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Intervista a Deloitte su Ias/Ifrs e Basilea 2 - ottobre 2005

1 Gennaio 2007 - Autore: Redazione


In questa sezione viene riportata integralmente l’intervista che ci ha rilasciato Deloitte sul tema del rapporto tra imprese italiane e Basilea 2. In particolare vengono analizzati i temi delle relazioni tra banche e imprese dopo l’applicazione dei nuovi principi contabili internazionali Ias/ifrs e dopo l’introduzione dei nuovi accordi sul capitale. Hanno risposto Paolo Coppola, partner, area Financial Services, Audit Deloitte, Alessandro Mercuri, partner, area Financial Services, Consulenza Deloitte e Pierluigi Brienza, partner, responsabile area Financial Services, Consulenza Deloitte.

Potreste presentarci i servizi che Deloitte fornisce in merito all’applicazione dei nuovi standard contabili internazionali?

Risponde Paolo Coppola, partner, area Financial Services, Audit Deloitte
Deloitte è una organizzazione internazionale di servizi professionali in cui convivono diverse anime professionali. Il background professionale dei consulenti Deloitte comprende in molti casi un’esperienza operativa che li rende in grado di comprendere velocemente il business dei clienti e la natura delle loro esigenze operative.
­L’approccio multidisciplinare di Deloitte si esplica, per quanto riguarda l’assistenza nell’applicazione degli standard IAS, nell’offrire ai propri clienti competenze specialistiche di accounting, sui processi operativi e sui sistemi informativi. In funzione delle esigenze del cliente o di eventuali limitazioni ai servizi da offrire, l’intervento di Deloitte può spaziare dal mero supporto tecnico-contabile, alla ridefinizione della modellistica valutativa (temi come il fair value e l’impairment), alla revisione dei processi operativi, alla rivisitazione delle architetture informatiche e delle procedure; all’allineamento delle competenze delle risorse umane. ­
Inoltre, i servizi di Deloitte sono differenziati per area di applicazione degli IAS.
A questo scopo sono stati creati gruppi di lavoro misti con risorse del cliente, dedicati ai diversi argomenti da trattare, nei quali sono state coinvolte risorse di Deloitte con profili specializzati per l’area Finanza, l’area Crediti, il Controllo di Gestione, ecc. ­
Da ultimo, proprio per la trasversalità e la portata dei cambiamenti, Deloitte supporta i clienti con un fondamentale contributo di program management, che facilita il coordinamento delle numerose risorse e funzioni coinvolte all’interno del Gruppo Bancario.

In qualitĂ  di consulenti strategici delle imprese avete sicuramente il polso della situazione del mondo delle aziende. Pensate che le imprese italiane siano giĂ  preparate ai bilanci secondo i nuovi Ias/ifrs?

Risponde Paolo Coppola, partner, area Financial Services, Audit Deloitte
Il recepimento degli IAS non può avvenire “di colpo”: sarà il frutto di un processo che, per la portata soprattutto culturale che rappresenta, richiederà una lunga fase di transizione. Per questa ragione ritengo che le imprese italiane, ma non solo, saranno sì pronte a predisporre dei bilanci IAS, ma sarà necessaria una lunga fase di affinamento per consentire alle aziende di assimilare la logica sottostante questi nuovi principi.
Questo processo ha avuto uno svolgimento significativo già nella fase di preparazione alla conversione che le banche hanno avviato in momenti successivi, pertanto il grado di preparazione delle imprese italiane non potrà essere del tutto omogeneo. Tuttavia mi pare che il mondo bancario nel suo complesso abbia avviato il processo ormai da tempo e quindi mi attendo che tutti – pur con le distinzione appena citate – arrivino puntuali all’appuntamento.

Come giudicate gli effetti dell’introduzione degli Ias/ifrs in termini di trasparenza ed efficienza?

Risponde Alessandro Mercuri, partner, area Financial Services, Consulenza Deloitte
Sono convinto che la trasparenza e la confrontabilità dei bilanci bancari migliorerà significativamente. Per la considerazione appena formulata in merito ai tempi di assimilazione dei principi, però, temo che questo effetto non si avrà da subito. Ritengo che almeno da principio la lettura dei bilanci potrà risultare difficoltosa: sia perché anche la comunità finanziaria avrà bisogno di tempo per comprendere le nuove logiche, sia perché la cosiddetta “first time adoption” ha creato diversi problemi sotto molteplici aspetti (interpretazione dei principi, discontinuità di trattamento di alcune importanti voci di bilancio, ritrovamento di dati pregressi, ecc.). In futuro e progressivamente, a mano a mano che si consoliderà la prassi contabile, gli Ias consentiranno di trovare all’interno dei bilanci una nota integrativa ricchissima di informazioni e il “fair value” dell’azienda.

(continua)
articolo estratto dalla rivista Basilea 2, anno II (2005), numero 4
http://www.finanzaediritto.it/prodotti/rivista-basilea-2-n4-2005-27.html




            

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