bpprime
FinanzaeDiritto sui social network
18 Settembre 2018  le interviste  |  professionisti  |  chi siamo  |  forum  |  area utenti  |  registrati

            




Intervista a Gianpaolo Salvini, Direttore di Civiltà Cattolica

24 Giugno 2009 - Autore: Redazione


Nato il 3 marzo 1936 a Milano, dove ha compiuto buona parte dei suoi studi e dove ha svolto prevalentemente la sua attivitĂ .
Ha studiato sino alla maturità classica presso l’Istituto Leone XIII di Milano, diretto dai Padri gesuiti.
Entrato nella Compagnia di Gesù l’8 Dicembre 1954, è stato ordinato sacerdote il 28 Maggio 1967.
Ha studiato: Filosofia presso la Facoltà “Aloisianum” dei gesuiti a Gallarate; Economia, laureandosi presso la Facoltà di “Economia e Commercio” dell’Università Cattolica del S. Cuore di Milano, con una tesi di demografia; Teologia, iniziata per un anno a Chieri (TO) e continuata sino al dottorato presso la Facoltà Teologica di Innsbruck (Austria).
Nel 1969 è entrato a far parte della redazione della rivista “Aggiornamenti Sociali” dei gesuiti di Milano, occupandosi dei problemi del sottosviluppo e dell’America Latina, soggiornando anche per alcuni anni nel Nordest brasiliano, a Salvador (Bahia), e compiendo vari viaggi anche nel resto dell’America Latina.
Di “Aggiornamenti Sociali” è stato anche Direttore per alcuni anni, prima di essere superiore della Residenza di San fedele, dei gesuiti di Milano, di cui fa parte anche la redazione della rivista.
Dal novembre 1984 fa parte della redazione de “La Civiltà Cattolica”, di Roma e dal luglio 1985 ne è divenuto anche Direttore, succedendo al P. Bartolomeo Sorge S.I.
E’ consultore del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.


AFRICA, ECONOMIA E DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA

Lei ha recentemente affermato che, in questa fase così negativa, “l’economia solidale è l’unica che non sembra subire la crisi. Appare, anzi, come un’opportunità, per porre la persona umana al centro dell’economia”. Alla luce del suo ruolo di Direttore di Civiltà Cattolica, rivista che affronta, tra tanti, i problemi significativi per la vita dell’uomo e della Chiesa, cosa può aggiungere a questa considerazione?

Premetto che, tale considerazione, scaturiva da una constatazione. Non sono un esperto finanziario, ma ritengo che, la crisi attuale, tragga la sua origine da dissesti finanziari, provenienti, soprattutto, dalla finanza statunitense, e, si riveli, in buona parte, un fatto speculativo accresciutosi a valanga, attraverso operazioni e prodotti finanziari di cui, normalmente, le Banche solidali non si occupano. Esse si ritrovano molto più a diretto contatto con i consumatori e i depositanti, i quali, astenendosi da determinate operazioni, si sono preservati. Ciò le priva di ingenti possibilità di guadagno, ma permette loro di evitare gravosi disastri finanziari. Le piccole banche italiane, nostra eredità gloriosa, provengono, in buona parte, dal mondo cattolico. Le banche di cooperative, quelle di credito cooperativo, quelle destinate al finanziamento dell’agricoltura, ecc.. sono molto radicate sul territorio, di ambito locale e risultano abbastanza immuni da tali rischiose operazioni finanziarie, di tipo, soprattutto, speculativo. Un caso analogo è quello imprenditoriale. L’Italia, popolata più da molte piccole e medie imprese e meno grandi multinazionali, ha contenuto maggiormente i danni, rispetto ad altre nazioni, dove, ad andarci di mezzo, sono state le grandi banche, i grandi istituti finanziari e, appunto, le grandi multinazionali. Basti pensare a General Motors e a tutto il mondo dell’automobile.


Che giudizio può esprimere, in merito alla Globalizzazione?

