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Intervista all'Avv. Ellen Passini, Partner Studio Passini & Alvares, Brasile - Sao Paolo

1 Giugno 2010 - Autore: Redazione


Laureata in legge presso l’Università Presbiteriana Mackenzie nel 2002 e con post laurea in Diritto Tributario presso l’Istituto Brasiliano di Studi Tributari (IBET) nel 2005, Ellen Key Passini è anche laureata in contabilità presso l’Università di São Paulo nel 1998. Negli anni 1997 e 1998 ha acquisito esperienza nell’area finanziaria lavorando per un grande gruppo imprenditoriale brasiliano.
Ha lavorato per più di otto anni in uno studio specializzato nella consulenza ad investitori e ad aziende europee, come responsabile per il dipartimento di Diritto Tributario. Ha inoltre coordinato tutte le operazioni dei clienti dello studio presso la Banca Centrale del Brasile, assistendo i clienti nelle transazioni che implicavano flussi di capitali stranieri nelle più svariate modalità. Ha fornito altresì assistenza nelle questioni relative al diritto di immigrazione.
Lingue: portoghese, inglese e italiano.


Oggi incontriamo l’Avv. Ellen Passini, Partner dello studio legale Passini & Alvares Sociedade de Advogados. Ci può illustrare la storia e la mission della sua società?

Passini & Alvares Sociedade de Advogados è stato fondato da professionisti con una consolidata esperienza nella consulenza giuridica ad investitori e aziende europei, ed in particolare italiani, che operano in Brasile o hanno deciso di entrare strategicamente nel nostro mercato. Tutti i nostri soci parlano italiano e conoscono le principali preoccupazioni  e aspettative delle piccole e medie imprese italiane e questo ci permette di anticipare le soluzioni a qualsiasi problematica giuridica.

La mission dello studio Passini & Alvares è offrire una consulenza giuridica “su misura” ai nostri clienti, per costruire gradualmente, e a lungo termine, un rapporto di fiducia reciproca.

Il tratto distintivo della nostra attività è la soddisfazione nell’assistere i nostri clienti in modo etico e professionale.


L’obiettivo di fornire una consulenza altamente personalizzata e di essere il più possibile prossimi ai vostri clienti ha influito sul vostro modello organizzativo?

Senza alcun dubbio. Tra gli studi legali presenti a Sao Paolo che offrono un’assistenza specifica alle aziende italiane, lo studio P&A è uno dei pochissimi, se non addirittura l’unico, ad aver adottato un modello organizzativo nuovo che prevede la gestione delle attività di comunicazione e i contatti istituzionali direttamente da Milano. Abbiamo a tale proposito selezionato un professionista italiano che è il nostro interlocutore in Italia, il che permette di avere quotidianamente e in modo aggiornato uno scambio proficuo di informazioni tra i due paesi. E’ questo un valore aggiunto particolarmente apprezzato dalle piccole e medie aziende italiane e rappresenta l’opportunità di avere un primo incontro riguardante il Brasile direttamente in Italia e parlando la propria lingua.


Il vostro studio ha sede a São Paulo, capitale economica del Brasile e città più importante del Sudamerica. Quali sono i vantaggi dell’operare in un paese come il Brasile?

Il Brasile è un paese enorme (8.514.876,599 km2), abitato da 193 milioni di persone e con un mercato di consumatori molto ampio e con prospettive di crescita a doppia cifra per i prossimi anni. La stabilità economica raggiunta negli ultimi 20 anni ha creato le basi per una crescita costante dell’economia, stimolato l’espansione del credito e favorendo l’aumento del consumo in diversi settori, in particolare quelli automobilistico, immobiliario e dei beni durevoli. Da sottolineare inoltre che le classi meno abbienti hanno visto crescere il proprio potere di acquisto con un effetto diretto sull’aumento dei consumi.

Siamo un paese con un’economia diversificata, stabile economicamente e politicamente e con istituzioni democratiche e solide. Il Brasile è riconosciuto per le proprie risorse naturali e dispone di importanti fonti energetiche, il che costituirà indubbiamente un differenziale per il futuro.

Un altro aspetto distintivo del nostro paese è un mercato dei capitali solido con una borsa di investimento in costante crescita (l’indice Bovespa ha segnato il tasso di crescita più alto al mondo nel 2009) e questo facilità la raccolta di mezzi liquidi da parte delle imprese. Un esempio è l’ondata di IPOs manifestatasi negli ultimi anni.

