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Intervista a Livio Tempesta - Responsabile Progetto Basilea 2, Gruppo Banca Popolare dell´Emilia Romagna - gennaio 2006

1 Gennaio 2007 - Autore: Redazione


In questa intervista vengono toccati i temi dei servizi più innovativi che le banche offrono per aiutare le imprese ad affrontare le sfide di Basilea 2, dell´implementazione dei nuovi processi da parte delle banche e della nuova comunicazione bilaterale tra banche e imprese.

Potreste presentarci i servizi piĂą innovativi della vostra banca rivolti alle imprese?

Per propria natura la nostra banca rivolge da sempre particolari attenzioni alle piccole e medie imprese. Nello specifico, tra gli ambiti di servizio sui quali l’istituto sta concentrando le proprie energie, possiamo citare l’internazionalizzazione, il comparto agrario ed agroalimentare, la finanza straordinaria. Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, la banca offre un significativo supporto alle relazioni internazionali delle imprese, grazie a partecipazioni in numerose società bancarie dell’Est Europa, dove sono attivi Italian Desk per i clienti. L’attenzione all’internazionalizzazione è anche testimoniata dal recente ed innovativo ac- cordo con l’Ice, Istituto Nazionale per il Commercio Estero, che ha l’obiettivo di fornire alle imprese un servizio di assistenza sempre più ampio ed articolato. A favore del settore agrario la banca promuove molteplici interventi, anche al fianco delle istituzioni, per il sostegno ad un comparto chiave dell’economia italiana. Infine, la banca è attiva con servizi di consulenza per operazioni di finanza straordinaria, anche con particolare riferimento al settore cooperativo.

Il vostro istituto di credito in che fase si trova nell’implementazione dei nuovi processi?

Siamo in una fase sperimentale che coinvolge l’intera struttura del Gruppo bancario; all’interno del Gruppo operiamo in aree geografiche profondamente diverse; di tale diversità bisognerà tener conto se si vuole mantenere la tradizionale attenzione allo sviluppo del territorio ed evitare di trasformare il credito in una mera applicazione di complicate regole matematico-statistiche. L’attenzione è particolarmente concentrata sui segmenti Retail e delle Piccole e Medie Imprese che rappresentano il nostro “core business”. Per le piccole e medie imprese, in particolare, abbiamo l’obiettivo di rafforzare il nostro sistema di rating: stiamo integrando gli aspetti di valutazione quantitativa con quelli di natura qualitativa. L’intenzione è quella di ottenere un coinvolgimento diretto del gestore nell’attribuzione dei rating, in modo da mettere in evidenza gli aspetti relazionali del rapporto. E’ un processo interno che va gestito con prudenza e gradualità in quanto si riflette direttamente sulla clientela. Anche le ultime indicazioni normative, però, ci stanno dando ragione in tal senso. La Direttiva Comunitaria ed i documenti del Cebs sulla validazione stanno andando nella direzione di un sistema che per essere certificato deve essere conosciuto bene dall’intera struttura in modo tale che rappresenti anche un elemento di confronto con le aziende.

(continua)
articolo estratto dalla rivista Basilea 2, anno III (2006), numero 1
http://www.finanzaediritto.it/prodotti/rivista-basilea-2-n1-2006-57.html




            

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