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Intervista a Paola Lunghini, Direttore Responsabile di Economia Immobiliare e Responsabile Ufficio Stampa di EIRE

2 Settembre 2009 - Autore: Redazione


Milanese, laurea in filosofia e innumerevoli corsi in economia e diritto in Italia e all’ estero, è giornalista specializzata nel settore immobiliare, e scrittrice. Ha al suo attivo migliaia di articoli su testate economiche e specialistiche italiane e internazionali, e diversi libri su temi immobiliari.
E’ Direttore Responsabile della rivista Economia Immobiliare, e corrispondente per l’Italia del gruppo editoriale paneuropeo Real Estate Publishers.
E’ lecturer in ambito accademico (Master e altri Corsi di Formazione), in particolare presso il Politecnico di Milano.
E’ speaker in Convegni e Conferenze, in Italia e all’ estero. Ha moderato e presieduto centinaia di Convegni e Conferenze, in Italia e all’estero.
Dal 2005 è Responsabile dell’ Ufficio Stampa del Salone immobiliare EIRE - Expo Italia Real Estate.
E’ Responsabile (dal 1989) della Comunicazione di AICI - Associazione Italiana Consulenti e Gestori Immobiliari. Gestisce la Comunicazione interna anche per ASPESI, associazione dei developer italiani.
E’ Amministratore Unico della società by Internews srl, editoria e comunicazione, costituita nel 2005.
Ha organizzato, a far data dal 1983, centinaia di Convegni e Workshop su temi immobiliari, in Italia e all’ estero.
Dal marzo 2009 è Componente del Comitato Direttivo dell’ Associazione Cittadini Benemeriti di Milano e Provincia.
Dal marzo 2006 è Componente del Comitato Esecutivo dell’Associazione Stampa Estera in Italia (sezione Alta Italia).
Nel luglio 2006 ha co-fondato AREL- Associazione Real Estate Ladies, di cui è Componente del Comitato Direttivo e Responsabile per la Comunicazione.
Nel 2005-2006 è stata Presidente di ERES - European Real Estate Society, associazione paneuropea di economisti e ricercatori immobiliari (che raccoglie oltre un centinaio di Università europee che offrono Corsi e Master in real estate, e numerosissimi Istituti di ricerca pubblici e privati ) ed è tuttora Componente del Board of Directors di ERES.
Ha tenuto per molti anni lezioni (su base volontaristica) in un Liceo classico milanese, sul tema della “scrittura giornalistica” (finalizzate all’ esame di maturità per tutte le classi dell’ultimo anno di Liceo).
Ha ricevuto diversi Award e nel dicembre 2005 il Comune di Milano le ha conferito la Medaglia d’Oro di Benemerenza Civica (“Ambrogino d’Oro”), la massima onorificenza cittadina.


Lei è Direttore Responsabile ed editore di Economia Immobiliare, nonché Responsabile dell’Ufficio Stampa di EIRE, grande fiera immobiliare, punto di riferimento di tutto il real estate italiano. Alla luce del suo ruolo, come giudica l’attuale situazione del real estate in Italia?

Non sono l’unica a sostenere che, la situazione non è mai stata così difficile. Io ho iniziato a operare nel settore, alla fine degli anni ’70; di crisi ne ho viste molte, nella mia vita, ma, una come questa mai! I miei coetanei e coloro che hanno il mio stesso numero di decenni di vita professionale, possono affermare, esattamente, la stessa cosa. Il fatto è, che non si tratta di una crisi immobiliare, per questo risulta difficile. Se fosse una crisi dell’immobile, le strutture sarebbero già state in grado di mettersi in moto.
In questo momento, ciò che è apprezzabile notare, è la grande voglia di “fare quadrato” e cercare di elaborare, al di là delle problematiche che ruotano intorno al comparto, soluzioni intelligenti, innovative, convenienti e creative, da proporre alla “clientela”. Personalmente, sono sempre stata una persona ottimista, anche se, negli ultimi tempi, non lo ero affatto. A questo proposito, l’unica nota che intendo aggiungere, di cui sono sicura e che mi consente di avere ancora un pochino di sano ottimismo, è che, sullo sfondo delle grandi crisi, la gente ha sempre trovato soluzioni di tipo innovativo, trasformando, positivamente, gli scenari. Durante il periodo di recessione, tra gli anni 1992 e 1997, sono nate, ad esempio, le scuole di formazione, che prima non esistevano. “L’Education immobiliare” ha iniziato a consolidarsi in quegli anni, dopo alcuni precedenti poco significativi. Si cominciò a comprendere che la finanza rappresentava un coefficiente importante, anche se, poi, la situazione è degenerata. Nei primi anni, la nuova prospettiva, aveva apportato notevoli benefici, essendo, la cultura del settore immobiliare, priva della giusta quantità di finanza.
In quel periodo, nacquero le consapevolezze che, anche l’immobiliare stava divenendo globale, dando, così, inizio, ad una internazionalizzazione del settore; fattore rilevante, soprattutto per una cultura immobiliare come quella italiana, estremamente localistica.
Perciò, avendo appreso, per esperienza, che, in tutte le altre crisi, vi sono stati “semi” piantati in momenti di difficoltà, che hanno, poi, prodotto, una “messe” di risultati alquanto notevoli, mi auguro che, anche in questa occasione, possa nascere qualcosa di buono. Una cosa è già emersa, in due semplici parole, che tutti ripetono, “Back to Basics”, ovvero, ritorno ai fondamentali, circostanza, finora trascurata e sguardo agli immobili, in quanto tali e non in quanto flussi di cassa da leggere a computer. Occorre “rimettersi” gli stivali di gomma, andare in cantiere e ingegnarsi per rinnovare il prodotto!
Il mercato immobiliare, presenta caratteristiche molto simili, a quello dei camion: per acquistare un nuovo camion, un autotrasportatore deve possedere un’elevata dose di fiducia; allo stesso modo, per comprare una casa o un ufficio, un investitore deve manifestare una grande aspettativa per il futuro. Un camion costa quasi quanto un appartamento, pertanto, necessitano anche, buone prospettive di lavoro futuro, per poter pagare l’acquisto e ottime motivazioni per comprarlo, perché, se io abito in un appartamento che mi piace, per quale motivo dovrei cambiarlo?. Lo faccio, se mi trovo in un’ottima situazione e se sono molto ottimista! Stessa cosa vale per il trasportatore: se possiede un camion che funziona, per quale motivo dovrebbe comprarne uno nuovo? In definitiva, solamente delle plausibili ragioni, possono convincere la gente ad acquistare un oggetto nuovo, quando questa è, ragionevolmente, soddisfatta e contenta di ciò che ha. Fino a che non si afferra questo concetto, il mercato non potrà schiodarsi.
Occorrono immobili nuovi, dal punto di vista concettuale. Il fatto che, ad esempio, si stia ponendo maggiore attenzione, alla problematica del contenimento dei consumi energetici e alla qualità dell’ambiente, è positivo, ma, il tutto è già dato per scontato, da anni, non è nuovo! Necessitano elementi nuovi, che consentano di utilizzare meglio gli spazi e migliorare la qualità della vita circostante.
Devo ammettere che, nel nostro ambito, siamo molto “milanocentrici”; pensiamo solamente alla costruzione dell’immobile, trascurando il contesto, divenuto, invece, per la gente, fattore determinante. Tutti sono capaci di realizzare un piccolo condomino, ma, quando si tratta di rinnovare un “City Quarter”, attorno a cui ruotano investimenti miliardari, la mentalità deve essere, completamente, modificata! Significa rivoluzionare una parte della città, in funzione di esigenze prospettiche.