Questo per dire che operare in Brasile in questo periodo in cui numerosi paesi soffrono economicamente, è, realmente, fonte di grande soddisfazione. Per noi professionali, che possiamo offrire servizi per le imprese che decidono di internazionalizzarsi, tutte queste opportunità non possono che essere viste in modo positivo.


Sul portale dello studio si legge una frase molto interessante tratta dal Wall Street Journal del 29 Marzo 2010.. “[..] Il Brasile non ha mai avuto tante opportunità come quelle che avrà negli anni a venire”. Può offrire un commento in merito? In quali settori il paese dovrà puntare nel prossimo futuro?

Il mercato e la comunità finanziaria internazionali hanno riconosciuto i mutamenti politico-economici degli ultimi anni che hanno generato un aumento della fiducia nel sitema paese, attraendo nuovi investimenti nel mercato brasiliano e contribuendo ad una aumento del livello medio di benessere della popolazione.

Non possiamo non menzionare la Coppa del Mondo di Calcio del 2014 e i Giochi Olimpici del 2016, due eventi di visibilità e ampiezza planetaria che genereranno un notevole aumento di investimenti in infrastrutture nelle città sede delle competizioni, attualmente deficitarie rispetto ai paesi di primo mondo. Ciò riguarderà principalmente i settori dei trasporti pubblici, della costruzione civile, alberghiero e tutti i servizi collegati all’attività turistica.

A parte gli eventi sportivi, il settore secondario, già in forte crescita in Brasile, favorirà un aumento degli investimenti in infrastruttura per la logistica in generale (aereoporti, porti, rete stradale e ferrovia) e per i sistemi di distibuzione e trattamento delle acque.

Con l’espansione economica dei paesi asiatici, in primis la Cina, la domanda per le comodities agrigole e minerali brasiliane si manterrà elevata almeno per la prossima decade.


Quali possono essere le ragioni che inducono una compagnia italiana ad investire in Brasile? Quali sono le modalità e quali le restrizioni?

Al di là delle ragioni di carattere economico e di mercato, le aziende italiane hanno un’empatia con le nostre aziende in funzione degli aspetti culturali legati all’immigrazione italiana in Brasile. Il nostro paese vanta attualmente la maggiore popolazione italiana al di fuori dall’Italia (sono tra i 23 e i 25 milioni i brasiliani che hanno un grado di discendenza italiana, ovvero circa il 15% della popolazione brasiliana).

Diversamente dall’Europa, il profilo della popolazione brasiliana è giovane, in età lavorativa e con reddito in aumento, il che si riflette in un maggior vigore nell’economia e, certamente, è un fattore che facilita l’ingresso delle aziende italiane in Brasile.

Ulteriore ragione per le imprese italiane è l’esistenza dell’accordo siglato tra i Governi dei due paesi per evitare la doppia tassazione che si traduce in un’opportunità molto interessante non solo per le aziende italiane che investono in Brasile ma anche per le aziende brasiliane che intendono investire nelle vostra penisola.

Quanto alle modalità, l’investimento può concretizzarsi sia attraverso delle operazioni di compravendita e distribuzione di beni e joint-ventures che potranno o no assumere una veste societaria. Per le imprese che decidono costituire una società, o acquisirne una esistente, è importante sottolineare che il capitale potrà essere interamente straniero (persona fisica o giuridica), essendo prescindibile la figura di un socio brasiliano. L’unica restrizione è che l’amministratore dell’azienda dovrà essere residente in Brasile.


Un porto da sempre considerato sicuro dagli investitori in Brasile è il settore degli immobili. Lei cosa ne pensa?

Senz´altro, specialmente negli ultimi anni, l’investimento immobiliare in Brasile ha avuto una grande valorizzazione. Le terre agricole, ad esempio, hanno aumentato il loro valore, in media, del 20% negli ultimi 12 mesi, principalmente nelle regioni produttrici di soia e nelle aree di pascolo. Gli economisti indicano che il prezzo medio della terra in Brasile manterrà la tendenza al rialzo.

Questa crescente valorizzazione é attribuita, tra le altre cose, al focus mondiale sugli alimenti e sull’energia rinnovabile, oltre che ad altri fattori esterni quali la crisi nel mercato immobiliare americano, l´arresto del mercato europeo e la crescente scarsità di terre nel mondo.

La costruzione civile é anche in crescita, e si prevede un’espansione di circa 8% nell´anno di 2010.
In questo contesto il Brasile si distingue come un luogo sicuro per gli investimenti in questa area e per l´entrata nel mercato di grandi investitori mondiali, cosí come di società altamente capitalizzate.
 
