per una contrattazione su Fiat con un profilo commissionale normale sul mercato italiano può essere intorno allo 0,5%. Uno svantaggio di questo mercato è che non esiste nessun “long term bias”. I mercati azionari nel (molto) lungo periodo tendono a salire, quindi in teoria basterebbe mettersi long e aspettare, e prima o poi ci sarà un guadagno - anche se in realtà non è così semplice, ovviamente. Sul mercato forex un cross valutario esprime la forza di una valuta nei confronti di un’altra, e non ci può essere nessun tipo di bias in questo mercato - né al rialzo, né al ribasso. E’ un mercato che riserva molto potenziale, ma solo a chi saprà gestire in modo prudente il rischio - e quindi saprà non fare un uso sbagliato della leva finanziaria.


Quale capitale è richiesto per fare trading?

Direi che la risposta è duplice – per aprire un conto con molti broker è possibile partire con un capitale molto ridotto, anche pochi centinaia di EUR, invece con Saxo Bank il minimo richiesto è 10.000 USD o equivalente in EUR, ma questi sono dei semplici requisiti formali. Il secondo aspetto è decisamente più interessante - alcuni statistici sui trader americani ci dicono che statisticamente solo il 10% dei conti di trading un deposito iniziale da 5000 EUR ha un successo durevole nel tempo. La cosa interessante dello studio è la seguente rilevazione: statisticamente, più cresce il capitale, maggiore è la percentuale dei conti che hanno successo durevole – con un capitale da 50.000 ad esempio, il 50% dei conti godono di un successo continuo, e il 60% dei conti con un capitale iniziale pari a 100.000 EUR andranno bene. I perché possono essere diversi - chi investe pochi soldi molte volte possono andare bene per periodi, per poi subire dei draw down eccessivi dovuti a una scarsa attenzione della gestione del rischio e in particolare al money management. Con i conti più elevati, generalmente la gestione del trading viene effettuata con maggiore cognizione di causa - quindi, non c’è niente di “fisiologico” che impedisce l’intestatario di un conto con 5000 EUR di avere successo nel tempo - i buoni prassi del money management possono essere applicati sempre, a prescindere dal valore del conto, ma purtroppo sembra che le statistiche ci dicano semplicemente che spesso questi aspetti vengono trascurati dai trader appartenente a questo segmento.


Continua nella Guida Forex 2010-2011 http://www.finanzaediritto.it/prodotti/guida-forex-2010---2011-307.html

 




            

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