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Intervista a Stefano M. Masullo

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15 Gennaio 2010

Autore: Redazione

Il 29 Giugno 2009, nell’aula del tribunale distrettuale di Manhattan il giudice Denny Chin ha emesso la sentenza record contro l’artefice della truffa che ha scosso l’America: 150 anni di carcere a Bernard Madoff. Condanna esemplare? Cosa ne pensa?

Sicuramente è stata una condanna eclatante e di forte impatto mediatico sia per l'entità della pena inflitta sia per la rapidità con cui tutta la fase investigativa e processuale è stata conclusa; probabilmente si è voluto e dovuto per ragioni a tutti evidenti di opinione pubblica accelerare molto, non approfondendo in maniera particolareggiata sulle modalità operative, sui meccanismi tecnici, sulle eventuali complicità e connivenze e sulla reale attività esercitata da Bernard Madoff;  tutte cose evidenziate e riportate dai media internazionali e dagli stessi inquirenti, i quali si sono riservati di lavorare ancora in futuro su tali aspetti.


Madoff ha adottato lo schema Ponzi. Se i soldi erano al ‘sicuro’, perché ad un certo momento i risparmiatori hanno chiesto indietro i risparmi? Cosa non ha funzionato?

Io come molti altri operatori del settore ed anche secondo alcuni magistrati statunitensi non sarei del tutto certo che Bernard Madoff avesse adottato ed utilizzasse nella propria attività esclusivamente il cosiddetto schema Ponzi poiché i dubbi che sorgono in merito derivano da alcuni fatti oggettivi che minano sempre alla base ogni attività truffaldina in quanto punti di debolezza estremi che possono essere riassunti nel modo seguente:

a) la longevità dell'operazione perpetuata, oltre 20 anni,
b) la continuità e la regolarità dei rendimenti ottenuti, il 15% annuo
c) la reputazione acquisita dall'operatore nel corso del tempo
d) l'ammontare globale delle masse amministrate, 50 miliardi di dollari
e) la tipologia della clientela molto competente, istituzioni ed ebrei
f) la scarsa volatilità e propensione al rischio delle operazioni
g) il fatto che non vi siano stati altri complici
h) il fatto che Bernard Madoff si sia autoaccusato
i) il fatto che Bernard Madoff non abbia fatto altri nomi

A tal proposito è utile ricordare ed illustrare brevemente in cosa consista il cosiddetto schema Ponzi: spesso confuso con lo schema piramidale o il marketing multilivello, è un modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi "investitori", a loro volta vittime della truffa.
Lo schema di Ponzi permette a chi comincia la catena e ai primi coinvolti di ottenere alti ritorni economici a breve termine, ma richiede continuamente nuove vittime disposte a pagare le quote. I guadagni derivano infatti esclusivamente dalle quote pagate dai nuovi investitori e non da attività produttive o finanziarie.
Il sistema è naturalmente destinato a terminare con perdite per la maggior parte dei partecipanti, perché i soldi "investiti" non danno alcuna vera rendita né interesse, essendo semplicemente incamerati dai primi coinvolti nello schema che li useranno inizialmente per rispettare le promesse. La diffusione della truffa spesso diventa di tale portata da renderla palese, portando alla sua interruzione da parte delle autorità.

Le caratteristiche tipiche sono:

