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Cresce il PMI dell'eurozone

2 Maggio 2018 - Autore: Redazione


La crescita della produzione nell'Eurozona rallenta ancora all'inizio del secondo trimestre. L'indice PMI risulta di 56,2 ad aprile, dato leggermente maggiore delle aspettative e del mese precedente (entrambi 56,0). Gli aumenti più lenti dei nuovi lavori e dell'occupazione hanno compensato un guadagno leggermente più forte della produzione.  L'avvio del secondo trimestre ha visto un ulteriore rallentamento del tasso di crescita nel settore manifatturiero dell'eurozona. L'ultimo indice PMI è sceso al minimo di 13 mesi a 56,2 di aprile. Nonostante continui a segnalare un solido tasso di espansione, la ripresa ha perso slancio perché il PMI ha raggiunto il livello record a dicembre del 2017. Cinque delle otto nazioni coperte (Paesi Bassi, Germania, Italia, Spagna e Grecia) hanno registrato tassi di crescita più lenti rispetto al mese precedente. Il tasso di espansione nel settore dei beni di consumo è aumentato, cosi come la produzione  è cresciuta ad un ritmo leggermente più veloce rispetto a marzo. Le aziende hanno attribuito il costante aumento dei livelli di organico alla solida crescita dei nuovi ordini e della produzione. Tutte le nazioni coperte dall'indagine hanno riportato un aumento dell'occupazione nel mese di aprile. Le espansioni più forti sono state registrate nei Paesi Bassi, in Austria e in Germania, e le più deboli in Spagna. Per quanto riguarda i dati storici, negli ultimi 5 anni, il valore massimo del Pmi dell’eurozona di 60,6 è stato raggiunto, come accenato sopra, a dicembre dell’anno scorso. Invece il minimo di 47,8 risale a maggio del 2013.




            

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