La Globalizzazione è un fenomeno estremamente complesso, tipico della società e dell’economia moderna. Credo non sia possibile né formulare un giudizio di condanna assoluta né mitizzarla. La Globalizzazione, come, a suo tempo, la Rivoluzione Industriale, presenta dei vantaggi e degli svantaggi. Essa ha, certamente, favorito e potenziato uno sviluppo accelerato dell’economia moderna, il quale, altrimenti, non sarebbe stato possibile. Ha reso il mondo molto più solidale, nel bene e nel male. Sullo sfondo di un mondo globalizzato, una crisi proveniente da un singolo settore, una singola nazione, finisce per coinvolgere se non, addirittura, travolgere tutti gli Stati. Il fenomeno in sé stesso, così come sviluppato, ha prodotto effetti prodigiosi, ma ha mostrato anche alcune carenze. Tra queste, innanzitutto, la mancanza di regole fisse; oggi, si usa parlare più di “Governance” che di “Government”, poiché, probabilmente, un vero Governo, investito di un potere sovranazionale, non è ipotizzabile oggi: sarebbe guidato dai più forti; ma quantomeno, ci dovrebbe essere l’elaborazione di modelli e di regole.
In ogni caso il nostro mondo si è evoluto con grande asimmetria. Vi sono meno analfabeti, meno persone non aventi accesso all’acqua potabile, forse, meno disoccupati nel mondo; ma, di tali benefici, ha usufruito, soprattutto, un 20-25% della popolazione mondiale, mentre, il restante 75-80% ne è rimasto escluso o ne ha avute soltanto le briciole. Per di più, adesso, c’è il rischio che la crisi, provocata, essenzialmente, dai Paesi forti, quindi dalle classi detentrici del potere economico e politico, venga fatta scontare, almeno in parte, anche dai Paesi poveri, i quali non hanno minimamente collaborato al suo scatenamento.


Nel corso del suo recente viaggio in Africa, Papa Benedetto XVI, ha inteso promuovere la dottrina sociale, e, in particolare, la solidarietà. Egli ha dichiarato che “La recessione africana è soprattutto di carattere etico, perché, dove manca l’etica, la morale, non può esserci correttezza nei rapporti”. Condivide l’affermazione del Papa? Pensa che l’Africa, in futuro, possa migliorare il proprio stato; intravede nuove disponibilità, nella lotta contro la corruzione, uno dei più grandi mali da sconfiggere?

Reputo che il bisogno di etica, valga per tutto il mondo, non solo per l’Africa. Ci si è resi conto che, in campo economico e finanziario, l’etica non può essere considerata un qualcosa di meramente esterno. Come il Papa sottolinea, nel suo messaggio a Gordon Brown in vista del G20, tenutosi a Londra all’inizio di aprile, essa deve apparire, come un qualcosa che si colloca anche all’interno del sistema economico. L’economia non viaggia per conto suo, necessita di qualche correttivo, inteso come imperativo etico di cui tener conto. L’etica è una dimensione fondamentale per tutta l’economia, se la si desidera maggiormente al servizio dell’uomo.
Considerando, più nello specifico, l’Africa, bisognerebbe innanzitutto valutare di quale Africa si parla. Dato che il Papa è andato in Camerun e Angola, si intende, soprattutto, l’Africa Nera. Non si parla del Nord Africa o del mondo arabo, pure assillato da molti problemi.
L’Africa subsahariana si presentava, fino a non molto tempo fa, come un continente, dal quale sembravano provenire, citando Giovanni Paolo II, “solo cattive notizie”. Ultimamente, direi che non è così. Non si tratta, però, unicamente, di un problema di etica. In Africa esistono problemi etnici con Paesi creati sulla carta, all’epoca della colonizzazione, in cui, furono unite etnie, che non avevano nulla a che spartire le une con le altre, e viceversa, ne furono separate altre, già accomunate da legami profondi. Permane un problema di strutture politiche, che, normalmente, non esistono, sono di tipo feudale, o, con piccole minoranze al potere, spesso sostenute dalle forze armate e prive di un legame reale con la popolazione. Tutto ciò, accompagnato da gravi problemi di corruzione, i quali esistono anche da noi, ma in maniera nettamente meno estesa; in Africa si verificano anche a causa delle manovre delle multinazionali di potenze estere, ex coloniali o meno, le quali usano molto la politica del “divide et impera”. Inoltre, i Paesi non vengono aiutati ad essere solidali tra di loro, tanto che spesso comunicano più facilmente con l’Europa, che non con gli Stati vicini.

...
Continua su Family Office n.3 - 2009
http://www.finanzaediritto.it/prodotti/abbonamento-family-office-2009-italia-211.html

 




            

Per essere sempre aggiornati su interviste e articoli di Salvini, Gianpaolo iscriviti alla nostra newsletter


Ultimi commenti degli utenti

Nessun commento







cfsrating



Powered by Share Trading
Everlasting