Promessa di alti guadagni a breve termine.
Ottenimento dei guadagni da escamotage finanziari o da investimenti di "alta finanza" documentati in modo poco chiaro. Offerta rivolta, all'epoca in cui fu architettata la truffa, ad un pubblico non competente in materia finanziaria. Investimento legato ad un solo promotore o azienda.
Risulta evidente che il rischio di investimento in operazioni che sfruttano questa pratica è molto elevato. Il rischio è crescente al crescere del numero degli iscritti, essendo sempre più difficile trovare nuovi adepti.
In Italia, Stati Uniti e in molti altri Paesi, questa pratica è un reato, essendo a tutti gli effetti una truffa.
La tecnica prende il nome da Charles Ponzi, un immigrato italiano in USA che divenne noto per avere applicato una simile truffa su larga scala nei confronti della comunità di immigrati prima e poi in tutta la nazione. Ponzi non fu il primo ad usare questa tecnica, ma ebbe tanto successo da legarvi il suo nome coinvolgendo 40.000 persone e raccogliendo oltre 15 milioni di dollari.
Lo schema di Ponzi si è sviluppato nel tempo in varianti più complesse, pur mantenendo la stessa base teorica e continuando a sfruttare l'avidità delle persone. Oggi esistono normative serie a riguardo per cui strutture con questi schemi risultano illegali in ogni parte del mondo tutelando sia l'incolumità delle persone sia quelle aziende che scelgano di avvalersi del marketing multilivello.


Le comunità ebraiche si sono interrogate su come sia stato possibile mettere a punto una truffa di tali proporzioni: un finanziere ebreo che truffa risparmiatori ebrei. Secondo Peggy Siegal, Madoff dovrebbe essere giustiziato e Spielberg dovrebbe filmare l'esecuzione. Solo ebrei tra le persone truffate da Madoff?

Non solo ebrei sono stati coinvolti nell'affaire Madoff. Alcuni di questi, operatori istituzionali elvetici di provata capacità professionale e di indubbio prestigio che conosco personalmente hanno investito in totale buona fede nei fondi gestiti e proposti da Bernard Madoff contando su alcuni di quegli elementi da me citati in apertura che mi fanno dubitare fortemente, al pari degli organismi di controllo deputati statunitensi, che tutta la vicenda possa essere frettolosamente classificata come truffa riconducibile allo schema di Ponzi.
Le caratteristiche peculiari che si possono riscontrare alla base della decisione di investire nei fondi di Madoff sono la continuità nel tempo dei risultati ottenuti, una percentuale di redditività interessante ma non particolarmente eclatante e soprattutto la decorrelazione dagli andamenti altalenante degli indici azionari e la quasi assenza di rischi eccessivi. Questa situazione risulta essere l'optimum per enti quali fondazioni, fondi pensioni e assicurazioni cioè per tutti quegli investitori istituzionali che posseggono ingenti quantità di denaro per un arco temporale molto lungo, che avversano il rischio e che devono erogare prestazioni predefinite ai propri aderenti.

Gli Ebrei sono un popolo testardo e intelligente e nel corso dei secoli sono riusciti non solo a non estinguersi come etnia culturale, ma ad affermarsi sfruttando proprio i limiti che avevano imposto a loro altri popoli: divieto di coltivare la terra e divieto di fare gli artigiani, di conseguenza si sono specializzati nell'attività economica e nel commercio, attività vietate un tempo ad altre etnie.
A riprova di tali capacità è possibile trovare ancora oggi alla guida delle più importanti istituzioni bancarie e finanziarie mondiali sia in qualità di manager che di azionisti se non addirittura di fondatori o di diretti discendenti dei fondatori, persone di religione ebraica. Questo mi induce ancora una volta a ritenere che la vicenda di Bernard Madoff possa celare una attività diversa da quella di cui si è parlato fino ad ora.


Abbiamo recentemente assistito al fallimento di grandi società americane. Quali ripercussioni ha generato un simile scenario? Quali le previsioni per il futuro? 

