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Intervista esclusiva a Albiera Antinori, Vice Presidente di Marchesi Antinori e primogenita del M.se Piero

22 Marzo 2011 - Autore: Redazione


26 generazioni fra innovazione e tradizione con una svolta decisiva negli anni ’60 grazie anche all’apporto dell’enologo Giacomo Tachis. Quali sono gli elementi cardine che vi permettono di mantenere questo difficile equilibrio, rimanendo un nome di riferimento a livello mondiale?

Se il prodotto porta il proprio nome, la responsabilizzazione e lo stimolo a migliorare è maggiore. Per di più il nostro settore è, per definizione, caratterizzato da tempi molto lunghi e la struttura familiare è l’unica a garantire una visione di lungo periodo. La visione di breve periodo è in contrasto con la natura stessa del nostro business: si pianta un vigneto oggi, i primi risultati si avranno in un decennio. La pazienza è basilare ed è un valore che si trasmette da generazione a generazione, con l’accettazione delle fasi della natura - un tempo sfavorevole, una grandinata che distrugge una produzione, una gelata primaverile che compromette parte della produzione – e delle azioni da intraprendere in tali casi, ad esempio la riduzione del 50 per cento di una produzione nel caso in cui il vino non sia buono; prendere delle scorciatoie per non rinunciare a un’annata, è un compromesso che finisce per compromettere appunto la propria immagine perché alla fine si perde in qualità. 
 
 
La “toscanità”, come insieme di tradizione, cultura ed arte, rappresenta l’identità del prestigioso marchio Antinori. Come riuscite ad esprimerla nella vostra operatività?
 
Sotto tutti gli aspetti possibili, perché la “toscanità” fa parte del nostro DNA. Primo fra tutto ovviamente è l’aspetto del prodotto: abbiamo dimostrato, negli anni, che in Toscana c’era la possibilità di produrre vini di qualità, riconosciuti a livello internazionale, che potessero mostrare eleganza e finezza mantenendo sempre il carattere originario. Abbiamo sempre mantenuto inalterato il rispetto per le tradizioni e per il territorio ed in particolare abbiamo sempre avuto un forte legame con la campagna toscana, i suoi panorami e i suoi ritmi. Questa passione, unita al piacere dell’ospitalità e del buon cibo, l’abbiamo voluta riscoprire aprendo al pubblico luoghi speciali, ricchi di tradizione: la Cantinetta Antinori, dal 1957 nel cuore di Firenze; Procacci, con le sue specialità gastronomiche tartufate; Fonte de’ Medici, un agriturismo nel cuore del Chianti Classico e l’Osteria di Passignano, ristorante ai piedi di un antico monastero Vallombrosano. Ognuno di questi luoghi rappresenta, secondo noi, l’essenza del gusto toscano, fatto di tradizione, della cultura e amore per il territorio. 
L’aspetto dell’arte e della cultura viene invece curato dall’Accademia Antinori che raccoglie e tutela le rappresentazioni artistiche legate alla campagna toscana in un lavoro di ricerca e studio che ha portato al restauro di opere d’arte, alla pubblicazione di cataloghi e libri, alla realizzazione di eventi e mostre; stiamo inoltre creando, annesso alla nuova cantina di San Casciano, un nuovo museo, pronto a fine 2012.
 

Continua su Family Office n.1 - 2011
http://www.editricelefonti.it/familyoffice
 



            

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