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IMPRESE, SINDACATI E CONSUMATORI CHIEDONO UN 'BUONO PASTO ACT' CHE TUTELI MEGLIO IL SETTORE E GARE PIU' EQUE SUL MODELLO EUROPEO

25 Marzo 2015 - Autore: Redazione


Cancellare le gare con ribassi economicamente insostenibili, che arrivano fino al 20%, ricorrendo anche agli strumenti dati dalle nuove direttive europee in materia di appalti pubblici; mantenere e migliorare la normativa specifica per il settore dei buoni pasto, anche alla luce dell’imminente entrata in vigore della norma che incentiva l’utilizzo dei buoni pasto elettronici. È questo il nucleo della proposta che oggi Anseb, Fipe, Confcommercio, Cgil, Cisl, Uil, Cittadinanza Attiva, Adiconsum, Adoc, Federconsumatori, Movimento Consumatori, hanno presentato a Governo e Parlamento nel corso del convegno da loro organizzato ed intitolato “Buoni Pasto, gare sostenibili ed eque per l’intera filiera”, tenutosi presso il Senato della Repubblica.
 
Oggi le gare d’appalto della PA e delle altre grandi società a partecipazione pubblica e privata, infatti, vengono gestite con la logica del massimo ribasso premiando chi presenta lo sconto maggiore sul valore facciale del buono, anziché valorizzare proposte sulla qualità reale del servizio. Per correggere le patologie del sistema, che penalizza il commercio al dettaglio e la Gdo in termini di commissioni elevate e i consumatori per le frequenti ricadute negative sulla qualità dell’offerta e sul pieno riconoscimento dell’importo del buono pasto, Anseb sta lavorando anche con le principali organizzazioni della Grande Distribuzione (Coop, Conad e le associate Federdistribuzione) per definire un protocollo d’intesa in grado di mettere in campo politiche ed azioni congiunte.
 
“Chiediamo al Governo e al Parlamento di approntare un Buono Pasto Act – dichiara Franco Tumino, Presidente Anseb – che garantisca il mantenimento e il miglioramento di una legislazione specifica per il settore. La scelta fatta con la legge di Stabilità 2015 di portare a 7 Euro, a partire dal prossimo 1 luglio, la decontribuzione per i datori di lavoro e la defiscalizzazione per i lavoratori per il solo buono pasto elettronico, si sta rivelando un potente motore di modernizzazione che faciliterà la trasparenza del sistema del buono pasto e che può rendere il nostro Paese il più avanzato in Europa in questo settore. Questa fase di trasformazione del mercato – aggiunge Tumino - rafforza ulteriormente la necessità di una disciplina specifica del settore e di regole per gli appalti in grado di mettere anche un freno ai ribassi insostenibili che si vedono. Con il 20% di sconto è, infatti, impossibile assicurare sia l’equità per tutti gli attori della filiera che la salvaguardia del valore facciale del buono in mano al consumatore”.
 
Imprese, sindacati e consumatori chiedono, per questo motivo, che l’Italia utilizzi le possibilità date dalle nuove direttive europee sugli appalti che consentono agli Stati membri di escludere le gare al massimo ribasso per determinati settori. “E auspichiamo – conclude Tumino – che il Legislatore impedisca in ogni modo l’elusione di tali restrizioni”.
 
 
 




            

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