Dal punto di vista giuridico, però, l´investitore deve prendere alcune cautele prima di effettuare l´acquisto di un immobile. Questo perché non sempre i “players” di questo mercato sono in buona fede e sono molto comuni – specie nelle regioni meno popolate del Paese – le frodi riguardante il registro catastale dell´immobile. E’ pertanto molto importante poter contare su un´assistenza giuridica per qualunque acquisto di immobili.


Tra i paesi emergenti, il Brasile è quello più a basso rischio. Cosa lo distingue, a suo parere, rispetto agli altri, in termini di potenzialità?

Il Brasile ha un governo democratico, istituzioni solide, elezioni prevedibili ed un mercato finanziario ben regolamentato e beneficia di una chiara stabilità dal punto di vista politico ed economico.

Il sistema giuridico è affidabile, con particolare riferimento alle garanzie individuali, ai diritti acquisiti ed ai contratti stipulati. In relazione quindi agli altri paesi “BRIC” (Russia, India e Cina), il Brasile ha un sistema politico, economico e giuridico più stabile e consolidato.

In aggiunta a questo, il paese ha un atteggiamento favorevole, oseremmo dire quasi “amichevole”, nei confronti degli investimenti stranieri, e si sta impegnando quotidianamente a “deburocratizzare” i processi di entrata degli investimenti, informatizzando i sistemi degli organi pubblici, concedendo incentivi fiscali, diminuendo le restrizioni doganali e non, e, in linea generale, prendendo coscienza dell’importanza sempre maggiore di attrarre nuovi investimenti.

Ne è un esempio la nostra legislazione che non fà grandi distinzioni nel trattamento del capitale straniero, tant’è che l’esenzione dell’imposta sul Reddito nella distribuzione degli utili di una società commerciale si applica indistintamente a soci brasiliani e stranieri.


Ma le aziende italiane hanno iniziato ad investire in Brasile solo negli ultimi anni?

E’ vero la presenza italiana in Brasile è andata fortemente consolidandosi negli ultimi anni ed il nostro paese è secondo solo alla Cina per numero di aziende presenti. Le aziende italiane che hanno aperto una filiale, un ufficio di rappresentanza o avviato una partnership o una joint-ventures in Brasile sono infatti ad oggi 710 contro le 975 in Cina. Se consideriamo però il numero di addetti che tali presenze hanno generato, il Brasile diventa il primo paese con 76.748 unità, di gran lunga superiori alle 61.023 unità nel paese asiatico.

La presenza italiana qui è sempre stata molto forte nei settori dei macchinari industriali, trasferimento di tecnologia per la produzione di prodotti e macchine e, ultimamente in servizi specializzati (tecnologia dell’informazione e telefonia per esempio).

Se numerose aziende multinazionali hanno avuto, negli ultimi anni, risultati negativi in vari paesi del mondo, le stesse in Brasile hanno contabilizzato degli utili (vedi Fiat).
Negli ultimi 12 mesi si è parlato molto di Brasile e non a caso Confindustria ha organizzato lo scorso novembre 2009 la più grande missione di aziende italiane mai realizzata in Sudamerica. Inoltre le previsioni di crescita delle esportazioni italiane nel prossimo biennio è del 7,4%.


L’offerta di credito da parte delle istituzioni bancarie nazionali è in aumento e si rifletterà sull’espansione di numerosi settori dell’economia. Ne potranno beneficiare anche le imprese italiane?

Certamente. Il Gruppo italiano SACE, che si occupa di assicurazione del credito, protezione degli investimenti, cauzioni e garanzie finanziarie, è presente a Sao Paolo e ha recentemente concluso importanti accordi con le banche locali. Grazie a quello con il BNDES (Banco Nacional de Desenvolvimento Economico e Social) saranno garantiti 1,14 miliardi di dollari di finanziamenti, erogati in valuta locale, a favore di aziende italiane (o delle loro filiali) che operano in Brasile o di società brasiliane che importano dall’Italia. Molto recente anche l’accordo con il Banco do Brasil, che prevede prestiti fino a un massimo di 100 milioni di dollari per il sostegno strategico alle piccole e medie imprese.
 

 




            

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Ultimi commenti degli utenti

Achei bastante interessante sua entrevista. Vamos estudar.Abracos Renata

2 Giugno 2010 ore 20:21:26 - Renata Pereira Lima

Intervista molto importante per gli investitore internationali! Grazie!

6 Giugno 2010 ore 00:39:51 - Eila Cristina Mota








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