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Intervista a Riccardo Illy - ottobre 2005

1 Gennaio 2007 - Autore: Redazione


Apprezziamo molto l’iniziativa della Regione Friuli-venezia Giulia di riformare la politica dei finanziamenti concedendoli alle imprese con determinati progetti. Potreste descriverci le principali iniziative di politica industriale a riguardo?

Con la nuova legge “Interventi per il sostegno e lo sviluppo competitivo delle piccole e medie imprese”, promossa dalla Giunta regionale e approvata dal Consiglio del Friuli Venezia Giulia nel febbraio del 2005, si supera la logica degli interventi “a pioggia” per focalizzare invece l’attenzione sui progetti di sviluppo competitivo, su “business plan” che vengono valutati e monitorati da un Comitato tecnico-scientifico indipendente.
Le imprese sono incentivate ad acquistare “intelligenza”, sotto forma di nuove strategie competitive, manager esterni a tempo, tirocini formativi per gli imprenditori, programmazione della successione. La legge introduce anche una nuova organizzazione dei quattro distretti del Friuli Venezia Giulia (sedia, mobile, metallo, alimentare) con l’obiettivo di promuovere l’evoluzione competitiva dei sistemi produttivi locali, sostenendo i processi di innovazione. Con la legge sono state infatti istituite le Agenzie per lo sviluppo dei distretti industriali, concepite come società consortili a capitale misto pubblico-privato, dotate di personalità giuridica e quindi in grado non solo di definire progetti per servizi e infrastrutture, ma anche di reperire i finanziamenti per realizzarli. Si punta in particolare a favorire la crescita dimensionale delle imprese, non solo attraverso fusioni, ma sollecitando anche forme inedite di associazione fra le microimprese dei distretti per gestire attività che singolarmente non potrebbero svolgere, come l’organizzazione efficiente di alcune fasi del processo produttivo, la distribuzione all’estero, i marchi di qualità collettivi. La legge contiene molte altre novità: ampliamento delle funzioni dei Consorzi per lo sviluppo industriale, secondo la logica del potenziamento dei sistemi “a rete”; misure per la semplificazione delle procedure burocratiche; decentramento di molte funzioni alle Camere di commercio, per avvicinare la pubblica amministrazione alle imprese. Con altri provvedimenti, abbiamo puntato anche a sfruttare uno dei principali vantaggi competitivi di cui il Friuli Venezia Giulia dispone: la presenza tre Università (Trieste e Udine, più la Scuola superiore di studi avanzati di Trieste) e di un centinaio di centri di ricerca scientifica e tecnologica di rilievo internazionale, nei quali lavorano oltre 6 mila addetti, con un rapporto tra popolazione e ricercatori di tipo giapponese. Per questo con la nuova legge regionale sull’innovazione, che stiamo in questi mesi preparando, ci proponiamo di rafforzare la rete di “poli tecnologici” diseminati sul territorio regionale, per facilitare il trasferimento di conoscenze portando i ricercatori direttamente nelle aziende, senza aspettare che siano gli imprenditori ad avvicinarsi ai laboratori. Intanto abbiamo quadruplicato le risorse a favore dell’innovazione, da 11 a oltre 44 milioni di euro, ottenendo una positiva risposta da parte delle imprese.

(continua)
articolo estratto dalla rivista Family Office, anno II, numero 4
http://www.finanzaediritto.it/prodotti/family-office-n4-2005successioni-considerazioni-civilistiche-e-fiscali-7.html

 




            

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