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Intervista a Paolo Piccoli, Presidente Consiglio Nazionale del Notariato

6 Marzo 2009 - Autore: Redazione


Lei fa parte del Consiglio nazionale dal 1995 e dal 2004 ne è presidente. Come è cambiata la professione del notaio in questo periodo?

Negli ultimi decenni il Notariato ha intrapreso una serie di riforme che lo hanno portato ad una svolta che lo pone per molti profili decisamente all’avanguardia. In particolare, sono state oggetto di autoriforma: le modalità di accesso, il controllo sulla qualità della prestazione, il livello di informatizzazione, l’efficienza nell’erogazione di prestazione di alta qualità in tempi rapidissimi, la garanzia patrimoniale anche del risultato promesso, numero  programmato e tariffa.
E’ del 2006 il decreto di riforma dell’accesso alla professione che ha ridotto la pratica notarile da 24 a 18 mesi con la possibilità di iniziare a svolgere i primi 6 mesi durante l’ultimo anno di università avvicinando l’università al mondo del lavoro. Nel 2007 è diventata legge l’assicurazione obbligatoria, di cui il Notariato si era dotato su base volontaria nel 1997. Per i rarissimi casi non coperti dall’assicurazione il Notariato ha istituito un fondo di garanzia, anch’esso ora previsto dalla legge. Sempre nel 2006 è stato rivisto il procedimento disciplinare a carico dei notai che commettano illeciti, con l’istituzione di commissioni su base regionale presiedute da un magistrato. Infine ad aprile del 2008 è stato deliberato dal Ministero della Giustizia l’aumento, auspicato dal Notariato, di 840 nuove sedi notarili in tutta Italia, quasi il 16% in più. Tutte queste modifiche non hanno inciso tuttavia sulla funzione sociale di garanzia della certezza dei diritti che lo Stato ha delegato al notariato e che il notariato ha svolto con straordinaria efficienza.
 

In che modo la funzione di equilibrio della professione notarile può dare un contributo in queste fase di crisi economica

La funzione sociale, a vantaggio dei cittadini e delle famiglie si esplica nel ruolo, che il Notariato ha, di garante della certezza dei diritti. La sicurezza giuridica preventiva è un elemento irrinunciabile sia a garanzia dei cittadini, sia quale elemento utile allo sviluppo economico del Paese. La certezza dei pubblici registri, infatti, dove confluiscono gli atti notarili immobiliari e societari, rappresenta un perno fondamentale per una pacifica ed efficiente circolazione dei diritti e, quindi, dello sviluppo economico del paese. Apparenti semplificazioni che nascondono in realtà desideri di accaparramento di fette di mercato prive di controlli e di garanzie sono esattamente ciò che il cittadino deve temere, per la sua sicurezza e per la certezza dei diritti che sono il fondamento della pace sociale e della serenità personale. L’esperienza dei mutui Usa dovrebbe insegnarci molte cose. Negli Stati Uniti, infatti, la catastrofe dei subprime che pesa sulle tasche dei contribuenti americani per qualche trilione di dollari, e che a cascata si è riversata su tutte le principali economie del mondo, nasce dalla mancanza di regole e controlli nell’erogazione dei mutui (secondo gli stessi brokers pentiti, il 70% delle domande di finanziamento inoltrato alle società dei mutui erano basate, almeno in parte, su elementi falsi). Per affrontare la grave situazione dei mercati, il notariato continua a rispondere su tematiche quali la libera iniziativa privata, la competitivita', la concorrenza e la tutela del risparmio con l'arma della cultura della difesa dei diritti, fondata sui principi della Costituzione.


In una recente intervista ha citato una espressione di uno dei più grandi giuristi occidentali e filosofi del diritto cristiani: Francesco Carnelutti (“tanto più notaio, tanto meno giudice”). Potrebbe commentarla per i nostri lettori?

In Italia grazie ai controlli preventivi del notaio gli errori relativi alle transazioni immobiliari, coperti dall’assicurazione,  riguardano annualmente circa lo 0,003% del totale (circa 50 casi su circa 2.000.000). Negli Usa - dove il c.d. notaio non svolge la funzione del notaio italiano, limitandosi a certificare che un documento è stato firmato alla sua presenza, senza entrare nel merito - i costi di contenzioso sono tra i più alti al mondo. Dove esiste il notariato -76 paesi al mondo- è sconosciuta la figura del real estate litigator, l’avvocato americano specializzato in controversie sulla proprietà degli immobili. Di recente un giornalista di un’autorevole testata americana ha dimostrato come sia facile rubare la proprietà degli immobili negli Usa: in soli 90 minuti, infatti, è riuscito a sottrarre la proprietà dell’Empire state building! Non a caso, dunque, il grande avvocato italiano Francesco Carnelutti ebbe a dire: tanto più notaio, tanto meno giudice. Quello della sicurezza giuridica, dunque, rappresenta un valore economico e sociale ed è messo in maggiore pericolo, come dimostra il degenerare della crisi dei subprimes negli Stati Uniti, là dove non esistono adeguati ed efficaci controlli preventivi affidati ad un professionista dotato di forti caratteristiche pubbliche. Oggi potremmo dire: “Tanto più notaio, tanto meno costi transattivi”.
 

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Continua su Family Office n.2 - 2009
http://www.finanzaediritto.it/prodotti/abbonamento-family-office-2009-italia-211.html




            

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