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Commercialisti e Avvocati: addio agli esami di stato

5 Luglio 2011 - Autore: Dott. LUCIANO CHIARI - Commercialista
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Ultimi commenti degli utenti

Finalmente la liberalizzazione delle professioni!!! Era ora che si sopprimesse l'esame di stato, un inutile reiterazione per chi è in possesso di adeguata Laurea e ha già dimostrato, sul piano teorico, di capire qualcosa della materia studiata all'università. Dopo il Tirocinio sarà finalmente il Mercato a decidere chi merita di esercitare qualsiasi professione!!!Era ORA!!!

13 Luglio 2011 ore 11:17:22 - Franco Testi

Aggiornamento del 14 luglio 2011 Gli ordini non saranno aboliti. Al momento il "mercato delle professioni" resterà così come è. Dopo una lunga riunione a Palazzo Madama, con il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il Ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto, il MInistro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani ed il relatore sulla manovra economica Gilberto Pichetto Fratin, il contestatissimo emendamento che introduceva nel testo della manovra l'art. 39-bis intitolato "Liberalizzazioni delle attività professionali e d'impresa" è stato ritirato, mentre è stato riformulato un comma 1-bis all'articolo 29 che concede, genericamente, al Governo l'onere di formulare alle categorie "proposte di riforma in materia di liberalizzazione". Il nuovo emendamento contiene anche una sorta di clausola di salvaguardia: trascorsi 8 mesi dall'entrata in vigore della manovra, evidentemente senza nulla di fatto, "tutto ciò che non sarà regolamentato sarà libero". Staremo a vedere gli sviluppi.......

15 Luglio 2011 ore 11:41:25 - Luciano Chiari

vedi art.: http://www.ragionierieprevidenza.it/cpro/fun/CPMrrnwv.jsp

18 Luglio 2011 ore 10:04:10 - Luciano Chiari

19 LUGLIO 2011 - Il Presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Claudio Siciliotti, prende carta e penna ed interviene sulla discussa questione relativa all'abolizione degli ordini professionali. Occorre - dice Siciliotti - ammodernare il modello ordinistico ed i singoli ordinamenti professionali nell'interesse del Paese e non, invece, lasciarli immutati nell'interesse di chi concepisce la professione come una rendita di posizione, oppure annientarli nell'interesse di chi vuole incorporare le professioni sotto il proprio già ampissimo cappello di rappresentanza sindacal-categoriale. Il Guardasigilli Alfano nei mesi scorsi aveva intrapreso una strada di collaborazione e dialogo. I suoi silenzi di questi giorni fanno riflettere. Ma ancor di più fa riflettere come mai in manovra arrivino ipotesi normative in palese contrasto con l'azione politica da lui sin qui condotta. Il Paese ha bisogno di riforme e di chiarezza.

19 Luglio 2011 ore 11:00:05 - Luciano Chiari

Con le nuove disposizioni inserite nella legge di conversione è stata di fatto sostituita la norma che prevedeva la liberalizzazione delle professioni. Infatti, per diventare commercialisti o avvocati non sarebbe stato più necessario sostenere l?esame di stato, conseguentemente il possesso del titolo di studio universitari adeguato e lo svolgimento del praticantato previsto per l?esercizio di tali professioni, (tre anni per i commercialisti e due anni per gli avvocati) sarebbe stato sufficiente per ottenere l?iscrizione all?albo. In particolare, le disposizioni del DL 98/2011 ?manovra correttiva?? avrebbero abolito l?esame di stato per l?iscrizione all?albo delle professioni ordinistiche assieme ad alcuni limiti al libero esercizio delle professioni tra cui: - il divieto di fissazione e l?assunzione di qualsiasi carattere obbligatorio delle tariffe adottate dai professionisti; - il divieto di pubblicità; - la possibilità per i professionisti di costituire società professionali di capitali, ad oggi vietata; - la possibilità di esercitare imprese commerciali o partecipare a più di un?impresa; - l?abolizione del numero chiuso dei professionisti; - la revisione dei minimi contributivi, con eventuali misure compensative di categoria a favore dei giovani; - la possibilità di anticipare lo svolgimento del praticantato durante il corso di studi. In sede di conversione - dopo un acceso dibattito con le rappresentanze delle professioni - tali norme sono state eliminate e pertanto la riforma delle professioni è stata rimandata. Si ricorda che relativamente alla ?soppressione?? dell?esame di Stato, il CNDCEC ha ribadito il proprio dissenso in relazione ai contenuti del prospettato DDL sulle professioni, cui si sono associati i principali sindacati di categoria. Il CNDCEC ha chiarito che il divieto di prevedere numeri chiusi o programmati, il divieto di porre restrizioni alla pubblicità e la piena derogabilità delle tariffe minime rappresentano ipotesi che fanno già adesso parte della realtà della loro professione. E proprio i commercialisti, lo scorso ottobre 2010, in occasione del loro ultimo Congresso nazionale, hanno presentato un disegno di legge per l'introduzione di società professionali che favorissero l'aggregazione tra professionisti, contemplando anche la presenza di soci di capitale. Secondo quanto precisato dal CNDCEC, infatti, in assenza di precise disposizioni legislative, la professione di commercialista ha provveduto a riformarsi da sé precedendo numerose delle disposizioni che ora vengono annunciate quali ?novità??. Tali riforme, però, non devono in ogni caso demolire l?affidabilità del rigoroso percorso di formazione a cui sono sottoposti i dottori commercialisti ed esperti contabili: da qui un secco ?no?? alla soppressione dell?esame di stato per l?iscrizione all?albo degli stessi professionisti. La formazione garantita dalla disciplina attualmente vigente, secondo quanto precisato dal Presidente del CNDCEC, rappresenta il culmine del percorso di tutela dell?utenza del quale l'esame di Stato è tappa imprescindibile, ?anche in forza di quanto previsto da quell'art. 33 della Costituzione che, all'occorrenza, non mancherà certo di essere fatto valere nelle opportune sedi giurisdizionali??.

19 Luglio 2011 ore 19:19:09 - Luciano Chiari






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