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CEDOLARE SECCA SUGLI AFFITTI: a chi conviene ?

25 Gennaio 2011 - Autore: Dott. LUCIANO CHIARI - Commercialista


www.studiochiari.com

 

CEDOLARE SECCA SUGLI AFFITTI

A chi conviene ?

 

La cedolare secca sugli affitti, nell’ultima versione del DLgs. in materia di federalismo municipale, con una doppia aliquota (23% per i contratti a canone libero e 20% per quelli agevolati, c.d. “concordati”) equiparerebbe, in pratica, il trattamento fiscale dei due tipi di contratti. Secondo uno studio di Confedilizia, infatti, diventerebbe conveniente solo per i locatori con un reddito superiore a 28.000 euro. Lo studio riepiloga le caratteristiche della nuova misura prevista e ne calcola gli effetti sull’IRPEF. La cedolare secca dovrebbe sostituire:

-          IRPEF;

-          addizionali regionale e comunale IRPEF;

-          imposta di registro: per i contratti concordati, nei Comuni ad alta densità abitativa, dal 2011, mentre per quelli liberi, dal 2012;

-          imposta di bollo.

Nella tabella in calce si evidenziano le conseguenze che l’applicazione della cedolare secca sugli affitti avrebbe sull’IRPEF, sia per i contratti liberi (quattro anni più quattro, a canone libero), sia per quelli concordati (tre anni più due, a canone calmierato), per i locatori che opteranno per il passaggio al nuovo regime. Lo studio di Confedilizia, per rendere in modo più immediato l’idea dell’effetto della misura sui contribuenti, ipotizza un canone di locazione pari a 100.

Si ricorda che la base imponibile è costituita:

-         nell’attuale regime fiscale, dal canone di locazione al netto della deduzione del 15% e, per i contratti agevolati, dell’ulteriore deduzione del 30%;

-       nel regime fiscale della cedolare secca, dall’intero canone di locazione. Confedilizia precisa che nella cedolare sono incorporate le addizionali regionale e comunale IRPEF, l’imposta di registro (sin da subito per i contratti concordati e dal 2012 per i contratti liberi) e l’imposta di bollo.

Dalla tabella emerge come il locatore cominci a risparmiare, optando per il nuovo regime, solo quando il suo reddito supera 28.000 euro, in proporzione sempre maggiore, sia nel caso di aliquota al 23%, sia al 20%. Su un canone mensile di 1.000 euro, ad esempio, nel caso di un canone libero si avrà un risparmio di 93 euro in meno di IRPEF nella fascia di reddito tra i 28.000 e i 75.000 euro di reddito; nel caso, invece, di un canone concordato, sempre di 1.000 euro al mese, il risparmio sarebbe pari a circa 26 euro.

È però ancora aperta la discussione sul DLgs. in materia di federalismo municipale. Infatti, la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale ha espresso parere favorevole sul testo così com’è stato modificato. Il relatore La Loggia ha ricordato le modifiche introdotte. In merito alla cedolare secca sugli affitti, disciplinata dall’art. 2 dello schema di DLgs., oltre ad alcune modifiche di carattere formale, si stabilisce di conservarne la natura di tributo statale e di devolvere ai Comuni una quota del relativo gettito. Tale quota, che può essere periodicamente incrementata, sarà fissata con decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze d’intesa con la Conferenza Stato-città sulla base dei trasferimenti suscettibili di fiscalizzazione, che saranno corrispondentemente ridotti. Oltre alla doppia aliquota e alla previsione che il gettito derivante dalla maggiorazione del 3% confluisca, fino ad un massimo di 400 milioni di euro annui, in un fondo destinato a finanziare le detrazioni per gli inquilini con figli a carico, il testo prevede di modificare il campo di esclusione dall’applicazione della cedolare secca, stabilendo che essa possa utilizzarsi anche per le locazioni di unità immobiliari ad uso abitativo effettuate da enti non commerciali, che ora risulterebbero invece esclusi dal nuovo istituto.

L’Ufficio di Presidenza dell’ANCI aveva, però, “bocciato” l’ultima versione del decreto e richiesto un incontro urgente e la convocazione di una Conferenza Unificata straordinaria per discutere e modificare gli aspetti non ancora soddisfacenti. Nel corso della seduta della Commissione, Mario Baldassarri di Futuro e Libertà ha annunciato la presentazione di emendamento al DL n. 225 del 29 dicembre 2010 (c.d. “Milleproroghe”), con cui si dispone una proroga di sei mesi del termine (21 maggio 2011) per l’esercizio della delega prevista dalla L. n. 42/2009. Anche il Partito democratico si è associato nella necessità di una riflessione più approfondita sul testo, di fatto modificato, per poter ottenere la più ampia condivisione possibile.

Dopo una prima chiusura alle richieste di ANCI e opposizione, il Ministro Calderoli ha aperto a qualche giorno in più di approfondimento tecnico sul provvedimento, a patto che non sia un modo per allungare i tempi.

 

Tabella

Cedolare secca, gli effetti sull’IRPEF:

 

Contratti liberi - Canone di locazione = 100

Scaglione di reddito

IRPEF

Cedolare secca del 23%

Fino a 15.000 euro (23%)

19,55

23

Tra 15.000 euro e 28.000 euro (27%)

22,95

Tra 28.000 euro e 55.000 euro (38%)

32,3

Tra 55.000 euro e 75.000 euro (41%

34,85

Oltre 75.000 euro (43%)

36,55

Contratti agevolati (c.d. “concordati”) - Canone di locazione = 100

Scaglione di reddito

IRPEF

Cedolare secca del 20%

Fino a 15.000 euro (23%)

13,68

20

Tra 15.000 euro e 28.000 euro (27%)

16,06

Tra 28.000 euro e 55.000 euro (38%)

22,61

Tra 55.000 euro e 75.000 euro (41%)

24,39

Oltre 75.000 euro (43%)

25,58



 

 





            

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