Se analizzassimo con attenzione dal 1900, il grafico che misura l'andamento del principale indice del mercato finanziario americano, cioè il Dow Jones, osserveremmo che esso dal 1982 al 2007 è passato da quota 1.000 a quota 14.000 mentre la stessa sorte non è toccata per esempio al PIL cioè all'indicatore che misura la crescita dell'economia nazionale, ovverosia il Prodotto Interno Lordo.
Ora, è riconosciuto in dottrina che la finanza è una funzione dell'economia e non viceversa di conseguenza cosa è successo in questi 25 anni di corsa sfrenata dei mercati finanziari che ha permesso comunque anche all'economia di crescere anche se in maniera innaturale ? Nei primi anni ottanta sono comparsi alcuni elementi quali la deregolamentazione, la liberalizzazione, la privatizzazione ma soprattutto la leva finanziaria. Quest'ultimo elemento è la chiave fondamentale per capire esattamente la crescita ottenuta dai mercati finanziari in particolare ed in generale dell'economia a soprattutto le origini e le cause dell'attuale e non ancora esaurita crisi finanziaria, economica e sociale.
La leva finanziaria ha permesso di moltiplicare per N volte i profitti del sistema finanziario, assicurativo e bancario, di accrescere in maniera spropositata le remunerazioni degli alti dirigenti di tali istituzioni, di permettere a tutti anche a coloro che non avrebbero potuto permetterselo in altre condizioni ed in altre epoche di consumare beni di lusso e di acquistare case sfruttando l'indebitamento.
La leva finanziaria ha permesso, per fare degli esempi pratici, a coloro che non possedevano un reddito congruo ed equilibrato, di far fronte ad un acquisto di un immobile in termine di sostenibilità del rapporto rata del mutuo reddito mensile, facendosi finanziare da banche anche per il 120% del valore dell'immobile e contando da una parte su di una rivalutazione infinita dello stesso e dall'altra sulle cosiddette operazioni di cartolarizzazione; un altro esempio molto significativo della leva finanziaria, la quale non deve essere demonizzata tout court in quanto assolutamente utile per la copertura dei rischi, è quello del mercato degli strumenti finanziari derivati e del mercato delle valute. In tali contesti il rapporto tra capitale investito e detenuto effettivamente e capitale manovrato risulta essere di 1 a 20, per intendersi con 1.000 euro a garanzia ne posso manovrare 20.000, dove il guadagno e la perdita è però da calcolarsi su quest'ultimo importo con effetti ovviamente devastanti sul capitale iniziale qualora le operazioni impostate non fossero quelle attese e sperate.
A partire dal fallimento della banca di investimento Lehman Brothers nel settembre 2008, le parole d'ordine per evitare che il mondo sprofondi in un caos globale con rischi reali di un potenziale conflitto mondiale generato dal collasso del sistema finanziario mondiale, risultano essere  nazionalizzazione, intervento dei governi ma soprattutto “deleverage”, cioè eliminazione della leva finanziaria.
Tale ragionamento mi permette di affermare con una certa cognizione di causa che il punto più critico della crisi economico finanziario e sociale attualmente in essere verrà raggiunto, in particolare per ciò che concerne il territorio europeo e di conseguenza anche in Italia, nel periodo intercorrente tra il mese di ottobre 2009 ormai terminato ed il mese di marzo 2010, dove potrebbe essere possibile assistere a fallimenti a catena di piccole e medie imprese, dove le quotazioni borsistiche potrebbero raggiungere ed infrangere i minimi registrati il 9 marzo 2009 e dove le tensioni sociali accumulatesi nel corso degli ultimi 18 mesi potrebbero dar luogo a situazioni di estrema tensione e violenza.
A conferma di quanto esposto sopra riporto la decisione del governo tedesco guidato dal Cancelliere Angela Merkel di creare una bad bank dove far confluire, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, 1.500 miliardi di euro e secondo la Banca Centrale Europea 3-400 miliardi di euro di titoli tossici detenuti tuttora dalle banche tedesche nei propri portafogli. Secondo le autorevoli istituzioni sopra citate le Landesbanken tedesche nel corso degli ultimi tre anni avrebbero raccolto circa 300 miliardi di euro di risparmi che invece di essere erogati al sistema produttivo delle piccole e medie imprese sarebbero stati investiti in CDS Credit Default Swap, strumenti finanziari derivati ed obbligazioni subprime statunitensi.
 
 

 




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