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IL CLASSICISMO ECLETTICO DI ELSA MARTIGNONI

16 Giugno 2015 - Autore: Redazione


Concertista dalla formazione classica, Elsa Martignoni ha reinterpretato il suono del violino, creando melodie su un groove elettronico. Artista a tutto tondo, si esibisce in orchestra, ma predilige le performance che le permettono di stare sulla stessa lunghezza d’onda del pubblico. Conosciamola più da vicino con un’intervista vis à vis.

Elsa Martignoni, violin live performer, ha saputo plasmare ed elaborare con eclettismo generi musicali estremamente diversi fra loro. Come nasce e si evolve il suo percorso di concertista e artista?
Con la musica ho creato prestissimo un legame indissolubile. Avevo 5 anni quando ho cominciato il pianoforte e 8 il violino, subito mi è parso naturale ascoltarla e studiarla, ho amato fin dall’inizio questo linguaggio chiamiamolo “astratto” che si dissolve appena terminata la nota ma che rimane attraverso l’ascolto, impressa nel cuore e nella mente come un messaggio di emozioni ed immagini. Ho conseguito tutti gli studi accademici in Conservatorio e appena diplomata sono subito entrata in Orchestra, dove mi sono formata professionalmente ed artisticamente. E’ stata una grande scuola di vita, per dieci anni sono stata a contatto con i più grandi direttori del mondo, ho svolto tournée anche all’estero e ho studiato ed esplorato praticamente tutto il repertorio sinfonico della storia della musica, bagaglio che mi ha aiutato e suggerito molto nel mio valicare le frontiere della musica classica che ho conseguito poco dopo.
In contemporanea all’attività orchestrale, qualche anno dopo, in modo spontaneo e totalmente casuale, sono entrata in contatto con il mondo dell’improvvisazione e del crossover ed anch’esso l’ho sentito subito mio. Ho iniziato ad interagire con uno strumento super classico come il violino su basi pop, house e commerciali creando melodie mie su un groove elettronico ma di grande effetto, e questo è piaciuto molto al mio pubblico ed anche a me! Da lì ho cominciato a seguire la vena più elettronica ed a sperimentare sempre più sonorità nuove, creando un mio stile che tutt’ora funziona. Senza la mia esperienza classica non sarei riuscita a fare quella elettronica, per me una cosa non esclude l’altra e tutt’oggi sono entrambe inseparabili parti di me.

L’esplorazione di nuove sonorità nel connubio classico-elettronico rientra nello stile innovativo che l’ha resa protagonista di un palcoscenico internazionale. Cosa significa per lei interpretare il suono del violino?

Il violino è per antonomasia uno strumento molto difficile, e per raggiungere un livello buono di esecuzione ci vogliono anni e ore ed ore di studio quotidiano. E’ stato ed è tutt’ora la mia scelta di vita, credo che sia come una vocazione, cioè una volta che hai capito che è dentro di te e che è quello che vuoi fare veramente nella vita, non te ne liberi più. Feste, vacanze, week-end con gli amici sfumati, vita privata sacrificata per raggiungere sempre i migliori risultati e superare me stessa, è una sfida.
Così come è stata una sfida imporre appunto uno strumento classico sul groove da dj, con i miei effetti e l’amplificazione. Molti all’inizio non capivano, abituati al sax o tromba, strumenti pop per eccellenza, ma appena ascoltavano si ricredevano sorpresi. Per me avere un bel suono, creare quella sonorità che coinvolge il pubblico catturandolo con la sua magia, è l’obiettivo primario, senza il quale tutto sarebbe un fallimento. Ed è per questo che ogni volta che attacco il suono su una base, un tappeto armonico e ritmico incalzante, diffondo una melodia e le persone mi guardano sorridendo, ottengo la cosa che mi rende più felice.

Elsa è producer di musica raffinata presso eventi aziendali, opening e matrimoni, oltre che violinista orchestrale. Quali sono le occasioni che danno più spazio alla sua creatività?
Indubbiamente suonare per gli eventi sulle mie basi significa creare veramente sinergia tra suono e movimento, e complicità tra me ed il pubblico. Amo vivere la musica e far sì che anche il pubblico la viva con me.  Suonare in orchestra implica in un certo senso una barriera tra il pubblico e chi suona, come se il primo avesse un timore reverenziale del secondo che a mio parere rende meno coinvolgente l’esecuzione. Penso di lasciarmi andare di più come solista.

Ci sono nuovi progetti a cui sta lavorando di cui può darci delle anticipazioni?

Sto lavorando già da diverso tempo alla produzione di un mio cd. Ancora non è definita la data di uscita, ma mi farà piacere tenervi informati. Sarà un cd in grado di esprimere la mia ecletticità, anche in modo autobiografico, con il violino su basi inedite con groove deep, house, funky e influenze etniche dei paesi che ho visitato durante la mia carriera e che mi hanno fatto crescere sia come persona che artista. Sulla base di tale cd, spero di poter fare dei concerti live, accompagnata da altri strumentisti, cosa che reputo anche più completa ed interessante.

Claudia Chiari
 




            

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