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Come è cambiato il ruolo dei Fondi di Private Equity per le PMI - Quali Opportunità?

23 Ottobre 2012 - Autore:


Nell’immaginario degli Imprenditori (non tutti, soprattutto quelli sopra i 50 anni, che hanno fondato l’azienda o l’azienda è di famiglia da anni) un Fondo di Private Equiy è un “mero speculatore finanziario, che non capisce nulla del mio business e vuole solo guadagnarci vendendo poi la mia azienda”

Questa visione sconta un passato molto aggressivo dei fondi (alcuni) con un approccio “industriale” nullo, che hanno fatto operazioni di Leverage Buy Out, comprendo una azienda e facendola crescere a debito, e trovandosi ad oggi aziende (spesso ancora in portafoglio) cresciute di fatturato ma con un rapporto Sales/Debito Finanziario pari a 1:1

Il mondo è però cambiato negli ultimi anni e così l’approccio dei fondi (soprattutto alcuni), che:

       Valutano con molta attenzione gli aspetti di business dell’azienda (settore, posizionamento strategico, possibilità di farla crescere in maniera equilibrata e sana [non a leva, se non in piccola parte]

       Hanno grandi competenze di business al loro interno

       Perseguono uni sviluppo equilibrato dell’azienda, sano e con una vera creazione di valore

       Guardano con attenzione le PMI (fatt da 5 a 25/50 mio), perché hanno capito che il vero valore sta nel far crescere Piccole/Medie aziende di eccellenza (di cui l’Italia è piena)

…Warren Buffett ha insomma lasciato il segno….

Altri aspetti sono fondamentali per questa tipologia di Fondi:

1.      Riconoscono che il valore dell’Azienda sta principalmente nell’Imprenditore

e nella sua capacità di aver messo in piedi una società che ben funziona. L’imprenditore è il driver dell’investimento. (azienda buona, in settore buono, se non ha imprenditore eccellente non investono).

Ne consegue che non entrano nelle decisioni strategiche dell’azienda, lasciano mano libera all’Imprenditore.

L’unica cosa che chiedono (ma la chiederebbe qualsiasi socio) è di condividere alcune scelte strategiche importanti, un piano strategico, e di riservarsi la possibilità (come ogni socio) se le cose vanno male di poter intervenire per salvare “la baracca”.

2.      Entrano con quote di Minoranza

Una volta prediligevano (anche per operazioni di Expansion) maggioranza. Oggi si rendono conto che minoranza meglio (meno soldi = più investimenti). Ovviamente si riservano (come detto prima) il diritto di poter intervenire in caso di disastro (e spesso mettono una persona di loro fiducia come CFO… ma voi non lo fareste… sapendo come sono gli imprenditori Italiani…? ;-)

3.      Rendimento atteso dall’Investimento più basso

Si accontentano di un rendimento atteso (Ritorno sul loro capitale Investito = Equity messo in Azienda) molto più basso.

Questo significa che vi è la concreta possibilità per l’Imprenditore (se lo desidera) di riacquisirsi le quote dell’azienda

Per molti imprenditori questo potrebbe essere un elemento fondamentale, anche se a ben vedere, l’imprenditore può continuare ad avere “in mano” la sua azienda anche non con il 100%, poiché – come l’ingesso in Borsa – l’azionista di Riferimento (chi ha le competenze) è quello che tiene in mano l’azienda.

Per maggiori informazioni: paolo.cirani@arkios.it; paolo.pescetto@arkios.it, alberto.dellaricca@arkios.it

Oppure: www.arkios.it, www.arkios.co.uk, Oppure per scaricare il Company Profile di Arkios Italy: http://www.arkios.it/images/ArkiosItaly_CompanyPresentation2012.pdf




            

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