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Intervista a Carlo Sangalli - Presidente della Camera di Commercio di Milano - ottobre 2005

1 Gennaio 2007 - Autore: Redazione


La Camera di Commercio di Milano ha predisposto strumenti agevolativi e informativi per aiutare le imprese che ad essa fanno riferimento a familiarizzare con le novità previste dall´Accordo. Nel primo gruppo rientrano i finanziamenti stanziati per contributi a fondo perduto in aiuto alle imprese che vogliono analizzare le proprie effettive capacità economico-finanziarie e possibilità di ottenere rating. L´atteggiamento delle piccole medie imprese verso Basilea 2 è stato similare. Dopo un fase iniziale di incertezza, si nota adesso un miglioramento nella percezione che le piccole e medie imprese hanno delle conseguenze che l´applicazione degli accordi comporterà. La capillare attività di informazione cui sono state sottoposte inizia a dare i primi frutti.

Potreste presentarci i servizi e le iniziative che offrite in tema di finanziamenti e di formazione a supporto delle imprese per affrontare gli effetti di Basilea 2?

La Camera di Commercio di Milano ha predisposto strumenti agevolativi e informativi per aiutare le imprese che ad essa fanno riferimento a familiarizzare con le novità previste dall’Accordo. Nel primo gruppo rientrano i finanziamenti stanziati per contributi a fondo perduto in aiuto alle imprese che vogliono analizzare le proprie effettive capacità economico-finanziarie e possibilità di ottenere rating.
Per quanto riguarda il secondo aspetto sul sito della Camera di Commercio, all’indirizzo http://www.mi.camcom.it/, è disponibile il “Quick Test”, un esame gratuito sui dati di bilancio con cui l’impresa può misurare in maniera autonoma, veloce e diretta la propria situazione rispetto ai requisiti di Basilea 2. Inoltre, tramite l’azienda speciale della Camera di Commercio CEDCamera, abbiamo sviluppato dei prodotti, come la guida on-line Basilea 2 o la rubrica “l’esperto risponde”, che sono a disposizione delle imprese. Abbiamo anche avviato un’iniziativa congiunta con Banca Intesa, Centrale dei Bilanci e con il supporto organizzativo del Consorzio Camerale per il coordinamento dei mercati locali e dei servizi innovativi alle imprese. Si tratta di un percorso formativo e informativo che serve a preparare le piccole e medie imprese milanesi alle nuove condizioni ed articolazioni del mercato del credito

Come giudicate gli effetti dell’applicazione dei nuovi accordi in termini di rinnovata trasparenza nei rapporti tra banca e impresa?

Basilea 2, impegnando tutte le banche a misurare e a contenere il rischio cui sono sottoposte nell’erogare i crediti, porterà una notevole revisione dei rapporti banca-impresa. L’applicazione delle nuove regole imporrà innanzitutto alle imprese che intendono accedere al credito di comunicare con le banche con chiarezza, trasparenza e qualità. Le imprese dovranno produrre dati più numerosi e completi rispetto al passato. In alcune zone di Italia dove il credito è ancora in parte influenzato dalle relazioni interpersonali o dalla condivisa fiducia nella affidabilità e solvibilità dei singoli imprenditori, questo passaggio potrebbe essere più complicato.
Le banche, a loro volta, dovrebbero superare la mera logica della concessione del credito dietro garanzie reali ed iniziare a valutare, invece, con maggiore attenzione i progetti da finanziare. I modelli di rating che saranno predisposti dalle banche italiane potrebbero non limitarsi ad un esame quantitativo ma comprendere anche valutazioni di tipo qualitativo.
Questo permetterebbe al nostro sistema bancario di avvicinarsi di più al modello nord-europeo o americano che vede le banche spesso come il vero deus ex machina dietro idee e progetti innovativi. Si potrebbe arrivare a esempi di finanziamento di idee, a volte dagli straordinari riscontri economici. Ovviamente, una componente essenziale è quella umana.
Le nuove regole da applicare, da sole, non sono sufficienti. E’ altrettanto importante che chi dovrà esaminare e decidere in merito ad una richiesta di credito sia adeguatamente formato e professionalmente valido. Senza dimenticare il ruolo dei confidi, adesso in fase di profonda trasformazione, che nel corso degli anni hanno agevolato l’accesso al credito delle piccole e medie imprese e cui le camere di commercio italiane destinano notevoli risorse. Nel 2004 i contributi della sola Camera di Commercio di Milano hanno superato i 4 milioni e mezzo di euro.
In merito all’aumento della trasparenza, quindi, il nostro giudizio, sempre che siano adeguatamente garantiti i diritti di accesso al credito per le fasce deboli del sistema imprenditoriale, non può che essere positivo.

(continua)
articolo estratto dalla rivista Basilea 2, anno II (2005), numero 4
http://www.finanzaediritto.it/prodotti/rivista-basilea-2-n4-2005-27.html




            

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