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CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA - Conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Bruxelles

13 Luglio 2009 - Autore: Fispmed Onlus


CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA

Conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Bruxelles
(18 e 19 giugno 2009).

ESTRATTO

III. Cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile

28. È giunto il momento che la comunità internazionale attui gli impegni necessari per contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2ºC. Con una risposta coerente alle sfide poste da cambiamenti climatici e crisi economica e finanziaria si apriranno nuove opportunità e sarà possibile passare a un'economia sicura e sostenibile a bassa emissione di CO2,capace di generare la crescita e di creare nuovi posti di lavoro.

29. L'Unione europea fa appello ancora una volta a tutte le parti affinché cooperino al fine di raggiungere un accordo globale e ambizioso alla conferenza di Copenaghen e intensifichino i negoziati in tal senso. Sottolinea l'importanza delle riunioni internazionali ad alto livello al fine di portare avanti le discussioni e confida che le prossime riunioni del Major Economies Forum e del G8 apportino un contributo positivo al processo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Per promuovere questo processo globale l'UE ha intensificato il dialogo bilaterale sui cambiamenti climatici con i principali partner internazionali, tra l'altro nei recenti vertici con il Canada, la Cina, il Giappone, la Repubblica di Corea, la Russia e gli Stati Uniti.

30. L'Unione europea è pronta a svolgere un ruolo guida in questo processo. Da parte sua, ha assunto l'impegno ambizioso e giuridicamente vincolante di ridurre entro il 2020 le emissioni di gas a effetto serra del 20% rispetto ai livelli del 1990. Se gli altri paesi sviluppati si impegneranno a conseguire riduzioni comparabili delle emissioni e i paesi in via di sviluppo contribuiranno adeguatamente in funzione delle rispettive responsabilità e capacità, l'Unione s'impegnerà, conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2008, a portare il suo impegno al 30%. Gli sforzi che l'UE si attende entro il 2020 dai paesi sviluppati e dai paesi in via di sviluppo, specialmente da quelli più avanzati, sono specificati nelle conclusioni del Consiglio del marzo 2009.

31. Il Consiglio europeo approva le conclusioni del Consiglio del 9 giugno 2009. Tutti i paesi, ad eccezione dei meno avanzati, dovrebbero contribuire al finanziamento della lotta contro i cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo, in base ad un criterio di contribuzione universale, complessivo e specifico. Una delle principali constatazioni finora emerse dai lavori preparatori in sede di Consiglio è che la capacità contributiva e la responsabilità delle emissioni dovrebbero costituire i principi fondamentali dei contributi1. L'Unione europea riconosce l'entità degli sforzi necessari e, pur sottolineando il ruolo primario del finanziamento privato, farà la sua parte nel sostegno pubblico internazionale alle azioni di mitigazione e di adattamento, in particolare nei paesi meno avanzati. I meccanismi di finanziamento dovrebbero per quanto possibile avvalersi degli strumenti e istituzioni esistenti - se necessario riformati. Occorre assicurare meccanismi di finanziamento efficienti, efficaci ed equi. Ciò implica l'attuazione di strategie complessive di sviluppo a basse emissioni di carbonio da parte dei paesi in via di sviluppo e l'istituzione di un sistema globale per misurare, rendicontare e verificare le azioni di mitigazione in tali paesi.

32. Il Consiglio europeo si compiace dell'intenzione della presidenza entrante di elaborare, in stretta cooperazione con la Commissione, un programma di lavoro che assicuri un margine di tempo sufficiente per il coordinamento e il processo decisionale all'interno dell'UE prima delle importanti riunioni internazionali intese a preparare la conferenza di Copenaghen di dicembre. Invita la Commissione a presentare quanto prima proposte, anche in materia di finanziamento, ed esprime la propria disponibilità, fatta salva l'evoluzione dei negoziati internazionali, a prendere le decisioni appropriate su tutti gli aspetti del finanziamento nella riunione di ottobre.

