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DECRETO ANTICRISI: prime anticipazioni

25 Novembre 2011 - Autore: MIRELLA COLCELLI - Commercialista


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Ultimi commenti degli utenti

possibile mai che tutti i governi italiani ogni qualvolta che si insediano debbano aumentare le tasse e inventare nuove alchimie per depredare le tasche dei lavorato onesti? possibile mai che questi sindacati di merda e mercenari non facciano mai niente? e il PD che fa? governo monti pensaci prima di continuare su questa strada non prendere la via di quel cialtrone di GIULIANO AMATO i tempi sono cambiati e soprattutto smetti di rubare a piene mani come hai fatto finora e stai continuando a fare gli italiani si sono rotti i coglioni a pagare i vostri privilegi togliendosi il pane duro e secco di bocca per dARLO A VOI parassiti di merda

25 Novembre 2011 ore 17:42:23 - olix serotto

Sono due le misure fiscali che l'Esecutivo si appresta a presentare al prossimo Cdm. Sul fronte 'avere': ritorno dell'Ici sulla prima casa, rivalutazione delle rendite catastali, aumento dell'Iva e lotta all'evasione (tracciabilità dei pagamenti). Per la patrimoniale in versione soft ancora tutto è incerto. Pesa il no del Pdl. Sulla colonna 'dare' il fisco punta a ridurre il peso dell'Irap sul costo del lavoro. Allo studio ci sarebbe la possibilità di ampliare la no tax area Irap o un intervento sulla sua percentuale, oggi fissata al 10%, di deduzione ai fini delle imposte dirette. Per sostenere la crescita e la capitalizzazione delle imprese si pensa anche al ritorno della Dual income tax che prenderebbe il nome di 'aiuto alla crescita economica'. Il pacchetto semplificazioni prevede la riduzione degli oneri amministrativi a carico di imprese e cittadini e un piano di deburocratizzazione e di liberalizzazione dei servizi.

29 Novembre 2011 ore 15:37:15 - Luciano Chiari

Sulla patrimoniale si tratta; sull'IVA si frena. Sulla possibilità di ridurre il peso dell'IRAP sul costo del lavoro e sull'anticipo del premio fiscale per la capitalizzazione delle imprese, l'Economia studia le strade più efficaci e meno dispendiose. Sullo sfondo restano stabili le quotazioni per un ritorno dell'ICI come una sorta di super-IMU sulla prima casa e per la rivalutazione delle rendite catastali. Sul pacchetto fiscale il Governo scoprirà le carte soltanto alla fine quando lunedì prossimo, a mercati chiusi, saranno approvate le misure per fronteggiare la recessione già prevista per il 2012 e per sostenere la crescita. Ma anche davanti ai nuovi sacrifici che verranno chiesti ai contribuenti la parola d'ordine resta l'equità. E sull'equità si gioca la possibilità di introdurre una prelievo soft sui grandi patrimoni. Il fascicolo è aperto e le soluzioni proposte e ancora allo studio dell'Economia sono più di una. Tutte con un comune denominatore: un prelievo di pochi punti millesimali strutturale su patrimoni il cui valore supera almeno il milione di euro. L'Assonime aveva ipotizzato un prelievo sui patrimoni dell'un per mille. Le imprese nel loro manifesto di fine settembre avevano chiesto una tassazione dell'1,5 per mille sui patrimoni oltre un milione e mezzo. Sul fronte dell'IVA si potrebbe invece registrare una frenata. Le perplessità maggiori arrivano dal fatto che l'aumento dell'Iva, già speso in parte ad agosto con il rialzo dal 20 al 21 dell'aliquota ordinaria, almeno sulla carta era tra le voci di finanziamento della delega fiscale. Trova sempre più conferme l'idea di anticipare, rispetto ai tempi della delega fiscale, il ritorno nel nostro ordinamento di un premio fiscale alla capitalizzazione. Una riedizione rivista e corretta, ma soprattutto semplificata, della Dual Income Tax che prenderebbe il nome di A.C.E. (Aiuto alla Crescita Economica) prevedendo l'esclusione dalla base imponibile di quanto corrisponde al rendimento figurativo degli apporti di capitale. Un bonus fiscale per le imprese che puntano alla capitalizzazione e che potrebbe favorire la crescita dimensionale delle imprese o eventuali quotazioni senza un eccessivo ricorso all'indebitamento. (Fonte: Il Sole 24 Ore)

1 Dicembre 2011 ore 09:43:57 - Luciano Chiari

Un pacchetto casa da 6 miliardi. Oltre al ritorno dell'ICI sulla I casa, comunque progressiva, e la rivalutazione delle rendite catastali, ci sarà anche una mini-patrimoniale. Il sacrificio sulla casa chiesto ai contribuenti avrebbe comunque un obiettivo dichiarato dallo stesso premier Mario Monti in Parlamento: tassare gli immobili per ridurre il Fisco su imprese e lavoratori. Le maggiori entrate, infatti, oltre a contribuire inevitabilmente al rispetto dei saldi di finanza pubblica, dovranno supportare i nuovi sforzi chiesti all'Italia per far fronte alla nuova emergenza «crescita». L'ipotesi di una revisione delle aliquote IRPEF, avanzata da alcune Agenzie di stampa, è stata smentita a Il Sole 24 Ore da Palazzo Chigi. Resta allo studio l'aumento dell'IVA, in tutte le forme con un aumento di un punto percentuale delle due aliquote agevolate (4 e 10 per cento) o, in alternativa, di due punti su quella ordinaria del 21 per cento. Ma resta il fatto che l'IVA rappresenta ancora la principale forma di finanziamento della riforma fiscale e dunque della clausola di salvaguardia del 2012 per il pareggio di bilancio. L'introduzione di un prelievo sul patrimonio immobiliare che possa superare le resistenze politiche del P.d.L. passerebbe dunque per una sorta di super-ICI sulle seconde e terze case. In sostanza l'imposta comunale sugli immobili crescerebbe al crescere del valore del patrimonio immobiliare del contribuente, ossia al numero di beni posseduti e al loro classamento. Il pacchetto casa comunque sia ruoterà soprattutto sul ritorno di una tassazione dell'abitazione principale con il ripristino dell'ICI sulla I casa. E per assicurare maggiore equità del prelievo - rivisto e corretto prima dal centrosinistra e successivamente abolito nel 2008 dal centrodestra proprio per le sue sperequazioni ? l'ICI sull'abitazione principale sarà accompagnata da una serie di detrazioni legate al reddito, alla composizione del nucleo familiare del contribuente o alla presenza di anziani o disabili. A completare il pacchetto casa è la rivalutazione delle rendite catastali: oggi i valori dei beni immobiliari sono rivalutati ai fini del prelievo fiscale del 5 per cento (fissato nel lontano 1996). L'ipotesi sarebbe quella di elevare questo moltiplicatore al 15 per cento o, a seconda delle esigenze di cassa, anche fino al 20 per cento. (Fonte: Il Sole 24 Ore)

3 Dicembre 2011 ore 10:20:39 - Luciano Chiari



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