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Le pubbliche amministrazioni possono cambiare?

3 Agosto 2018 - Autore: Redazione


E’ stata “cambiamento” la parola chiave dell’evento ‘Milano e Bologna due Municipi Open’. Giornata di incontro e confronto tra due delle eccellenze amministrative del Paese sotto la regia della nota società di consulenza Forma del Tempo (FDT).  L’evento è stato organizzato dal Comune di Milano, coordinato da Forma del Tempo e patrocinato da AIDP (Associazione Italiana Direzione Personale).
Quello che è emerso.

Il cambiamento
Il cambiamento è individuale, delle persone o dei loro capi, ma anche dell’organizzazione complessiva.
<<Soprattutto un cambiamento di cultura – ha affermato Paolo Bruttini, presidente di Forma del Tempo – Dal 2014 insieme a tanti amici e studiosi abbiamo sviluppato un pensiero sulle imprese moderne, partendo dall’Open Leadership Manifesto, imprese che nascono e si sviluppano nello spirito della Rete. Si può essere anche direttori o dirigenti, ma ugualmente favorire i processi collaborativi, credere e dare valore alle dinamiche bottom up, all’auto-organizzazione. Questo è il cambiamento più rilevante negli ultimi anni>>.
 
Apertura al nuovo anche per le PA
Apertura al nuovo che gradualmente comincia a investire anche la PA, e che trova nei municipi di Milano e di Bologna due dei principali esempi.
<< Abbiamo intrapreso un importante processo di innovazione che  muove tutte le leve della gestione Hru, dalla selezione alla formazione alle nuove modalità agili di lavoro>>, le parole di  Valerio Iossa, responsabile Risorse Umane del comune di Milano. Gli fa eco Mariagrazia Bonzagni, Capo Area Personale e Organizzazione del comune di Bologna, raccontando la sperimentazione nel capoluogo emiliano del metodo WOL. Un’azione di sviluppo e di change management che si concretizza in un programma di supporto a gruppi (WOL Circle) che dura 12 settimane e che consente alle persone, “lavorando ad alta voce” di abbattere i silos dell’organizzazione, praticare il lavoro in modo aperto, aumentando la cooperazione, conoscersi, riconoscere ed apprezzare i colleghi attraverso il confronto reciproco, espandere il proprio network relazionale. Un tassello importante e coerente della people strategy che  punta, con gradualità e a piccoli passi a modificare l'organizzazione verso un allentamento della gerarchia, più lavoro in team, più collaborazione orizzontale.
 
Le nuove figure dell’Openness

Openness (Open Organization) è l’approccio di gestione aziendale a cui FDT sta lavorando già da diversi anni. <<La leadership nei sistemi complessi ed auto organizzati ha nuove caratteristiche. – spiega Massimo Lugli di Forma del Tempo -  Chi sono i leader? I capi naturalmente, ma anche figure intermedie come nel comune di Bologna che non hanno una potere gerarchico, ma che possono esercitare una leadership per il cambiamento. In tutti i casi – continua Lugli - la sfida è sapere catalizzare il cambiamento, non condurre il cambiamento. Noi abbiamo messo a fuoco due figure: l’Open Manager (che è un capo) e l’Open Agent (che è una figura intermedia).  Il percorso formativo è su tre macro aree di competenza: 1) cos’è la openness e l’agilità 2) Cosa accade nel cambiamento individuale e organizzativo 3) quali sono i tool per facilitare (ne abbiamo mappati 105)>>




            

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