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TCW, in previsione mercati disordinati per tutto il 2019

14 Marzo 2019 - Autore: Linda Tommasi


"La nostra convinzione è che si verifichino nuovi episodi di volatilità e trading disordinato per tutta la durata del 2019", così il Portfolio Manager di TCW, Craig Blum.

Il rincaro dei dazi, scaturito dalla guerra commerciale tra Cina e Usa, avrebbe creato il disordine facendo aumentare anticipatamente la domanda di petrolio. Gli effetti dello shutdown, inoltre, non sono stati ancora compresi dai mercati e questo innesca l’incertezza nel breve periodo.

"Un eccesso di cautela può presentare a sua volta dei rischi: se si verificasse un rialzo imprevisto dell’economia, i gestori con un beta più ridotto potrebbero finire rapidamente in fondo alla classifica delle performance - ha continuato il Portfolio Manager TCW - gli evidenti problemi attuali hanno un’importanza relativa e finiscono per passare in secondo piano, rispetto alle politiche della banca centrale’’.

Gli eventi long tail sono interessanti da analizzare, anche se è evidente la difficoltà nel prevederne le tempistiche, ‘’riteniamo che una strategia ponderata di process execution sia fondamentale per affrontare la fase in arrivo’’, ha tenuto a precisare Blum.

La situazione di fragilità attuale, ivi incluso il disordine nei mercati finanziari, avrebbe origine in alcuni eventi passati e nell’incertezza riguardo al livello da considerare neutrale per i tassi Fed. È proprio sulle scelte di politica monetaria che è proiettato il focus degli operatori, in quanto potrebbero innescare un’inversione del ciclo economico. Come accennato, inoltre, la situazione odierna sarebbe solo una conseguenza di scelte passate.

"Il tightening dei mercati dei prestiti interbancari, tramite il rialzo del tasso dei fed funds al fine di arginare l’attività eccessiva, è una conseguenza. La causa, cioè l’errore che ha reso necessaria tale misura, è stata mantenere i tassi a breve termine vicino allo zero per 87 mesi, da settembre 2008 a dicembre 2015, e permettere che i mercati degli asset si gonfiassero ben più di quanto necessario a contenere la crisi del 2008’’, ha infine concluso Craig Blum.




            

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