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Intervista a Cesare Armellini - Presidente Consultique

6 Ottobre 2009 - Autore: Redazione


Quali sono i servizi e i costi dei servizi che offrite per i clienti nell’ottica del rimpatrio?

Perché l’adesione allo scudo possa conseguire i suoi effetti, occorre che ogni aspetto della vicenda del singolo contribuente sia attentamente vagliata, sia prima – al momento della valutazione circa l’opportunità di aderire - sia dopo - nella fase propriamente esecutiva. Non solo. Lo scudo, nella sua nuova versione, ha senso se, una volta rimpatriate o regolarizzate le attività detenute all’estero, si accompagna il cliente nella scelta ottimale degli investimenti, sia per le esigenze della famiglia che per quelle dell’azienda. Tutto ciò richiede la combinazione di una pluralità di servizi, che vanno da uno screening iniziale circa la fattibilità dello scudo e le problematiche che esso solleva, allo studio ed alla realizzazione del percorso di rientro, fino alla pianificazione ottimale dei successivi utilizzi. Come si vede, solo strutture professionali complesse come la nostra sono in grado di soddisfare simultaneamente tutte le esigenze della clientela. I costi, conseguentemente, dipendono dalla complessità dei singoli patrimoni da regolarizzare e delle successive esigenze di investimento. Non esistono, quindi, tariffe preconfezionate, piuttosto un lavoro sartoriale quale quello che proponiamo esige a sua volta tariffe tagliate su misura del singolo caso.


Avete predisposto una divisione ad hoc  sullo scudo fiscale con persone dedicate alla gestione dei patrimoni, consulenza legale e fiscale, help desk (…) ?

Quanto appena detto impone che professionisti di rami diversi collaborino nell’assistere la clientela in ogni fase dello scudo. Nella nostra struttura abbiamo integrato analisti finanziari con legali e commercialisti, provenienti da primari studi legali nazionali, esperti tanto sulle problematiche interne che internazionali, in grado di offrire una consulenza completa e di altissimo livello.


Anche gli imprenditori possono essere interessati a questa versione dello scudo?

Al di là di possibili - e finora solo ipotizzate - modifiche in corsa dello scudo, tali da estenderne la fruibilità anche alle imprese, allo stato vi è comunque un indubbio interesse delle persone fisiche imprenditrici ad avvalersene. Questo perché, nell’attuale situazione di crisi economica, almeno parte delle risorse scudate serviranno per finanziare le imprese e consentire loro di superare più rapidamente le secche della crisi. Il nostro team è, appunto, in grado di affiancare i soggetti interessati nella scelta dei percorsi ottimali per perseguire lo scopo, avendo naturalmente cura di preservare la condizione di assoluta riservatezza che lo scudo consente.


Quali sono le vostre previsioni sulla quantità dei patrimoni rimpatriati?

E’ difficile fare una previsione. Certo, il governo si attende numeri importanti per rimpinguare le casse dello Stato, tanto che si parla di un ricorso ai condoni fiscali nel caso di successo solo parziale dello scudo. Si prevedono, peraltro, cifre maggiori rispetto alla precedente edizione dello scudo, sia perché nel panorama di crisi famiglie e imprenditori che nel tempo hanno esportato capitali all’estero hanno bisogno di reimmetterli in circolo per colmare il generalizzato bisogno di liquidità, sia perché il forte incremento della cooperazione internazionale contro i fenomeni di evasione internazionale e l’inasprimento delle sanzioni previsto in concomitanza con lo scudo fanno sì che chi deciderà di non aderire rischierà, in caso di scoperta da parte del fisco, conseguenze negative assai pesanti.


Che differenze notate rispetto alle due precedenti versioni?

Salvo emendamenti migliorativi, lo scudo 2009 presenta luci e  ombre per i soggetti interessati. Le luci riguardano la possibilità di reimmettere in circolo denari che, se fossero rimasti all’estero, sarebbero stati di difficile utilizzo. Il costo (5% del capitale), più alto che nelle precedenti versioni dello scudo, è comunque assai vantaggioso, se parametrato con quanto il contribuente avrebbe dovuto pagare in caso di regolare dichiarazione. Certo, la copertura contro sanzioni tributarie e penali pare abbastanza ristretta rispetto al passato, senza dimenticare la norma che prevede l’utilizzabilità dello scudo a sfavore del contribuente nel caso di procedimenti di qualsiasi natura pendenti al momento dell’adesione. Nonostante ciò, mi pare che l’adesione allo scudo 2009 rimanga un’opportunità da vagliare con grande attenzione. L’ausilio di professionalità qualificate è in questo senso essenziale. Forme di scudo “fai da te” sono sconsigliabili, per le troppe variabili tecniche che il provvedimento reca con sé.

 

La redazione
www.finanzaediritto.it e Family Office

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Speciale Scudo Fiscale - La parola ai protagonisti
http://www.finanzaediritto.it/articoli/speciale-scudo-fiscale-ter-la-parola-ai-protagonisti-3830.html


Le interviste con lo speciale scudo fiscale e gli eventuali aggiornamenti dei protagonisti sono disponibili sulla Guida alla Tutela del Patrimonio 2009:
http://www.finanzaediritto.it/guidatutelapatrimonio09.pdf

Gli approfondimenti e il confronto con gli operatori continua su Family Office n.4 - 2009 http://www.finanzaediritto.it/prodotti/abbonamento-family-office-2009-italia-211.html
 




            

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