33. Lo sviluppo sostenibile resta uno degli obiettivi fondamentali dell'Unione europea, che si articola nelle dimensioni economica, sociale e ambientale. Il Consiglio europeo invita il Consiglio ad esaminare la relazione della Commissione sull'attuazione della strategia per lo sviluppo sostenibile, al fine di concordare al più presto le azioni da attuare in via prioritaria.

34. Il Consiglio europeo rivolge un appello a portare avanti rapidamente i lavori inerenti alla comunicazione della Commissione sulla regione del Mar Baltico, ai fini dell'adozione di una strategia sulla regione del Mar Baltico nella riunione dell'ottobre 2009. Al riguardo, il Consiglio europeo plaude al piano d'azione sull'interconnessione del mercato energetico del Baltico quale contributo fondamentale al miglioramento della sicurezza energetica dell'Unione. Invita inoltre la Commissione a presentare una strategia dell'UE per la regione danubiana entro la fine del 2010.

35. La sicurezza dell'approvvigionamento energetico continua ad essere una priorità per l'Unione europea. Il Consiglio europeo prende atto con preoccupazione dei potenziali problemi per l'approvvigionamento di gas proveniente dalla Russa attraverso l'Ucraina. Esso è convinto che tutte le parti onoreranno i loro impegni al fine di evitare la ripetizione dell'interruzione dell'approvvigionamento di gas all'UE e ai suoi Stati membri. Il Consiglio e la Commissione continueranno a monitorare e valutare attentamente la situazione e riferiranno al Consiglio europeo ove opportuno. A tal riguardo riveste grande importanza per l'UE continuare ad esprimersi all'unisono con i suoi partner, sulla base dei risultati raggiunti alla conferenza sull'energia tenutasi a Budapest, Sofia e Praga. Alla luce di quanto sopra il Consiglio europeo accoglie con favore l'accordo raggiunto dal Consiglio riguardo alla direttiva riveduta sulle scorte di petrolio e attende la rapida presentazione, da parte della Commissione, della direttiva sulla sicurezza dell'approvvigionamento di gas affinché possa essere raggiunto un accordo quanto prima. Nella riunione di ottobre il Consiglio europeo farà il punto sui progressi raggiunti riguardo alle infrastrutture e interconnessioni energetiche nonché ai meccanismi di crisi, in linea con gli orientamenti convenuti nel marzo scorso.

V. Relazioni esterne

41. Il Consiglio europeo accoglie con soddisfazione il varo del partenariato orientale. Ribadisce di essere convinto che sia importante e reciprocamente vantaggioso per l'UE e i partner orientali dare ulteriore attuazione a questa iniziativa, sia nella sua dimensione bilaterale che in quella multilaterale, contribuendo ad apportare prosperità e stabilità ai cittadini di tutti i paesi coinvolti. Esorta la Commissione e le presidenze entranti a proseguire i lavori conformemente alla dichiarazione congiunta del vertice di Praga del 7 maggio 2009.

42. Il processo di pace in Medio Oriente resta una delle massime priorità per l'UE nel 2009. Il Consiglio europeo avalla le conclusioni adottate nella sessione del Consiglio del 15 giugno.


COUNCIL OF THE EUROPEAN UNION

Extract  from PRESIDENCY CONCLUSIONS
(18/19 June 2009).

III. Climate change and sustainable development

28. The time has now come for the international community to make the commitments needed to limit global warming to under 2°C. A coherent response to the challenges posed by both climate change and the economic and financial crisis will open up new opportunities and make it possible to move to a safe and sustainable low-carbon economy capable of generating growth and creating new jobs.

29. The European Union once again calls on all parties to cooperate in reaching an ambitious and comprehensive agreement at the Copenhagen Conference and to speed up the pace of negotiations to this end. It underlines the important role of high-level international meetings in advancing discussions and looks forward to a positive contribution from the forthcoming Major Economies Forum and G8 meetings to the United Nations Framework Convention on Climate Change process. To build up this global process the EU has intensified its bilateral dialogue on climate change with key international partners, including at recent summits with Canada, China, Japan, the Republic of Korea, Russia and the USA.

