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Intervista a Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

5 Maggio 2009 - Autore: Redazione


Nato a Milano nel 1955, è laureato in Politica Economica e Finanziaria all’Università degli Studi di Milano. Sposato, ha due figli ed è Direttore Generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci dal 2001.
Ufficiale degli Alpini, ha un passato ventennale di imprenditore nel settore elettromeccanico in un'azienda di famiglia.
Ha ricoperto incarichi in Confindustria, in Assolombarda, componente del Consiglio Direttivo e del Comitato di Presidenza e Presidente dei Giovani Industriali.
È componente della Giunta e del Collegio dei Probiviri di Assolombarda.
È componente del Consiglio Scientifico del Centro Interdipartimentale di Ricerca e Servizi per i Beni Culturali dell’Università degli Studi di Milano. Università dove insegna, presso la Facoltà di Scienze, Progettazione e Gestione delle Organizzazioni per i Beni Culturali e che gli ha conferito nel 2001 la medaglia per meriti culturali.
Fa parte del “Gruppo di lavoro interministeriale per lo sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica” e del Comitato Scientifico per la Diffusione della Cultura Scientifica del Ministero dell’Università e della Ricerca.
È componente del board di ECSITE (European Collaborative far Science Industry and Technology Exhibitions), del Kuratorium del Deutsches Museum di Monaco di Baviera e di numerosi comitati scientifici. È componente del Giurì del Design - ADI (Associazione per il Disegno Industriale). Ha conseguito il “Premio Scientifico Capo d'Orlando” per il Management Museale per “l’impeqno dirigenziale capace di rilanciare il ruolo formativo del più importante museo scientifico italiano”. Il Premio rappresenta un pubblico riconoscimento a chi opera con grandi risultati nel mondo della ricerca multidisciplinare, nel settore della divulgazione e del giornalismo scientifico, nella direzione dei musei, nella promozione della scienza attraverso internet.


Lei è Direttore Generale dal 2001. Cosa significa custodire la memoria tecnologica di una nazione e rappresentare il museo più visitato nella Lombardia?

Custodire la memoria scientifica significa innanzitutto valorizzare il passato. Come Museo non siamo un semplice contenitore o dei normali custodi di opere d’ingegno e manufatti tecnico-scientifici – pur potendo contare su di un patrimonio di oltre 10.000 oggetti – e non siamo altresì solo una meta turistica, nonostante da due anni risultiamo appunto il museo più visitato della Lombardia e il primo museo scientifico in Italia.
La valorizzazione del passato ci permette poi di interpretare il presente e di guardare al futuro attraverso numerose forme e attività: siamo luogo di dialogo tra la comunità scientifica e i cittadini, un laboratorio culturale, uno spazio vivo in cui si realizzano visite guidate alle collezioni storiche, attività nei laboratori interattivi, progetti speciali a livello locale, nazionale e internazionale, mostre, spettacoli teatrali, conferenze, convegni, eventi, concerti, corsi di formazione, giornate e serate dedicate alle istituzioni, alle aziende e ai cittadini.
La nostra missione può essere sintetizzata in tre parole: “scienza è cultura”. La sostituzione della congiunzione “e” con il verbo “è” è profonda, sostanziale e non formale. Ed è alla base del nostro essere un luogo di scoperta, di esperienza, di comprensione e di ispirazione accessibile a tutti. Pensare e agire ogni giorno con un approccio interdisciplinare e trasversale è il nostro modo per raggiungere questo obiettivo e ribadire, appunto, che “scienza è cultura”. In particolare per le nuove generazioni.


Come poter competere con i musei e gli science center esteri? Che normative si possono implementare per favorire istituzioni come la vostra?

Non dobbiamo competere, ma collaborare. Nel portare avanti il nostro lavoro accanto all’attività svolta nel Museo abbiamo investito molto anche nei rapporti internazionali e nel processo di internazionalizzazione. Cito due esempi su tutti: il primo a medio e lungo periodo è il progetto “Milano Design City” – la cittadella del design e della cultura in fase di realizzazione nella Fiera Incheon (Corea del Sud) – promosso da Fiera Milano con la collaborazione del Comune di Milano. Il Museo ne fa parte insieme alle più importanti eccellenze milanesi presenti in Corea nel quadro di iniziative economiche, culturali e scientifiche nel biennio 2009-2011 (tra cui una mostra itinerante dedicata a Leonardo da Vinci promossa dal Museo) e in vista dell’Esposizione Universale del 2012.
Il secondo è la nostra partecipazione permanente a Ecsite (European Network of Science Centres and Museums, organizzazione che raccoglie circa 400 musei scientifici e science center di 30 nazioni europee, con l’obiettivo di promuovere la diffusione della cultura scientifica e tecnologica e favorire l’interazione tra scienza e società) di cui sono membro del Consiglio in rappresentanza del nostro Museo.
Ma l’elemento più importante è che grazie alla collaborazione internazionale – e non alla competizione fine a se stessa – e per quello che la nostra istituzione è arrivata a rappresentare in Italia, in Europa, ma anche a livello mondiale, dal 4 al 6 giugno 2009 abbiamo organizzato a Milano nel nostro Museo il convegno annuale di Ecsite. Circa 1.000 professionisti del settore si sono confrontati sulle esperienze più significative nell’ambito della comunicazione e della museologia scientifica internazionale sul tema da noi fortemente voluto dei “linguaggi” museali.
Sul fronte delle normative c’è molto da fare in termini di finanziamenti, di valorizzazione, di riconoscimento del patrimonio scientifico e tecnologico. Purtroppo la forma mentis italiana non si identifica con il binomio “scienza è cultura”, o vi si riconosce pochissimo. “Cultura” è per la quasi totalità considerata solo l’arte insieme ad altre discipline umanistiche.
Devo ammettere che qualcosa si sta muovendo – tra i miei incarichi ho anche quello di essere membro della Commissione interministeriale per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica e del Comitato scientifico per la diffusione della cultura scientifica (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) – ma tantissimo resta da fare. Compreso il fatto di realizzare norme e procedure che identifichino quelle realtà che contribuiscono realmente all’attiva valorizzazione del nostro patrimonio e che garantiscano investimenti a lunga scadenza per realizzare progetti efficaci e duraturi.


...
Continua su Family Office n.2 - 2009
http://www.finanzaediritto.it/prodotti/abbonamento-family-office-2009-italia-211.html

 




            

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