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DOPO 'VADA A BORDO, CAZZO!' LIPSIADESIGN LANCIA 'SOFFRO LO SPREAD'. Intervista a Stefano Ramponi, titolare delle società di e-commerce e gestione web LipsiaSoft e LipsiaShop

19 Gennaio 2012 - Autore: Redazione


Dal nome del fuoco d’artificio più potente per il Capodanno appena trascorso, a quello del cagnolino che invade ogni sera il bancone di «Striscia la notizia». Per non parlare di quotidiani, testate online, telegiornali e programmi di approfondimento di qualsiasi genere, dal fashion alla cucina, tra un maccherone e una tagliatella di nonna Pina. È la parola in assoluto più utilizzata, verrebbe da dire in tutte le salse, da almeno sei mesi a questa parte: è «spread».

 

Ecco che allora un team di giovani creativi che sta inanellando un successo dopo l’altro ha deciso questa mattina, giovedì 19 gennaio, di dedicare la sua «t-shirt del giorno» al differenziale più odiato dagli italiani. Sul sito della LipsiaDesign è infatti disponibile la maglietta «Soffro lo spread», costo 13 euro. Lo slogan, corredato da un indice al ribasso, sembra ricalcare nell’enunciato un noto motivetto di qualche anno fa dei Velvet dove, ancora ignari di quel vocabolo inglese che oggi tormenta i nostri sonni, c’era un più scontato «stress». L’assonanza c’è e anche parte della sostanza. Sì, perché l’ansia da prestazione dei titoli di Stato italiani rispetto a quelli tedeschi sta facendo stressare l’intero Paese.

 

“Questo concetto, per molti astratto – spiega Stefano Ramponi, giovane titolare della società varesina di e-commerce e sviluppo gestionale di siti web LipsiaShop e LipsiaSoft – continua a condizionare la vita degli italiani. Da mesi ormai il termometro dello spread è al centro di politiche di governo, di analisi finanziarie e purtroppo della vita reale. Aumentano le tasse, sale il prezzo dei carburanti, scendono i consumi, le famiglie arrancano e tutti danno la colpa al famigerato spread. Dietro questa parola, però, si nasconde anche altro. L’evidenza che il potere della finanza ha ormai condizionato la vita reale.  «Soffro lo spread» diventa così il messaggio che abbiamo pensato per riportare l’attenzione sulle persone. Sulle loro difficoltà. E soprattutto sui giovani, sempre più costretti a fare i conti con l’assenza di lavoro».

 

Le società di Ramponi, appena 26enne, co-fondate insieme a Davide D’Agostino e rese più competitive grazie a un team giovane e creativo, vantano in pochi anni di attività già diversi brillanti risultati: dall’accordo con i principali brand che si occupano di gadget legati al marchio Apple ad altre magliette originali e quanto mai attuali come quella seguita alla morte di Steve Jobs e l’ultima sul naufragio della Costa Concordia che riprende il forte monito del Capitano De Falco al Comandante Schettino: «Vada a bordo, cazzo!». Questa maglietta ha fatto conquistare alla LipsiaDesign un record di visite al portale, la vendita di un centinaio di pezzi, oltre al prolificare di emulazioni e al rimpallo mediatico dell’iniziativa.


Soffro lo spread diventa l’allarme e, insieme, il grido di riscatto di una generazione – ha proseguito Ramponi - che non vuole rassegnarsi a subire in silenzio le decisioni dei «grandi». E per questo manifesta. In maniera calma, ma ferma, tutto il suo disagio. Un disagio creativo: «Soffro lo spread», quindi esisto. Quindi sono. Siamo vivi e vogliamo farci sentire. Questa t-shirt è per noi!».

 

 

Alessia Liparoti




            

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