30. The European Union stands ready to play a leading role in this process. It has itself entered into an ambitious and legally binding commitment to reduce its greenhouse gas emissions by 20% by 2020 compared to 1990 levels. Provided that other developed countries commit themselves to comparable emission reductions and that developing countries contribute adequately according to their responsibilities and respective capabilities, the Union is committed, in line with the December 2008 European Council conclusions, to increase its commitment to 30%. The efforts the Union expects of the developed countries and the developing countries, especially the most advanced among them, by 2020 are set out in the conclusions of the Council of March 2009.

31. The European Council endorses the conclusions of the Council of 9 June 2009. All countries except the least developed should contribute to the financing of the fight against climate change in developing countries on the basis of a universal, comprehensive and specific contribution key. One of the main findings of preparatory work in the Council up to date is that the main principles of contribution should be the ability to pay and the responsibility for emissions.1 The European Union recognises the scale of the effort required and, while underlining the primary role of private financing, will contribute its fair share of international public support for actions for mitigation and adaptation, particularly in the least developed countries. Financing mechanisms should as far as possible build on existing - and, if necessary, reformed - instruments and institutions. Efficient, effective and equitable financing mechanisms must be ensured. This implies the putting into place of comprehensive lowcarbon development strategies by developing countries and the establishment of a comprehensive system to measure, report and verify mitigation actions in these countries.

32. The European Council welcomes the intention of the incoming Presidency to develop, in close cooperation with the Commission, a work programme to ensure that there is sufficient time for internal EU coordination and decision-making prior to important international meetings which will prepare the December Copenhagen Conference. It invites the Commission to table proposals, including on financing, as soon as possible and is prepared, subject to developments in international negotiations, to take the appropriate decisions on all aspects of financing at its October meeting.

33. Sustainable development remains a fundamental objective of the European Union, encompassing an economic, a social and an environmental dimension. The European Council invites the Council to examine the Commission's progress report on the implementation of the Sustainable Development Strategy with a view to agreeing as soon as possible on the actions which should be implemented with priority. This is without prejudice to the internal EU burden-sharing, which will be determined in good time before the Copenhagen Conference.

34. The European Council calls for work to be taken forward rapidly on the Commission's communication on the Baltic Sea region with a view to adopting a Strategy on the Baltic Sea Region at its meeting in October 2009. In this connection, the European Council welcomes the Action Plan on Baltic Energy Market Interconnection as a major contribution to enhancing the energy security of the Union. It also invites the Commission to present an EU strategy for the Danube region before the end of 2010.

35. Security of energy supply continues to be a priority for the European Union. The European Council notes with concern potential problems concerning gas supply from Russia via Ukraine. The European Council is convinced that all parties will honour their commitments in order to avoid repetition of disruption of gas supply to the EU and its Member States. The Council and the Commission will continue to carefully monitor and assess the situation and will report to the European Council whenever appropriate. In this respect, it is of major importance for the EU to continue speaking with one voice with its partners, building upon the results achieved at the energy conference in Budapest, Sofia and Prague. With a view to the above, the European Council welcomes the agreement reached by the Council on the revised Oil Stocks Directive and looks forward to prompt presentation of the Security of Gas Supplies Directive by the Commission with a view to reaching agreement as soon as possible. At its October meeting, the European Council will take stock of progress regarding energy infrastructures and interconnections as well as crisis mechanisms, in line with the orientations it had agreed last March.

V. External relations

41. The European Council welcomes the launch of the Eastern Partnership. It reiterates its conviction that further implementation of this initiative, in both its bilateral and multilateral dimensions, is important and mutually beneficial to the EU and the Eastern Partners, helping to bring prosperity and stability to citizens of all countries involved. It calls upon the Commission and incoming Presidencies to continue their work in line with the Joint Declaration of the Prague Summit of 7 May 2009.

42. The Middle East Peace Process remains a top priority for the EU in 2009. The European Council endorses the conclusions adopted at the Council meeting of 15 June.




            

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