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Intervista a Giuseppe Bava, Presidente Eurofidi.

1 Gennaio 2007 - Autore: Redazione


Come Cambiano I Confidi Italiani Con Basilea 2.
Il Modello Eurofidi: Da Consorzio A Banca Di Garanzia.

L’accordo di Basilea 2 ha costretto i confidi italiani a ripensare il proprio ruolo futuro nell’intermediazione dei rapporti tra le banche e le imprese. Eurofidi, il più grande consorzio di garanzia fidi europeo per dimensioni, struttura e capacità di intervento, si sta preparando a Basilea 2 realizzando un processo di crescita e sviluppo che lo porterà a diventare una Finanziaria Vigilata nel 2005 e una Banca di Garanzia con Rating A- entro la fine del 2006.

Avvocato Bava come Presidente di Eurofidi può spiegare quali sono le novità che comporta l´accordo di Basilea 2 per quanto riguarda le garanzie concesse da un confidi?

«L’accordo di Basilea 2 ha introdotto una complessa e moderna normativa concernente l´adeguatezza patrimoniale delle imprese bancarie e creditizie. Basilea 2 prevede direttive molto esplicite riguardo ai garanti giudicati ammissibili a rilasciare garanzie a favore delle imprese. La presenza di una garanzia consente alle banche di scaricare capitale di vigilanza. Gli istituti di credito non possono accettare garanzie personali che non siano irrevocabili e di ammontare incontrovertibile. In caso di insolvenza del debitore la banca, infatti, deve potersi rivalere tempestivamente sul garante. La garanzia deve inoltre essere documentata: non è in nessun caso accettabile una garanzia da parte di soggetti che abbiano rischiosità maggiore della controparte. I garanti giudicati ammissibili, quindi, secondo la normativa di Basilea 2 sono: governi, enti pubblici, banche e Sim con ponderazione di rischio inferiore a quella della controparte oppure altre entità con Rating pari o superiore ad A-. La banca è tenuta a dotare di un Rating interno non solo le imprese ma anche i garanti, e deve monitorare l’attività (la qualità) del garante nel corso del tempo. Con Basilea 2, dunque, soltanto strutture finanziarie di primo piano, che potranno vantare il Rating A-, potranno essere degli interlocutori finanziari autorevoli e cedere il loro Rating alle piccole e medie imprese».

La nuova normativa comporta, quindi, cambiamenti radicali per il sistema dei consorzi di garanzia fidi italiani?

«Ci tengo a evidenziare prima di tutto che Basilea 2 non diminuisce, ma anzi accresce, la domanda di garanzia da parte delle banche. Sicuramente l’entrata in vigore della nuova normativa impone ai confidi la necessità di rivedere le proprie strategie per continuare ad esistere e per sostenere le imprese favorendo il loro accesso al credito. I confidi devono porsi prospettive di evoluzione ambiziose per riuscire a conseguire un Rating pari ad A-. Questo importante passaggio comporta la necessità di intervenire su tutti i possibili fattori di miglioramento del Rating: dalla struttura giuridica, all’impostazione della governance, dalla dimensione e diversificazione del portafoglio, alla qualità delle procedure interne di selezione della clientela e di controllo continuo della solvibilità (scoring). Il tempo per introdurre tutti i miglioramenti scadrà alla fine del 2006 con l’entrata in vigore di Basilea 2. Sia per le società di garanzia orientate al retail, sia per le società di garanzia orientate al corporate, l’appetibilità delle garanzie da parte del settore bancario non dipenderà solo dalla quantità di protezione dal rischio incorporata nelle fideiussioni, ma anche dalla qualità della protezione».

Cosa succederà ai consorzi di garanzia fidi?

«Per i confidi italiani è arrivato il momento di evolversi… I consorzi di garanzia fidi devono recepire le direttive di Basilea 2 individuando ciascuno la propria strada e percorrendola coerentemente. È ovvio che i confidi non possono restare realtà uguali a quelle che sono state fino ad oggi. A mio parere Basilea 2 può quindi rappresentare un grosso problema oppure una grande opportunità. Una fase involutiva potrebbe essere quella di rinunciare al ruolo di garanti e concentrare le proprie risorse nel ruolo di consulenti delle pmi, per rispondere alle esigenze di trasparenza che le imprese hanno nei confronti del sistema bancario. Una fase evolutiva vede invece i confidi, oltre che come consulenti dell´impresa, diventare Intermediari Finanziari specializzati nella garanzia e in grado di poter sostituire con il proprio il Rating dell´impresa garantita». (...)

(continua)
articolo estratto dalla rivista Basilea 2, anno II (2005), numero 2 http://www.finanzaediritto.it/prodotti/rivista-basilea-2-n2-2005-25.html




            

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