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Intervista a Daniele Piccolo - Vicedirettore Generale di Banca Albertini Syz

6 Ottobre 2009 - Autore: Redazione


Quali sono i servizi e i costi dei servizi che offrite per i clienti nell’ottica del rimpatrio?

Lo scudo fiscale rappresenta una importante opportunità per le banche specializzate nel private banking in quanto è una delle poche occasioni (le altre sono le cessioni di impresa o di immobili e le quotazioni in borsa) in cui viene generato un flusso di masse aggiuntivo rispetto allo stock già gestito in Italia. Banca Albertini Syz si rivolge alla clientela che richiede un’assistenza professionale sul delicato tema dell’emersione delle attività offshore affiancando ai tradizionali servizi di gestione patrimoniale in cui è specializzata, una consulenza specifica, resa senza l’applicazione di specifiche commissioni. Ciò che sicuramente non faremo è attrarre clientela con politiche commerciali tese a pagare in tutto o in parte l’imposta straordinaria dovuta dal contribuente e generalmente compensata da prodotti “opachi” che non sono compatibili con i nostri principi di trasparenza nei confronti del cliente e di liquidabilità dei portafogli.


Avete predisposto una divisione ad hoc  sullo scudo fiscale con persone dedicate alla gestione dei patrimoni, consulenza legale e fiscale, help desk (…) ?

Tutto il team di private bankers di Banca Albertini Syz è stato formato per dare alla clientela un servizio già di base altamente professionale. Abbiamo inoltre promosso al nostro interno delle aree di specifica competenza nel settore legale, fiscale, fiduciario ed assicurativo per essere in grado di rispondere alle domande dei nostri clienti sia nell’ipotesi di rimpatrio che di regolarizzazione. Ovviamente abbiamo dei collegamenti forti con legali e fiscalisti per affrontare i temi più complessi. Tuttavia è importante che siano i private bankers a comprendere la natura e le implicazioni dei casi che la clientela ci prospetterà, anche parlando direttamente con i professionisti dei clienti, attivando di volta in volta le competenze interne e/o esterne per la soluzione dei diversi casi.


Anche gli imprenditori possono essere interessati a questa versione dello scudo?

Nonostante lo Scudo Fiscale Ter non sia accompagnato, al momento, da un condono che copra le imprese, non bisogna dimenticare che fra le prerogative del provvedimento c’è la non utilizzabilità dell’emersione come prova contro il contribuente. Inoltre considerando che  l’accesso alle informazioni in Paesi esteri che scatta per rogatoria quando l’evasione fiscale, superando un certo tetto, diventa di rilevanza penale, impone all’imprenditore di valutare con attenzione l’opportunità di proteggere la parte  offshore intestata a livello personale, pena l’applicabilità dell’inasprimento delle sanzioni previsto dalla norma che è veramente molto rilevante.


Quali sono le vostre previsioni sulla quantitĂ  dei patrimoni rimpatriati?

A nostro avviso ci sono i presupposti perché lo Scudo Fiscale Ter faccia emergere attività finanziarie e patrimoniali fra i 150 e i 250 miliardi di Euro.


Che differenze notate rispetto alle due precedenti versioni?

Aldilà delle poche differenze intrinseche al provvedimento, che peraltro non ci sembrano fondamentali per il successo, ciò che è molto diverso è il contesto nel quale si inserisce lo Scudo Fiscale Ter. Innanzitutto non siamo più in fase di change over della Lira in Euro e la clientela italiana che ha capitali offshore oggi investe in Euro e confronta le performance ed i costi con le banche domestiche che peraltro offrono una gamma di prodotti internazionali confrontabile con quella offshore. Vi è poi da dire che la lotta ai paradisi fiscali è oggi in atto da parte di tutti i Paesi più avanzati e sicuramente provocherà concessioni da parte di alcuni stati offshore. Queste, si aggiungono al fatto che l’Italia è in assoluto il vero paradiso fiscale degli investitori in strumenti finanziari con un aliquota del 12,50% di gran lunga inferiore all’euroritenuta applicata dai paesi come la Svizzera o il Lussemburgo che dal 2011 colpirà con un’aliquota del 35% (oggi è al 20%) le cedole tanto amate dagli investitori italiani. Per finire, in un contesto in cui la crisi sta determinando esigenze di cassa per alcuni e opportunità per altri, la disponibilità immediata dei fondi è un requisito  da non trascurare.

 

La redazione
www.finanzaediritto.it e Family Office

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Speciale Scudo Fiscale - La parola ai protagonisti
http://www.finanzaediritto.it/articoli/speciale-scudo-fiscale-ter-la-parola-ai-protagonisti-3830.html

Le interviste con lo speciale scudo fiscale e gli eventuali aggiornamenti dei protagonisti sono disponibili sulla Guida alla Tutela del Patrimonio 2009: http://www.finanzaediritto.it/guidatutelapatrimonio09.pdf

Gli approfondimenti e il confronto con gli operatori continua su Family Office n.4 - 2009 http://www.finanzaediritto.it/prodotti/abbonamento-family-office-2009-italia-211.html
 




            

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