fxdemo
FinanzaeDiritto sui social network
20 Maggio 2019  le interviste  |  professionisti  |  chi siamo  |  forum  |  area utenti  |  registrati

            




'BASTA CON L'EGEMONIA USA: SERVE UNA PERSONA COMPETENTE ALLA GUIDA DELLA BANCA MONDIALE'. Il duro richiamo di Jeffrey Sachs, Consulente Speciale del Segretario Generale dell'ONU per gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio

27 Febbraio 2012 - Autore: Redazione


 NEW YORK – Il mondo si trova ad un bivio: o la comunità unirà gli sforzi per combattere la povertà, l’esaurimento delle risorse ed il cambiamento climatico, oppure si troverà ad affrontare una generazione di guerre per le risorse, di instabilità politica e distruzione ambientale.

La Banca mondiale, se guidata in modo adeguato, può svolgere un ruolo chiave per evitare queste minacce ed i rischi che comportano. La posta in gioco a livello globale sarà molto alta in primavera con l’elezione da parte dei 187 paesi membri del nuovo presidente che succederà a Robert Zoellick alla fine del suo mandato a luglio.

La Banca mondiale fu istituita nel 1944 per promuovere lo sviluppo economico, e ormai quasi tutti i paesi ne fanno parte. La sua missione principale è ridurre la povertà globale ed assicurare che lo sviluppo globale sia sicuro dal punto di vista ambientale e inclusivo da un punto di vista sociale. Il raggiungimento di questi obiettivi non solo migliorerebbe le vite di miliardi di persone, ma potrebbe prevenire conflitti violenti alimentati dalla povertà, dalle carestie e dalle lotte per le scarse risorse.

I funzionari americani hanno da sempre considerato la Banca mondiale come un’appendice della politica estera e degli interessi commerciali degli Stati Uniti. Il fatto che la sede si trovi a pochi isolati dalla Casa Bianca in Pennsylvania Avenue ha reso molto più semplice agli USA dominare l’istituzione. Ora diversi paesi membri, tra cui Brasile, Cina, India e molti altri paesi africani, stanno alzando la voce in favore di una leadership collettiva e di una strategia migliore che funzioni per tutti.

A partire dall’istituzione della banca ad oggi, secondo una regola non scritta il governo statunitense ha designato ogni singolo nuovo presidente: tutti gli 11 presidenti della banca sono stati infatti finora americani e nessuno di loro era esperto di sviluppo economico, ovvero la missione principale della banca, o con una carriera di lotta alla povertà e promozione della sostenibilità ambientale. Per contro, gli Stati Uniti hanno selezionato banchieri di Wall Street e politici per fare in modo, presumibilmente, che le politiche della banca fossero adeguatamente in linea con gli interessi commerciali e politici statunitensi.

Ciò nonostante, tale politica sta ora avendo un effetto controproducente sugli Stati Uniti e sta seriamente danneggiando il mondo. A causa dell’assenza per lungo tempo di una competenza strategica ai vertici, la banca non ha avuto una direzione chiara. Molti progetti hanno tenuto conto degli interessi aziendali degli Stati Uniti piuttosto che dello sviluppo sostenibile. La banca ha inaugurato molti progetti di sviluppo, ma ha risolto troppo pochi problemi globali.

La leadership della banca ha imposto per troppo tempo i principi statunitensi, spesso del tutto inappropriati per i paesi e le persone più povere. La banca ha sbagliato, ad esempio, nel contesto dell’esplosione delle pandemie di AIDS, tubercolosi e malaria negli anni ’90, non riuscendo a fornire aiuto dove era necessario limitare queste epidemie e salvare milioni di vite.

Ancor peggio, ha appoggiato il pagamento dei costi da parte degli utenti e le spese per i servizi sanitari mettendo la possibilità di salvarsi la vita al di fuori della portata dei più poveri, ovvero proprio di coloro che più ne hanno bisogno. Nel 2000, durante il vertice sull’Aids tenutosi a Durban, ho suggerito l’istituzione di un nuovo “Fondo Globale” per contrastare queste malattie proprio visto che la Banca mondiale non stava facendo il suo lavoro. Il Fondo Globale per combattere l’Aids, la tubercolosi e la malaria è stato istituito e ha salvato da allora milioni di vite; solo in Africa le morti sono diminuite almeno del 30%.

Allo stesso modo la banca ha poi perso una serie di opportunità importanti per sostenere i piccoli proprietari terrieri e agricoltori di sussistenza e, più in generale, per promuovere uno sviluppo rurale integrato nelle comunità rurali di Africa, Asia e America latina. Per circa 20 anni, approssimativamente tra il 1985 ed il 2005, la banca si è opposta all’uso ben collaudato di un sostegno mirato a favore dei piccoli proprietari terrieri per permettere agli agricoltori di sussistenza impoveriti di migliorare i raccolti ed uscire dallo stato di povertà. Più recentemente, la banca ha aumentato il sostegno ai piccoli proprietari terrieri, ma c’è ancora molto che si potrebbe e si dovrebbe fare.

Il personale della banca è altamente professionale e sarebbe in grado di realizzare molto di più se liberato dagli interessi e dalla prospettiva limitata degli Stati Uniti. La banca ha il potenziale per trasformarsi in un catalizzatore del progresso nelle aree chiave che delineeranno il futuro del mondo. Le sue priorità dovrebbero comprendere la produttività agricola, la mobilitazione dell’informatica per lo sviluppo sostenibile, l’utilizzo di sistemi di energia a basso tenore di carbonio ed un sistema educativo di qualità per tutti grazie all’uso di nuove forme di comunicazione in grado di raggiungere milioni di studenti mal serviti.

Le attività della banca toccano oggi tutte queste aree, ma la banca stessa non è in grado di fornire una leadership efficace in nessuna di queste. Nonostante le competenze del personale, la banca non è stata finora né abbastanza strategica né sufficientemente abile a diventare attore del cambiamento. Ripristinare il ruolo corretto della banca comporterà un duro lavoro e richiederà competenze specifiche ai vertici.

Ancor più importante, il nuovo presidente della banca dovrebbe avere un’esperienza diretta sull’ampia gamma di sfide urgenti poste dallo sviluppo. Il mondo non dovrebbe accettare lo status quo. Un leader della Banca mondiale che venga di nuovo daWall Street o dalla politica statunitense sarebbe un duro colpo per un pianeta che ha bisogno di soluzioni creative alle complesse sfide dello sviluppo. La banca ha bisogno di un professionista valido pronto ad affrontare le grandi sfide dello sviluppo sostenibile sin dal primo giorno.

 


Jeffrey D. Sachs è professore di economia, direttore dell’Earth Institute presso la Columbia University e Consulente Speciale del Segretario Generale ONU per gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.




 

Traduzione di Marzia Pecorari

 

© Project Syndicate, 2012




            

Ultimi commenti degli utenti

Nessun commento













Powered by Share Trading
Everlasting

activtrades