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GRUPPO BIESSE: ESPERIENZA, INNOVAZIONE E KNOW-HOW PER UNO SVILUPPO COSTANTE E SOSTENIBILE. Intervista a tuttotondo con Alberto Amurri, Financial Manager e Investor Relator di Biesse

11 Aprile 2012 - Autore: Redazione


Il Gruppo Biesse, attivo dal 1969, si propone dall’inizio in modo innovativo nel settore della produzione di macchine per la realizzazione di mobili. Un percorso fatto di scelte coraggiose e investimenti nella ricerca che hanno portato a delineare una realtà sempre più articolata, all’avanguardia in Italia e all’estero, tanto da esser stata segnalata attraverso la nostra Survey come potenziale finalista della seconda edizione del Premio Internazionale Le Fonti del prossimo 28 giugno. Il Gruppo Biesse è attento all’ambiente e ha adottato un impegno a favore della sostenibilità. Ne abbiamo parlato con Alberto Amurri, Financial Manager e Investor Relator di Biesse.

 

Il Gruppo Biesse opera nel settore della produzione di macchine sofisticate e ad alta tecnologia per la realizzazione di mobili. Qual è il vostro core business?

Attualmente, il Gruppo Biesse è composto da tre principali Divisioni business, dove in particolare quelle relative al Legno- Vetro e  Pietra producono sistemi integrati e macchine a controllo numerico.

La terza Divisione - meccatronica - cura la progettazione e la produzione, sia per il Gruppo Biesse sia per il mercato esterno, di componenti tecnologicamente avanzati ad alta precisione e, in particolare, elettromandrini, controlli numerici e software che azionano macchinari e motori.

Produciamo macchine per la lavorazione del legno nella seconda trasformazione finalizzati produzione di mobili per la casa, ufficio, negozi. Cerchiamo d esser flessibili e diversificare la  produzione anche in settori diversi ovviamente,  avendo oltretutto come cliente  principale il Gruppo Ikea rimaniamo “accostati” al settore “mobili”.

 

 

Nel 2007 Biesse ha iniziato la sua trasformazione verso la Lean Production. Di cosa si tratta?

Si tratta di un cambiamento epocale per un’ azienda meccanica del nostro tipo. Abbiamo cominciato a produrre con un sistema ricalcato su  che ricalca quelle che sono le filosofie di Toyota e Porsche. Un innovativo concetto di azienda, stile “automobilistica”, modellato su  un’organizzazione snella, che produca just in time, con la capacità di essere più lean e leggeri nella parte produttiva e modulare la velocità e l’entità di produzione rispetto alla domanda. Così facendo, c’è un grande-vantaggio costo ed una fisiologica riduzione del capitale circolante netto.

 

 

Biesse ha adottato un impegno attivo a favore della sostenibilità ambientale, nonostante il presidente della Commissione Sviluppo sostenibile di Confindustria, abbia di recente affermato che «Non è né semplice né scontato il percorso verso la sostenibilità ambientale» …

Biesse ha intrapreso una rivisitazione completa dei suoi prodotti con l’obiettivo di abbassare l’impatto ambientale e ottenere maggior durata delle macchine, flessibilità, risparmio energetico e massima riciclabilità dei componenti. a linea aziendale è sempre stata improntata alla tutela e allo sviluppo del benessere delle persone e al rispetto dell’ambiente, ma convengo sul fatto che non sia facile fare coesistere le prospettive di crescita e di sviluppo con una sostenibilità accettabile . Noi ci stiamo provando e stiamo facendo di tutto per contenere le nostre cattive abitudini, che già ora sono state ridotte al minimo.

 

 

La Germania ha stabilito che nel 2050 l’80% della produzione di energia sarà fornita da fonti rinnovabili. Lontana anni luce dal perseguimento di tali risultati l’Italia, dove mancano scelte coraggiose. Perché nel nostro Paese, nonostante tutto, il settore non riesce a crescere?

Accanto alle fonti energetiche tradizionali, fonte di grande dispendio di risorse, esistono delle fonti energetiche più ecologiche e rinnovabili, le cosiddette energie rinnovabili, purtroppo ancora poco usate e sfruttate, e credo sia principalmente un problema di mentalità. Noi abbiamo in corso progetti importanti per trovare ed attivare fonti alternative da affiancare a quelle più tradizionali.

Stiamo pensando di utilizzare la nostra vasta superficie coperta (Pesaro) per iniziative che vanno proprio verso questa nuova direzione.

 

 

Di cosa avrebbe bisogno il mondo dell’imprenditoria in questo momento di congiuntura negativa?

Le strategie possono essere tante. Nel nostro settore in particolare, un indicatore leading della domanda ed un principale driver di crescita è la fiducia dei clienti, cioè il bisogno di trovare stabilità e positività specialmente in un outlook di breve termine. Quando il mercato è attraversato da incertezze, questo si ripercuote anche sugli  investimenti in beni strumentali. La strategia è pertanto mantenere  “stabilità” anche nei momenti più difficili;  allora la cosa migliore da fare è ridare fiducia al mercato.

 

 

Veniamo alla dibattuta questione dell’accesso al credito per le aziende. Unicredit ha affermato che stanzierà 40 miliardi per aiutare le imprese e anche il governatore di Bankitalia Visco ha dichiarato che gli istituti italiani sono ora in buona salute e possono fare la loro parte.  Lei cosa ne pensa?

Mi sembrano dichiarazioni non legate alla realtà. . Il sistema creditizio nei nostri confronti è sempre stato favorevole e bendisposto, ma si dimostra ancora “ostile” verso potenziali clienti che, quando vanno a chiedere dei finanziamenti finalizzati all’acquisto dei nostri macchinari, trovano spesso porte chiuse o prezzi inaccessibili. Ciò dimostra che il sistema creditizio, specialmente nella parte “bassa” del mercato,  non è assolutamente attivo ed efficiente. Le dichiarazioni di intenti sono un primo passo, ma c’è ancora molta strada da fare affinché queste affermazioni si concretizzino.

 

 

Quale è la vostra strategia di mercato per ottenere i migliori risultati?

Nel nostro settore ciò che premia soprattutto è portare sul mercato delle innovazioni tecnologiche rilevanti e con frequenza costante. Noi investiamo molto in ricerca e sviluppo, perché pensiamo che questo sia il modo migliore per battere la concorrenza e guadagnare quote di mercato sia nella fascia “alta che in quella “bassa”.  La strategia è andare in tutte le direttrici geografiche utilizzando tutta la tecnologia di cui siamo capaci per dare maggiore competitività e soluzioni innovative che migliorino i processi dei nostri clienti.

 

 

Quali sono le vostre prospettive per il futuro?

Abbiamo approvato a febbraio un piano triennale che vede una crescita media dei ricavi di oltre il 6% per cui siamo abbastanza fiduciosi di cogliere una ripresa di tutti i nostri mercati internazionali. Ci sono buone prospettive per un ritorno ad una redditività in linea con quella che storicamente il Gruppo ha sempre ottenuto quale presupposto indispensabile per creare valore in maniera costante e sostenibile.

 

 

 

 

Sara Tamburini

 




            

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