Tra gli elementi fondanti del Real Estate, le infrastrutture occupano un posto di prim’ordine. Consideriamo, ad esempio, la problematica turistica dei grandi Resort: la loro realizzazione, implica un parametro fisso, di riferimento, a livello mondiale, ovvero la distanza dall’aeroporto, la quale non deve superare i tre quarti d’ora di macchina. In caso contrario, l’affluenza sarebbe molto scarsa, poiché la gente non vuole perdere tempo sulle autostrade!
Altro fattore determinante, sono i sistemi locali; noi viviamo in una città come Milano, nella quale, i mezzi di trasporto, salvo guasti eccezionali funzionano, ma, basta girare un po’ l’Italia, per capire che il problema dei trasporti esiste ed è molto grave.
La realizzazione di una fermata metropolitana, permette di rivalutare, totalmente, un’intera zona, dal punto di vista immobiliare. Il tempo, è divenuto, ormai, una variabile dominante; per tale motivo, la vicinanza alla metropolitana è requisito fondamentale. Una volta, la situazione era diversa, la gente viveva più lentamente, ora viaggia con ritmi accelerati. Ciò ha conferito al trasporto, una valenza imprescindibile.
 

Le infrastrutture mostrano di essere un po’ trascurate. Addirittura, c’è chi auspica che l’Italia rinunci all’Expo 2015. Lei cosa ne pensa?
 
In questi giorni, dovrebbe esserci la presentazione del nuovo Cda, con tutti i progetti da visionare. Personalmente, mi auguro che la squadra sia, finalmente, pronta a partire. Per il momento, molto poco si sa dei progetti, se non l’esistenza di tante idee e tanta teoria!
Ciò che di buono c’è, nell’Expo, non è il fatto di essere “l’Expo”, ma di rappresentare un obiettivo ben preciso. Dal punto di vista dell’immagine, Milano è una città, ormai molto nota nel mondo, grazie al design, la moda, il mobile, ecc.. Ma, anche in un contesto di successo, occorre sempre porsi una meta, un obiettivo, in questo caso l’Expo; altrimenti, le decisioni non vengono mai prese, i progetti rallentano e tutto si sfilaccia, delegando, sostanzialmente, all’autoproduzione.
E’ palese che, di fronte ad un evento di tale portata, ampio spazio debba essere accordato agli specialisti della pianificazione, i quali devono comprendere che l’Expo rappresenta la tappa inequivocabile, di un percorso già segnato! Non è possibile derogare! Tali considerazioni, riguardano anche la realizzazione di una fiera. Noi che organizziamo EIRE da cinque anni, sappiamo cosa significa! Il Lunedì precedente la manifestazione, siamo già sul posto, per risolvere eventuali problemi di nuovi espositori. Ciascuno di loro, viene rassicurato, poiché sappiamo, per esperienza, che, il giorno dopo, tutto sarà perfettamente predisposto. Ogni ora che passa, si notano cambiamenti, tutto funziona come un orologio. Se non vi sono intoppi e tutti lavorano con coscienza, il meccanismo procede!

...
Continua su Family Office n.3 - 2009
http://www.finanzaediritto.it/prodotti/abbonamento-family-office-2009-italia-211.html

 


 




            

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